DAVID FOSTER WALLACE.
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LA SCOPA DEL SISTEMA.
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Parte 1.
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Titolo originale: The Broom of the System. 1987.
Traduzione di: Sergio Claudio Perroni.
1999. Fandango Edizioni, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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David Foster Wallace, all'anagrafe David Wallace, nacque ad Ithaca, citt situata a 400 km da New York, il 21 febbraio del 1962, figlio di James Donald Wallace e di Sally Jean Foster. Visse a Champaign, nell'Illinois, fino alla quarta elementare per poi trasferirsi a Urbana, dove frequent la Yankee Ridge School. Iscritto all'Amherst College, la stessa universit del padre, vi si laure nel 1985 in letteratura inglese e in filosofia, con una specializzazione in logica modale e matematica, per poi frequentare il primo semestre del corso di filosofia presso l'Universit di Harvard, che abbandon alla fine del 1989 dopo il ricovero alla clinica psichiatrica McLean's.
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La sua tesi sulla logica modale, intitolata Richard Taylor's 'Fatalism' and the Semantics of Physical Modality (soggetto del saggio del 2008 del The New York Times Consider the Philosopher) fu premiata con il Gail Kennedy Memorial Prize. Nel 1987 ottenne un Master of Fine Arts in scrittura creativa alla University of Arizona. Insegn alla Illinois State University per gran parte degli anni novanta e nell'autunno del 2002 divent professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.
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Il suo romanzo d'esordio, La scopa del sistema, si ispira alla sua seconda tesi universitaria ed usc nel 1987. La critica not subito il talento di Wallace che, a soli venticinque anni, si distingueva per lo stile ironico, complesso e acuto. Nel 1989 usc negli Stati Uniti La ragazza con i capelli strani, una raccolta di racconti che tocca temi tipici di Wallace e fu considerata un suo manifesto poetico e stilistico.
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Il secondo romanzo, Infinite Jest, usc nel 1996 e fece diventare Wallace un autore di culto internazionale. Nel 2006 la rivista Time lo incluse nella lista dei cento migliori romanzi di lingua inglese dal 1923 al 2006. Il romanzo, considerato il capolavoro dello scrittore statunitense, descrive la complessit della societ contemporanea: le difficolt nei rapporti interpersonali, l'uso delle droghe, il ruolo sempre pi importante del mondo dello spettacolo, dei media e dell'intrattenimento, l'esasperata competizione sociale raccontata attraverso il tennis, sport praticato a livelli agonistici dallo stesso autore. Il romanzo fu citato dalla rivista Time come uno dei 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 al 2005, mentre l'editore del Los Angeles Times David Ulin ha definito Wallace "uno degli scrittori pi influenti e innovativi degli ultimi 20 anni".
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Definito dal New York Times un "mile Zola post-millennio" e "la mente migliore della sua generazione", la critica lo ha spesso paragonato ad autori celebrati come Thomas Pynchon, Don DeLillo, Vladimir Nabokov e Jorge Luis Borges. Considerato uno dei rappresentanti della corrente letteraria Avantpop, ricevette diversi premi, tra cui il MacArthur Fellowship. Nella sua scrittura si riscontrano le influenze di Thomas Pynchon, Don DeLillo e Franz Kafka.
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Secondo il padre di Wallace, David soffr di depressione per oltre vent'anni e solo la cura a base di antidepressivi che seguiva gli permetteva di essere produttivo. Gli effetti collaterali dovuti ai farmaci che assumeva lo indussero, nel giugno 2007, ad interrompere la terapia a base di fenelzina, con il benestare del proprio medico. La depressione si ripresent e Wallace speriment altre cure, inclusa la terapia elettroconvulsivante. Infine torn ad assumere fenelzina, ma questa non gli faceva pi effetto.
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Il 12 settembre 2008, a 46 anni, Wallace scrisse un messaggio di addio di due pagine, corresse parte del manoscritto di Il re pallido e si impicc ad una trave di casa sua a Claremont, in California. Il corpo fu rinvenuto dalla moglie, Karen Green. Questo ultimo romanzo incompiuto di Wallace, Il re pallido,  stato pubblicato nel 2011 ed  stato un finalista per il Premio Pulitzer 2012 per la narrativa. Una biografia di Wallace  stata pubblicata nel settembre del 2012 e un'estesa letteratura critica sul suo lavoro si  sviluppata negli ultimi dieci anni.
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A partire dal libro-intervista di David Lipsky Come diventare se stessi,  stato realizzato il film The End of the Tour - Un viaggio con David Foster Wallace, uscito negli Stati Uniti il 31 luglio 2015 e in Italia l'11 febbraio 2016. La storia narrata  quella del viaggio di cinque giorni, compiuto nell'inverno del 1996, da Foster Wallace assieme al giornalista di Rolling Stone David Lipsky (interpretati rispettivamente da Jason Segel e Jesse Eisenberg). The End of The Tour racconta i cinque giorni di intervista di Lispky a Wallace, le loro ambizioni e aspirazioni e la nascita di una breve ma intensa amicizia. Wallace aveva all'epoca trentaquattro anni ed era stato da poco lanciato, con la pubblicazione del romanzo Infinite Jest, come una delle grandi promesse della letteratura americana; Lipsky di anni ne aveva trentuno e anch'egli stava cercando la propria strada nella vita. L'intervista non fu subito pubblicata e le cassette audio finirono in uno scantinato di Lipsky. I due non si incontrarono pi e solamente dopo il suicidio di Wallace Lipsky decise di raccontare in un libro quel viaggio e quell'amicizia.
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PREFAZIONE. di Stefano Bartezzaghi.
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1.
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Fuori, nel croccante prato marzolino, alonata dai fasci di luce che spiovono dai lampioni, tra capannelli di ragazzi in blazer blu che risalgono il vialetto rifinendosi lalito a colpi di mentine, assapora una breve epistassi.
 la frase che chiude il primo capitolo (dei ventuno) della Scopa del sistema, a sua volta il
primo romanzo (dei soli due, ahinoi) di David Foster Wallace. A rileggerla oggi non si fatica a
immedesimarsi nel lettore che  allepoca delluscita del romanzo (1987) e appena prima che lallora
giovanissimo autore fosse celebrato come il maggior talento letterario americano  abbia indugiato
prima di attaccare il secondo capitolo, che si annuncia con un balzo in avanti di nove anni. Come si pu
assaporare unepistassi? Come si fa a mettere in fondo a un capitolo rocambolesco, erotico, comico e
violento (e rocambolesco, erotico, comico e violento in un modo assai peculiare) un notturno tanto
atonale, il pubblico appartarsi di una quindicenne a cui cola sangue dal naso?
Risalire a quel primo e teorico momento di perplessa ammirazione oggi significa scendere alla
radice dei sentimenti che in molti, moltissimi hanno provato e provano per la scrittura di David Foster
Wallace. Sentimenti, gi.
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Era una scrittura che sfidava il precetto del Marcel Proust di Contre Sainte-Beuve, ripreso poi
dalle teorie letterarie formaliste e implicitamente ribadito anche dallo stesso Foster Wallace in alcune
dichiarazioni: la biografia dellautore non entra nella sua opera, non la spiega e non ne  spiegata; il
soggetto  fuori dalla soglia superiore della semiotica, non se ne pu dire nulla. Attenersi a questo
precetto rimane saggio, anche al di l dellautorevolezza dei molti che lo hanno formulato e
riformulato. Eppure leggendo Foster Wallace  sempre stato inevitabile pensare a quale testa dovesse
avere lautore di quelle pagine, divertenti nei loro rovelli, opache nel loro tentativo di saturare il
dicibile.  probabilmente per questo che la notizia del suo suicidio ha percosso i suoi lettori con la
forza di uno staffilante dolore personale, diretto: cosa avesse in testa quelluomo non era pi una
questione letteraria, era diventata una questione esistenziale senza vie di scampo, del genere tertium
non datur. E in tanti ci si  chiesti quando sar possibile tornare a leggere le sue opere senza pensarci,
senza dare troppo peso ai presagi di cui ora sembrano pullulare, senza cio proiettare allesterno della
scrittura quella raccolta di indizi che la sua scrittura stessa ci sollecita.
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2.
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La scopa del sistema  stato lesordio letterario ufficiale di Foster Wallace, avvenuto dopo una
pausa dagli studi postuniversitari. Gi dal primo capitolo mette in scena temi che si ritroveranno, voltati
al maschile, anche nel secondo e maggiore romanzo, Infinite Jest: ladolescenza e la genialit precoce,
innanzitutto; ma anche somministrazioni socializzanti di droga e alcool, esibizionismi sessuali con
ambiguit fra lingenuo e lo smargiasso, la vita del college. Non manca neppure unallusione allo sport
che, come poi in Infinite Jest,  in contrasto alluso di sostanze psicotrope. I personaggi si
caratterizzano per il corpo che hanno e per quello che ne fanno: vestirsi, vomitare, svestirsi, toccarsi,
fumare, mangiare, bere, vivere in una camera iperriscaldata a causa di uno squilibrio termico del corpo,
assaporare una breve epistassi..., attraverso una gamma molto ampia di tutti i possibili gesti, posture,
apparenze, deiezioni e assunzioni.
Personaggi, prodotti, luoghi e istituzioni come scuole e posti di lavoro hanno di frequente nomi
peculiari (Stonecipher, Metalman, Rumpus, Splittstoesser, Shaker Heights, Frequent & Vigorous Inc.,
Bombardini Building, Neil Obstat); gli alberi genealogici sono capziosamente intricati.
Lambientazione in un futuro prossimo (meno di un decennio avanti il momento storico della stesura:
succeder lo stesso anche con Infinite Jest) consente allautore invenzioni tecnologiche e sociali, qui
culminanti in due trovate paesaggistiche: la forma della citt di East Corinth (progettata in modo che i
suoi confini sagomino a beneficio di chi sorvoli la citt la conturbante silhouette dellattrice Jayne
Mansfield) e la creazione di un deserto artificiale ai margini della citt di Cleveland, voluto dal
governatore dello Stato per fornire un punto di riferimento primordiale per le buone genti dellOhio.
Un luogo da temere e amare. Un luogo selvaggio. Qualcosa che ci rammenti contro cosa abbiamo
lottato e vinto. Un luogo senza centri commerciali. Un Altro per stimolare lIo dellOhio.
Scrivendo La scopa del sistema, Foster Wallace non aveva ancora individuato nel meccanismo
della nota al testo la forma simbolica che, anche sul piano della disposizione grafica, impone al lettore
di inseguire incessantemente la dispersione del testo. Le note caratterizzeranno Infinite Jest (sono 388
solo quelle diciamo primarie  a cui vanno aggiunte le note alle note  e occupano quasi duecento delle
oltre mille pagine del romanzo) ma anche i saggi, dalla dissertazione matematica sullinfinito di Tutto e
di pi ai capitoli di Considera laragosta, nellultimo dei quali le chiose vengono impaginate come box
racchiusi nel flusso del testo primario, a cui sono collegate mediante frecce. Gi prima delladozione di
queste diramazioni spaziali del testo, e gi nel romanzo desordio, la linearit del racconto non
compariva fra gli obiettivi dellautore.
Potenza dellimmaginazione fantastica, minuzia dellosservazione live: deve essere questo ci
che viene chiamato realismo isterico, uninterpretazione personale (e sostanzialmente inattesa, in
unepoca ancora a dominante minimalista) delle lezioni del grande romanzo americano
secondo-novecentesco, da Vladimir Nabokov a Don De Lillo e Thomas Pynchon, i nomi che nei
commenti critici hanno costantemente accompagnato  non senza ragione ma neppure senza
stucchevolezza  gli esordi e gli sviluppi della scrittura di Foster Wallace.
Il fatto  che anche nei suoi romanzi  anzi, soprattutto nei suoi romanzi  David Foster
Wallace narra per discontinuit: salti temporali da un capitolo allaltro, andate e ritorni dal discorso
diretto a quello indiretto, narrazioni riferite, opposizione di punti di vista, inserzioni di materiali vari.
Quel codice dellenigma che in Roland Barthes (S/Z)  il dispositivo di distribuzione del sapere nel
testo viene applicato con ingorda sistematicit, e al lettore  richiesta una grande cooperazione per
cucire fra loro i diversi scampoli di informazione che gli vengono tanto disordinatamente forniti. Le
divisioni fra i capitoli e quelle interne ai capitoli segnano i passaggi da uno sketch allaltro, con bruschi
cambi di scenario e di registro, personaggi secondari che compaiono ex abrupto senza essere nominati
e senza mai interagire direttamente con i protagonisti, dialoghi con turni di parola senza indicazione e
accavallati, pezzi di diario, verbali di riunioni, storie nelle storie. Ogni frammento di questa nebulosa
entropica arriva al lettore sospinto da forze centrifughe e centripete. Ha infatti una sua pi o meno
apparente autonomia: sviluppa cio un proprio microeffetto letterario di volta in volta comico,
drammatico, grottesco, sullabituale tempo di allegro prediletto dalla scrittura vivace e virtuosistica di
Foster Wallace; ma ha anche un pi o meno occulto rapporto con altri frammenti, che possono essere
disposti anche a una considerevole distanza testuale. Lautore di una raccolta di racconti intitolata
allOblio  lo stesso che, almeno fra i contemporanei, richiede ai suoi lettori le maggiori capacit
mnemoniche, cavalcate allindietro per recuperare informazioni svaporate o  ultima ratio 
compulsazioni di quei compendi e indici analitici che da molti anni soccorrevoli ammiratori dellautore
hanno pubblicato via internet a uso dei lettori pi disorientati.
Ci non toglie che la nebulosa graviti attorno a un campo di tensione centrale, e che anzi i
procedimenti entropici di narrazione ne siano un elemento  fra gli altri  costitutivo e necessario. Lo si
pu individuare a tutti i livelli del testo, per esempio a quello tematico. Agonismo e pi in generale
gioco, malattia mentale, amore, adolescenza e giovinezza, dipendenze da sostanze psicotrope,
manipolazioni psicologiche sono tutti temi che rimandano al problema dellidentificazione e
dellautonomia dellio. La figura testuale corrispondente  il paradosso, logico e psicologico, tanto che
diversi passaggi sembrano lo sviluppo in prosa di quei pattern di rapporti interpersonali che il maestro
dellantipsichiatria Ronald Laing enunciava nei versicoli dei suoi Nodi.
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La scopa del sistema: Lenore ha la caratteristica di una specie di gioco. Ecco. Il che, significando quasi niente, potrebbe funzionare. Lenore ti invita tacitamente a giocare un gioco che consiste di oscuri tentativi di scoprire le regole del gioco stesso. Che ve ne pare? Le regole del gioco sono Lenore, e giocare significa essere giocati. Scopri le regole del mio gioco, ride lei, ridendo con o di te [Lenore  la ragazza dellepistassi, protagonista del romanzo].
Nodi: Stanno giocando a un gioco. Stanno giocando a non giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare infranger le regole e mi puniranno. Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco.
La scopa del sistema: Non ti affligge lidea che il tuo non dirmi mai che mi ami possa affliggermi?
Nodi: Sei crudele, a farmi sentir cattivo, a pensare di essere crudele a farti sentire crudele col sentirmi cattivo che tu possa essere cos crudele da pensare che non ti voglia bene, quando sai che te ne voglio.
La scopa del sistema  fra laltro la storia della sparizione di Lenore, non la ragazza
dellepistassi ma la carismatica bisnonna paterna da cui la giovane ha preso nome e ostinati
ammaestramenti filosofici, e da cui molti protagonisti sospettano che la giovane si lasci manipolare
mentalmente. Dice Lenore bisnipote:
Mettiamo che Nonna mi abbia detto in maniera parecchio convincente che tutto ci che davvero
esiste della mia vita  limitato a quello che se ne pu raccontare.
La bisnonna, infatti,  stata in giovent allieva diretta di Ludwig Wittgenstein, unesperienza
dalla quale ha ricavato e tramandato una copia autografa delle Ricerche filosofiche, un voluminoso
libro verde di appunti personali e unancora pi consistente vocazione al radicalismo filosofico. Alla
sua misteriosa sparizione lascer come deboli tracce alcuni disegni che rappresentano figure
filosofiche, e pi in particolare paradossi. In quella che  in possesso della Lenore giovane una figura
maschile ha in mano strumenti per la rasatura e ha la testa esplosa. Lenore indovina subito:  il barbiere
del villaggio, che taglia la barba a tutti gli abitanti che non lo fanno da s, e quindi non sa se pu
tagliarla a s stesso o no. Lesplosione cancella sia il luogo mentale (la testa) sia quello fisico (il mento
barbuto) della contraddizione, e pu ricordare quella litografia di Maurits Escher in cui una galleria di
litografie contiene un quadro che rappresenta la citt in cui  la galleria, e dunque la litografia
medesima. La litografia  nella citt o la citt nella litografia? Per rendere lantinomia insolubile, per
poter cio consentire limpossibile risposta entrambe, Escher ha dovuto necessariamente lasciare un
vuoto, e proprio nel centro del quadro: il quieto occhio del vortice in cui la contraddizione fra cosa
contiene cosa non permette alcuna rappresentazione. In quel cerchio bianco ha poi apposto la sua firma,
per suprema astuzia o istinto felice:  esattamente quel vuoto il luogo dellartista che sta mettendo in
scena le aporie dellintelligenza.
Lintelligenza non consente affatto di agevolare le soluzioni al problema dellesistenza reale
degli individui; al sentimento di s come mistificatore; al rimbombare del mondo privato immerso (e
agente) in un mondo esterno e pubblico ininterrottamente intento a progettare catastrofi; ai disturbi
della percezione di s, in un assedio di altre percezioni specialmente tattili e olfattive.
Il sapere si offre soprattutto nei suoi aspetti tautologici, quei quod erat demonstrandum e quod
est demostratum che punteggiano leloquio del fratello di Lenore, che al college ha come attivit
esclusiva lofferta ai suoi compagni di risposte infallibili alle domande dei professori in cambio di
continue forniture di marijuana. Il sapere  sempre una ripetizione: il pappagallo che acquisisce la
parola ripete a fasi alterne insegnamenti teologici, spot pubblicitari e descrizioni pornografiche, in cui
sono disseminati indizi rivelatori per i personaggi e per il lettore; i nomi del romanzo formano un
reticolo di omonimie; i personaggi continuano a reincontrarsi, sottolineando coincidenze e agnizioni; i
tormentoni televisivi pi annosi (oh, Gilligan!, ciao Bob!) sono associati a pantagruelici eccessi
alcolici dei personaggi. Una mitologia del ritorno ininterrotto (e pernicioso) che in Infinite Jest si
incarner nellaudiovisivo incantato che uccide i suoi spettatori, non consentendo loro di uscire dal
ciclo della sua infinitamente ripetuta riproduzione.
Ecco allora che lassenza, lastensione, il silenzio prendono la loro funzione oppositiva gi
preliminarmente ordita dalla fondazione del deserto artificiale che bordeggia la citt (platealmente
designato dallacronimo GOD, Great Ohio Desert; DIO, Deserto Incommensurabile dellOhio, nella
traduzione). Il vuoto che bordeggia il pieno, lAltro che bordeggia lio sono tutti simboli del simbolico.
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Il vuoto contende al tutto pieno le pagine di David Foster Wallace. Nellultimo suo testo pubblicato in volume (lintroduzione alla raccolta da lui curata Best American Essays 2007) Foster Wallace spiega che la differenza tra narrativa e saggistica, tra fiction e nonfiction, non riguarda lobbligo di riprodurre la realt o la possibilit di crearne una nuova, da cui discenderebbero rispettivamente una spaventosa libert nella fiction, un controllo scrupoloso di dati nella nonfiction. In entrambi i casi, ci dice lautore, sono richiesti spericolati e terrorizzanti funambolismi su un abisso.
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A distinguere i generi  piuttosto il tipo di abisso: nella nonfiction  il Rumore Totale (i subbugli statici di ogni cosa ed esperienza particolare, e la propria libert totale di scegliere allinfinito cosa considerare e rappresentare e connettere, e come, e perch, eccetera); al contrario fictions abyss is silence, nada.
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Le informazioni negate, la sparizione dei protagonisti, la rappresentazione del silenzio nei
dialoghi, i finali affidati a deuteragonisti (La scopa del sistema termina con una frase tronca  e perci
autoreferenziale  a cui  sottratta una parola che il lettore indoviner agevolmente), le sconcertanti
mancanze e falle che punteggiano la scrittura di David Foster Wallace sono altrettante mosse del gioco
dellautore, proprio perch si oppongono a una sua chiara vocazione totalizzante. Il lettore avverte
qualcosa di veramente eroico e sovrumano nel suo tentativo di dire tutto, e poi di fare apparire questo
tutto come un dettaglio dubbiosamente rivelatore, lunica traccia malcerta lasciata da una vicenda che
si  sempre svolta sostanzialmente altrove.
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La bisnonna wittgensteiniana  sparita dal romanzo di cui  la segreta demiurga, detentrice del
prodotto farmaceutico che dona la parola a chi non lha  non  lunica figura della Scopa del sistema
che si riferisce allautore, ma  quella che lo rappresenta in massimo grado. Anche David Foster
Wallace ha compiuto studi filosofici (di logica modale), che sono alla base di questo romanzo; anche
lui disegna uomini a cui esplode la testa (modalit di suicidio che in Infinite Jest verr scelta dallautore
dellaudiovisivo che d titolo al romanzo); anche lui produce figure dalle aporie del contemporaneo.
Anche lui  affascinato, in particolare, dal rovesciamento a cui sempre si prestano tutti i prodotti
dellintelligenza umana, oggetti o sistemi che siano. Persino in una umile scopa il rapporto gerarchico
fra manico e spazzola si inverte, se invece che per spazzare un pavimento la usiamo per rompere un
vetro (come la Lenore bisnonna ha effettivamente fatto in passato, nel corso di una sua furibonda
dimostrazione filosofica).
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Quale rovesciamento potrebbe allora essere pi totale della sottrazione della protagonista al suo
romanzo? Specularmente alla sua sortita di forza dalla trappola del primo capitolo, prima del finale,
Lenore, la bisnipote, si assenta. Al lettore  lasciato immaginare quale destino abbia scelto: se abbia
raggiunto la sua omonima bisnonna, lasciandosi inghiottire dal focolaio che ha infettato la
comunicazione e messo i gangli nervosi di questultima in uno stato apparentemente inguaribile di
febbre; o se piuttosto sia semplicemente volata via, altrove.
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Ma, distratti da questa inusuale carenza di informazioni su come e dove sia andata a finire la nostra eroina, rischiamo di non vedere linformazione decisiva che deteniamo, la lettera rubata che pure giace sotto i nostri occhi mentre stiamo assaporando la nostra epistassi. Il silenzio che mantiene per tutta lultima scena che la riguarda  una scena corale in cui ognuno le ingiunge, le propone, le suggerisce, le vieta di fare questo o quello  scandisce con chiarezza che qualsiasi soluzione la giovane Lenore ha poi finito per adottare  stata decisa da lei stessa, in piena indipendenza non solo dagli altri personaggi ma, almeno simbolicamente, anche dal suo e dal loro demiurgo.  uninsurrezione perfetta e perfettamente compiuta contro lo statuto di personaggio letterario, la fuoriuscita dallangustia di quellAltro che dallinterno (Rick Vigorous) o dallesterno (lautore) cercava anche disperatamente di mantenerla sotto controllo, nel dominio della propria narrazione.
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Forse la domanda preliminare  a proposito di quando saremo in grado di rileggere le opere di David Foster Wallace senza pensare al suo suicidio, quindi come se ci fossero arrivate da una fonte apocrifa  ammette soltanto risposte vaghe; forse gli unici che possono dire qualcosa di netto (reciso e preciso) sono coloro che a quella domanda si sentono di rispondere mai. Di fronte a imprese necessarie che non promettono risultati, se non incerti e remoti, c per un solo atteggiamento possibile: intraprenderle subito, non porre tempo in mezzo. Buona lettura.
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Stefano Bartezzaghi.
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La Scopa del sistema.
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Questo progetto  dedicato a Mark Andrew Costello e Susan Jane Perkins e Amy Elizabeth Wallace.
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Ringraziamenti.
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Lautore ringrazia per il loro aiuto: Robert Boswell, Gerald Howard, William Kennick, Bonnie Nadell, Andrew Parker, Dale Peterson, la presidenza dellAmherst College.
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Solo che, almeno l, quando Rick mi racconta una di quelle storie, la differenza tra storia e vita  chiara sin dallinizio.
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Prima parte.
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Capitolo primo.
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1981.
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Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, allimprovviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosit giallognola che riappare a mo di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso  screpolato e si scrosta a boccoli per quant vecchio, mostrando qua e l striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perch Mindy si  chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dellaccappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente pi sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si  allentato e una ciocca di capelli scuri  sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. Nella stanza c odore di shampoo Flex, ma anche di canne, poich Clarice e Sue Shaw si stanno facendo uno spino bello grosso che Lenore ha ricevuto in dono da Ed Creamer alla Shaker School e ha portato qui al college insieme ad altra roba per Clarice.
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Il fatto  che Lenore Beadsman, che ha quindici anni,  appena arrivata da casa dei suoi a
Shaker Heights, Ohio, a due passi da Cleveland, per far visita alla sorella maggiore, Clarice Beadsman,
che  matricola qui al college femminile Mount Holyoke; Lenore, dunque, con annesso sacco a pelo, si
trova in una stanza al secondo piano del dormitorio della Rumpus Hall, cio dove Clarice alloggia con
le compagne di corso Mindy Metalman e Sue Shaw. In effetti Lenore sarebbe venuta anche per dare
tipo unocchiata al college. Infatti, bench abbia ancora soltanto quindici anni,  ritenuta molto
intelligente e quindi avanti rispetto alle altre, tant che  gi allultimo anno di Shaker School e
appunto comincia a pensare al college da scegliere per lanno prossimo. Perci  venuta in visita.
Siamo in marzo, ed  venerd sera.
Sue Shaw, nientaffatto carina come Mindy e Clarice, viene a portare la canna a Mindy e
Lenore, e Mindy prende la canna e per una frazione di secondo lascia in pace il piede e d un tiro
pazzesco che fa incendiare la brace mentre un seme schioppa sonoramente e fiocchi di carta incenerita
si staccano in volo, cosa che Clarice e Sue trovano estremamente comica, e infatti ululano e si dnno
delle gran pacche sulla schiena, e Mindy trangugia il fumo e lo trattiene e passa lo spino a Lenore, ma
Lenore dice no grazie.
 No grazie,  dice Lenore.
 Di... lhai portato tu, perch non...  gracchia Mindy Metalman cercando di non farsi
sfuggire il fumo e perci parlando come parla la gente quando trattiene il respiro.
 Lo so, ma per ora a scuola ci sono le gare e io sono in squadra e in periodo di gare evito di
fumare, perch se fumo mi blocco,  dice Lenore.
Sicch Mindy scrolla le spalle e finalmente esala una gran fiatata di pallido fumo usato e
tossisce una tosse da nulla e si alza con la canna e attraversa la stanza per portarla a Clarice e a Sue
Shaw, che sono sedute accanto a una grossa cassa dello stereo e stanno riascoltando tipo per la decima
volta di fila una canzone di Cat Stevens. A questo punto laccappatoio di Mindy  quasi completamente
aperto e rivela uno scenario che Lenore giudica decisamente impressionante, anche se poi Mindy si
muove come se non fosse roba sua. Questo non fa che confermare in Lenore lidea che le ragazze che
conosce si possono nettamente dividere in ragazze che dentro di s si credono carine e ragazze che
dentro di s non si credono carine. Le ragazze che si credono carine non fanno caso se gli si apre
laccappatoio, e sanno truccarsi, e amano sentirsi guardate quando camminano, e se in giro ci sono dei
maschi adottano un atteggiamento tutto particolare; invece le ragazze come Lenore, che non si sentono
particolarmente carine, tendono a non truccarsi, e fanno atletica, e calzano Converse nere, e
laccappatoio se lo tengono sempre bello annodato. Comunque Mindy  proprio carina, a parte i piedi.
La canzone di Cat Stevens  finita unaltra volta, e il braccio del giradischi si solleva
automaticamente, e ovviamente nessuna delle tre ha granch voglia di alzarsi per andare fino al
giradischi e rimettere il disco, sicch se ne restano sedute sulle rispettive sedie di legno: Mindy col suo
accappatoio rosa sbiadito da cui adesso occhieggia una lustra e liscia gamba tutta nuda; Clarice con le
sue Desert Boots e quei jeans blu scuro che Lenore chiama jeans-a-calzascarpe, e quella camicetta
bianca western che indossava alla fiera la volta che le rubarono la borsa, e i biondi capelli che le
inondano la camicetta, e gli occhi che adesso sono di un blu parecchio intenso; Sue Shaw coi suoi
capelli rossi e una felpa verde e una gonna scozzese sul verde e grasse gambe bianche con un grosso
brufolo rosso stampato in pieno ginocchio, gambe accavallate, con un piede da cui ciondola una di
quelle orrende scarpe da barca con la suola bianca  un tipo di scarpe che a Lenore non piace proprio
per niente.
Dopo un attimo di calma Clarice fa un lungo sospiro e dice, a voce bassissima:  Cat... ... Dio,
 ridacchiando un po sul finire. Le altre due ridacchiano anche loro.
 Dio? E come fa a essere Dio? Cat esiste . Gli occhi di Mindy sono tutti rossi.
 Hai detto una cosa irriverente e assolutamente blasfena,  dice Sue Shaw, occhi sbarrati e
gonfi e indignati.
 Blasfena?  geme Clarice, e guarda Lenore.  Blasfema,  dice. I suoi occhi sono a posto, a
parte unallegria inconsueta, come se contenessero un segreto buffo.
 Blasferma,  dice Mindy.
 Blasfamosa.
 Blastema.
 Bluffema.
 Bluastra.
 Bluastosterone.
 Bucefalo.
 Barney Rubble.
 Baba Yaga.
 Bolscevico.
 Blasfena!
Stanno schiattando, piegate in due, e Lenore ride con quella stramba risata di solidariet che
viene quando intorno a te ridono tutti quanti e ridono talmente tanto da far venire da ridere pure a te. Il
baccano della gran festa al piano di sotto filtra dal pavimento e nelle suole delle scarpe di Lenore e su
fin nei braccioli della sedia. Adesso Mindy scivola via dalla sedia e arranca fino ad abbattersi sul sacco
a pelo di Lenore steso sul pavimento accanto al tappeto finto-persiano di Clarice comprato da
Mooradian a Cleveland, e si copre pudicamente linguine con un lembo di accappatoio, ma Lenore non
pu fare a meno di notare come il suo seno gonfi la lisa stoffa rosa dellaccappatoio, bello pieno e sodo
nonostante Mindy sia sdraiata a pancia in su, l, sul pavimento. Inconsciamente Lenore abbassa un
attimo gli occhi sul proprio, di seno, sotto la camicia di flanella.
 Fame,  dice Sue Shaw dopo un minuto.  Immensa, massiccia, incontrollabile, prepotente,
incontrollabile, fame.
 Vero,  dice Mindy.
 Dobbiamo...  e qui Clarice si guarda lorologio girato sotto il polso  ... aspettare unora,
dico una, prima di mangiare alcun qualsivoglia cibo.
 Manco per sogno, impossibile.
 E invece lo renderemo possibile. Come da accordi presi in questa medesima sede meno di una
settimana fa, quando convenimmo esplicitamente di non soccombere mai pi alla famelicit
post-canna, onde evitare di diventare grasse e ripugnanti, tipo la nostra povera Mindy.
 Tromba di culo,  dice svagatamente Mindy, che non  grassa, e lo sa, come lo sa Lenore,
come lo sanno tutte.
 Una vera signora, la nostra Metalman,  dice Clarice. Poi, dopo un minuto:  A questo
proposito ti suggerirei di ricomporti oppure di andare a vestirti oppure di levarti dallaffare di Lenore,
visto che non ho la minima intenzione di continuare questesame ginecologico che in pratica stai
costringendoci a farti, cara la mia Lesbia di Tebe.
 Rottura di cazzo,  dice Mindy, o piuttosto:  Ordura di marzo ; e si alza ondeggiando e
afferrandosi a cose salde, diretta alla porta che d sulla piccola stanza singola accanto al bagno. Stando
a una lettera di Clarice, la suddetta stanza Mindy se la sarebbe annessa in quanto arrivata per prima a
settembre, questa jap1 di Scarsdale col corpo da paginone centrale di Playboy, che adesso si sbuccia
di dosso quel che resta dellaccappatoio, e lo molla zuppo com in grembo a una Lenore seduta sulla
sedia accanto alla porta, la cui soglia Mindy varca a falcate lunghe di gambe ma caute di passo. Sbatte
la porta.
Clarice la guarda sparire e scuote un po la testa e si volta a guardare Lenore e sorride. Dal
piano di sotto arrivano folate di risate, e frastuono di armenti in danza. Lenore adora ballare.
Sue Shaw beve rumorosamente un sorso dacqua da un bicchierone di plastica dei Jetsons che
tiene sul suo scrittoio accanto alla porta dingresso.  A proposito, non  che per caso stamattina hai
visto la Splittstoesser?  chiede.
 No-oo,  dice Clarice.
 Era con Proctor.
 E con ci?
 Alle sette del mattino? Tutte due praticamente in pigiama, insonnoliti e rintontiti, che
uscivano dalla stanza di lei, insieme? Tenendosi per mano?
 Hmmm.
 Be, se qualcuno mi avesse detto che la Splittstoesser...
 Credevo che fosse fidanzata con uno.
 Infatti lo .
E gi a ridere.
 Awwww.
 Chi  la Splittstoesser?  chiede Lenore.
 Nancy Splittstoesser, non te la ricordi, oggi a pranzo? Quella col maglione rosso e gli
orecchini a forma di pugno?
 Ah, s. E che ha fatto?
Clarice e Sue si guardano, e daccapo scoppiano a ridere. Rientra Mindy Metalman, pantaloncini
elastici e felpa rivoltata con maniche tagliate. Lenore la guarda, e sorride al pavimento.
 Che c?  Mindy ha capito che devesserci in ballo qualcosa.
 La Splittstoesser e Proctor,  farfuglia Sue.
 Gi, volevo proprio chiedertelo.  Gli occhi di Mindy si fanno enormi.  In bagno? Nella
stessa doccia? Davvero?
 Oddio!  Sue sta scoppiando, e Mindy comincia anche lei a ridere, sempre con quella stramba
risata di solidariet, e guarda dalluna allaltra.
 Cio, stanno... insieme? Credevo che Nancy fosse fidanzata.
Lo... ,  dice Clarice facendo ridere anche Lenore.
 Diocristiano.
Dopo un po torna la calma. Sue canticchia il tema di Twilight Zone.  Chi sar... la prossima
vittima...?
 Temo di non capire esattamente di cosa, ehm...  dice Lenore, guardando dalluna allaltra.
Sicch Clarice informa Lenore di come Pat Proctor sia un toro da monta e di cosa si intenda per
toro da monta e di quante tra le ospiti del circostante college femminile siano oltremodo inclini a
socializzare con i maschietti.
 Stai scherzando.
 No.
 Be, lo trovo di una gravit incredibile.  Il che fa ulteriormente sganasciare Mindy e Sue. 
Scusatemi, ma una cosa del genere non vi fa venire i brividi? Voglio dire, se fossi in...
 Se fossi in noi lo vedresti per quello che , cio parte della vita di ogni giorno, anche perch la
gente ha il diritto di fare quello che crede...  Clarice  l che rimette la puntina allinizio del disco.
Silenzio per circa met canzone. Mindy  tornata a occuparsi dei propri piedi, accanto ai letti a
castello.  Vedi, non so se possiamo dirtelo,  dice Sue Shaw guardando Clarice,  ma il fatto  che alla
vigilia del Giorno del ringraziamento Nancy Splittstoesser  stata diciamo cos aggredita mentre
tornava dalla Widget House, e temo che
 Aggredita?  dice Lenore.
 Be, in effetti sarebbe pi giusto dire violentata.
 Capisco . Lenore alza gli occhi sul poster appeso alla parete dietro lo scrittoio di Clarice, che
raffigura la schiena di un giovanotto decisamente in forma, torso nudo e muscoli che guizzano
dappertutto sul dorso lustro. Il poster  vecchio e i bordi sono sbrindellati per le ripetute incollature e
scollature di nastro adesivo; vanta un passato nella stanza di Clarice a casa dei suoi, dove non godeva le
simpatie del padre. La luce proveniente dallalto soffitto colpisce la nuca delluomo e gli alona la testa
in un riverbero bianco.
 Temo che la suddetta disavventura labbia incasinata parecchio,  dice Sue.
 Pazzesco,  dice piano Lenore.  Violentata. Perci adesso non le interessano pi gli uomini?
O invece magari...?
 Be,  difficile dirlo con sicurezza, Lenore,  dice Clarice a occhi chiusi, giocherellando col
bottone automatico sulla tasca della camicetta western.  seduta davanti alla griglia di ventilazione, con
la sedia spinta allindietro e i capelli al vento, gialla brezza intorno alle guance.  Forse la cosa pi
giusta da dire  che Nancy  temporaneamente un pelino scombussolata e confusa, dico bene?
 Suppongo di s.
 Tu sei vergine, Lenore?  Mindy  sdraiata sul letto inferiore dei due a castello, quello di Sue,
con le gambe sollevate e gli sfioccanti e controversi piedi artigliati alla rete del letto di Clarice.
 Stronza,  dice Clarice a Mindy.
 Guarda che era solo una domanda,  dice Mindy.  Non credo che Lenore sia cos suscettibile
da
 S, sono vergine. Nel senso che non mai ho avuto, cio, nel senso che non ho mai avuto
rapporti intimi con nessuno,  dice Lenore, sorridendo a Clarice un rassicurante Ok, davvero, nessun
problema.  E tu, Mindy, sei vergine?
Mindy scoppia a ridere.  Certo, un sacco vergine.
Sue Shaw sbuffa a ridere nel bicchiere dei Jetsons.  Mindy vuole conservarsi vergine per
quando incontrer il battaglione di Marines giusto . Clarice e Lenore ridono.
 Strafottetevi,  dice amabilmente Mindy Metalman, rilassatissima, quasi addormentata. Le
sue gambe sono tornite e sode, e la pelle  talmente liscia che quasi riflette la luce, perch lultima volta
che  andata a casa se l fatte cerare, ha spiegato a Lenore, qualunque cosa intendesse dire.
 Capita spesso?
 Cosa?
 Che qui le ragazze vengano violentate e aggredite e roba del genere?
Clarice e Sue guardano altrove, imperturbabili.  Be, qualche volta, chiss,  difficile dirlo,
sono cose che non sempre vengono denunciate, magari le insabbiano, nel senso che la direzione non 
proprio che faccia i salti di gioia ogni volta che
 Ok, che tu sappia quante volte  successo?
 Come faccio a saperlo? Allincirca, che vuoi che ti dica, una decina di volte
 Dieci?
 ...
 Scusa, ma tu quante ragazze conosci qui al college, in tutto?
 Lenore, non lo so,  dice Clarice.  E comunque non  niente di... voglio dire, basta avere un
minimo di buon senso, davvero. Basta fare un po dattenzione, tipo la sera evitare le zone buie...
 E poi qui abbiamo un ottimo servizio di sicurezza,  dice Sue Shaw.  Se sei ancora fuori
quando fa buio puoi chiedere un passaggio allautopattuglia, e comunque ogni ora c la navetta che fa
servizio dalla biblioteca fino ai dormitori, con tanto di guardie armate, che ti portano fin dentro al
 Guardie armate?
 Certo, e ce n anche di carinissime . Clarice strizza locchio a Lenore.
 Clarice, a Natale non mi avevi detto niente di guardie armate e roba del genere. Per te  una
cosa normale? Voglio dire, gi da noi
 Lenore, guarda che  cos dappertutto,  dice Clarice.  Non credo che ci sia molta differenza.
Ci farai il callo. Davvero, basta avere un minimo di buon senso.
 Se lo dici tu.
 E ovviamente c ancora la questione del party,  dice dai letti a castello Mindy Metalman,
evidentemente ansiosa di cambiare argomento. Il baccano al piano di sotto  ancora bello forte.
Il fatto  che le ragazze della Rumpus Hall hanno organizzato, qui, stasera, gi dabbasso, un
party di quelli mega, con un complesso tostissimo chiamato Spiro Agnew e le Ascelle, e danze e
ragazzi e birra previa esibizione dei documenti. Una cosa in grande, e a pranzo Lenore ha visto che
addobbavano la sala con festoni floreali e palme di plastica, e cerano ragazze con gonnelline hawaiane
di plastica, s perch il party  un party a tema, e il tema ha a che fare con le Hawaii: il titolo del party,
scritto a rossetto su un pezzo di lenzuolo appeso allingresso della Rumpus Hall,  Alohascopiamo, e
a pranzo Lenore lha trovato un titolo molto divertente e arguto, e allingresso del party le ragazze
metteranno ghirlande di fiori al collo di tutti i ragazzi che arriveranno dai college vicini, sempre previa
esibizione dei documenti. C una stanza piena di ghirlande di fiori, ha visto Lenore a pranzo.
 Gi,  dice Clarice.
 Per.
 Allora.
 Io no,  dice Sue Shaw.  Scordatevelo, mai pi, lho giurato e lo mantengo. Pas moi.
Clarice scoppia a ridere e allunga una mano per prendere il bicchiere dei Jetsons.
 La questione, comunque,  dice dal letto Mindy, con lo scollo della felpa scivolato fin sul
ciglio della spalla e in procinto di scivolar gi del tutto,  la questione  che gi in sala da pranzo,
esposte in bellordine al solletico delle palme di plastica, ci sono delle... cibarie, cibarie che tutte noi
abbiamo contribuito ad acquistare.
 Vero,  sospira Clarice, e frattanto schiaccia il repeat del giradischi. I suoi occhi sono
talmente blu da sembrare accesi, a Lenore.
 E noi in frigo non abbiamo altro che quel fin troppo delizioso pur di patate,  dice Mindy, ed
 vero, c solo un piatto pieno di salatissime patate pongo-pureizzate, unico cibo che a pranzo siano
riuscite a trafugare, visto che in cucina avevano finito il pane, e poi pure i biscotti...
 Per dicevi che tu non ci saresti andata manco morta,  dice Lenore.  Sbaglio o non hai fatto
altro che ripetermi che queste feste sono volgari, che sono una specie di mercato delle vacche, e che si
rischia di farsi risucchiare, letteralmente hai aggiunto, e che avresti evitato in tutti i modi di andarci,
e che io non dovevo neanche lontanamente...  Si guarda attorno, ha voglia di andarci, ballare le piace
da impazzire, si  portata un vestito mozzafiato, che ha acquistato da Tempo, a East Corinth, apposta
per unoccasione del
 Clarice, Lenore ha voglia di andarci,  dice Mindy gettando di lato le gambe e sfruttandone lo
slancio per mettersi a sedere,  e si tratta di una nostra ospite, e poi c il fattore Doritos, e potremmo
scendere tipo per al massimo sei minuti...
 Capisco . Clarice guarda a palpebre socchiuse Lenore, e vede che non sta nella pelle, e
sorride. Sue Shaw  di spalle, seduta allo scrittoio, ha un culo proprio grosso e largo, che deborda dal
perimetro della sedia, nota Lenore.
Clarice sospira.  Lenore, il fatto  che tu non ti rendi conto. Queste feste sono incredibilmente
noiose e pallose, credimi, noi ci siamo fatte tutte quelle del primo semestre e posso assicurarti che nel
giro di dieci minuti ci si sente letteralmente nauseate, si sta male proprio fisicamente, il novantanove
per cento dei maschi li vedi che stanno l appostati come lucertole, come rettili, e sin dai primi orribili
istanti capisci che non  altro che un rituale deprimente, cui Dio solo sa perch ci si aspetta che noi
partecipiamo e ripartecipiamo.  una cosa rivoltante. Non si riesce neppure a scambiare quattro
chiacchiere . E beve un sorso dacqua dal bicchiere dei Jetsons. Di spalle, seduta allo scrittoio, Sue
Shaw annuisce gravemente.
 Ve lo dico io cosa facciamo,  Mindy Metalman balza a terra e batte le mani.  E cio Lenore
va a mettersi quel favoloso abito viola che le ho visto appendere nellarmadio, nel frattempo noi ci
occupiamo del resto di questa canna, poi tutte quattro sgattaioliamo gi quatte quatte, e Lenore si
busca un concentrato di arti liberali pi un paio di balli lenti mentre noi sgraffigniamo un sette/otto
tonnellate di cibo, poi torniamo a razzo qui, che tra meno di unora comincia David Letterman.
 No,  dice Sue Shaw.
 Be, tu puoi sempre restartene qui, testa di capezzolo, ce ne faremo una ragione, visto che
lidea di affrontare unesperienza scadentuccia ti spinge a rintanarti come un
 Bene, allora  deciso . Clarice non sembra affatto entusiasta. Si guardano a vicenda, tutte
tranne Sue Shaw, che  di spalle, seduta allo scrittoio. Poi Lenore vede Clarice farle un cenno col capo,
e balza in piedi, e sfreccia nella stanzetta singola di Mindy, per mettersi il vestito viola, mentre Clarice
lancia unocchiata vacua a Mindy, e Mindy fa segni tipo vaffanculo alla nuca di Sue Shaw.
Lenore si lava i denti in un bagnetto che sa di Metalman e di Shaw, si lava la faccia, se la
asciuga con un asciugamano raccolto da terra, se la spalma di Visine, poi in una vecchia scatola di
Tampax sulla toilette trova quel bel rossetto di Mindy con leffetto bagnato, tira fuori il rossetto,
rovescia la scatola di Tampax, un portacipria piomba nella toilette, le tocca ripescarlo, la camicia si 
bagnata, la manica  fradicia, si toglie la camicia e va in camera di Mindy. Dovr mettersi il reggiseno,
visto che la stoffa del vestito  leggerissima, cotone viola, formidabile coi suoi capelli castani, che per
fortuna sono puliti, e poi anche un filino di rossetto, dimostra diciottanni, non proprio ma quasi, e il
reggiseno  in fondo alla sacca sul letto di Mindy. Lenore fruga nella sacca. La stanza di Mindy 
proprio un porcile, vestiti dappertutto, una cyclette, sul lato interno della porta un enorme poster di
James Dean, pi lovviamente immancabile Richard Gere, poi varie foto di ignoto in barca a vela,
copertine di Rolling Stone, poster di concerto dei Journey, soffitto altissimo come nelle altre stanze,
qui arricchito da una coperta chiara inchiodata da un lato al soffitto e dallaltro alla parete, floscia come
vela in bonaccia. Sul comodino c un contenitore di plastica, e Lenore sa che  un porta-Pillola, per la
Pillola, lo sa perch Clarice ne ha uno uguale, e ce lha anche Karen Daughenbaugh, che  pi o meno
la migliore amica di Lenore alla Shaker School. Ecco il reggiseno, Lenore se lo infila. Il vestito. Si
pettina con un lungo pettine rosso con su dei capelli neri e che sa di shampoo Flex.
Uno stridio. Il Cat Stevens attacca di colpo, nella stanza di l. Bussano forte alla porta
dingresso, da qui Lenore lo sente distintamente. Torna di l con in mano le scarpe bianche da sera,
mentre Sue Shaw sta aprendo la porta e Mindy cerca di disperdere il fumo sventolando la copertina di
un disco. Fuori ci sono due tizi, che ridacchiano, impalati, entrambi in blazer blu e cravatta regimental
e pantaloni chiari e quelle scarpe l. Con loro non c nessun altro.
 I miei omaggi, signorina,  dice uno dei due, grande e grosso, genere abbronzatura-perenne,
capelli biondi e fossetta sul mento e occhi verde chiaro.  Per caso alloggia qui Melinda-Sue
Metalman?
 Come avete fatto ad arrivare quass?  dice Sue Shaw.   severamente vietato salire senza
accompagnatrice.
Il tizio sorride giovialmente.  Piacere di conoscerla. Io mi chiamo Andy Wang-Dang Lang;
le presento il mio collega Biff Diggerence . E senza complimenti spalanca la porta spingendola con
una manona, e Sue arretra di un paio di passi, e di colpo i due sono belle dentro, Wang-Dang e Biff.
Biff  pi basso di Lang, ed  anche pi largo,  un individuo decisamente rettangolare. Entrambi
hanno in mano un bicchiere Alohascopiamo, con birra. Si direbbero alquanto sbronzi. Specialmente
Biff: mascella lasca, occhi spenti, guance due chiazze rosse.
Wang-Dang Lang si rivolge a Sue ma contempla Clarice:  Be, temo che qui quelli della
sicurezza siano un po ingenuotti, visto che quando mi sono presentato in veste di Padre Mustafa
Metalman, cugino secondo di Miss Metalman e suo consigliere spirituale, e gli ho generosamente
offerto alcuni specifici consigli spirituali, si sono limitati a...  Si blocca e si guarda attorno e fischia. 
Che stanza incredibilmente bella che abbiamo qui. Biff, avevi mai visto dei soffitti cos alti, in un
dormitorio?
Lenore si siede sulla sedia accanto alla porta della stanza di Mindy, scalza, a guardare. Mindy
rincalza la spallina della felpa. Clarice e Sue fronteggiano i due maschi, a braccia conserte.
 Io sono Mindy Metalman,  dice Mindy Metalman. Per qualche istante i due non la degnano
di uno sguardo, stanno ancora esaminando la stanza, poi il pi alto si accorge di Mindy, e d un paio di
gomitate a Biff, fissando Mindy.
 Ciao, Mindy, io sono Wang-Dang Lang, e questo alla mia destra  Biff,  indicando Biff ma
con gli occhi inchiodati su Mindy. Si fa avanti, le stringe la mano, Mindy in qualche modo ricambia la
stretta, guardandosi attorno a cercare le altre.
 Ci conosciamo?
Wang-Dang sorride.  Be, a malincuore ma devo proprio dire di no, mi spiace, tuttavia, se non
mi sbaglio di grosso, tu dovresti conoscere Doug Dangler, dellAmherst College.  il mio compagno di
stanza, o meglio il compagno di stanza mio e di Biff. E quando gli abbiamo detto che saremmo venuti
qui allOscopiamo party, il vecchio Dangleman mi ha detto: Wanger,  mi ha detto,  Wanger, alla
Rumpus Hall ci sta Melinda Metalman, e io ti sarei infinitamente pi che grato se volessi farti latore dei
miei rispetti. Sicch io
 Doug Dangler?  Gli occhi di Mindy sono colmi di sdegno, nota Lenore, pi o meno. 
Guarda che io allAmherst non conosco nessun Doug Dangler, mi sa che vi siete sbagliati, sicch sar
meglio che ve ne torniate gi dab
 Impossibile che tu non conosca Doug, Doug  un ragazzo cazzutissimo,  si ode provenire dal
suddetto Biff, basso e ampio, occhi color jeans slavato, spenti e acquosi per il troppo party, barbina
biondiccia che gli germoglia sul mento facendolo somigliare un po a unascella, pensa Lenore. La sua
voce  bassa con un nonsoch di piacevolmente sordo. Quella di Lang  morbida e sensuale e bella,
nonostante qualche scivolata dialettale, qua e l. Dice:
 Amica mia, che tu e Doug Dangler vi siate conosciuti lo so per certo in quanto raccontatomi
con dovizia di particolari dal Doug medesimo.  I suoi occhi verde bottiglia cadono su Lenore. 
Avvenne in occasione di un party alla Femur Hall, subito dopo Natale e prima degli esami del primo
semestre, ricordi? Ricordi che tu e il suddetto eravate in piedi allingresso del salone, presi in una
conversazione piuttosto serrata, quando allimprovviso lo sventurato cedeva agli effetti dellalcool
ingerito e ti vomitava un pochettino nella borsetta? Ecco, quello l era Doug Dangler . Lang sorride
trionfante. Biff Diggerence ride gorgogliando, con le spalle che gli vanno su e gi allunisono. Lang
continua:  E che lui ti disse che gli rincresceva enormemente e che ti avrebbe pagato la pulitura della
borsetta? E che tu gli dicesti ma figurati e ti dimostrasti... di unamabilit esemplare riguardo
allincidente, e mentre ripescavi gli articoli contenuti nella borsetta lasciasti cadere a bella posta quel
pezzo di carta con su il tuo nome e la casella e il numero di telefono, cio forse la bolletta del telefono?
Ecco, Doug la raccolse, e cos vi conosceste,  conclude sorridendo, e annuendo.
 Quello sarebbe il tizio?  dice Mindy.  E secondo lui gli avrei dato il mio nome apposta? Che
bugiardo spudorato! Fu una serata tremenda. E la borsetta m toccato buttarla. Cio, quel tizio mi si
era avvicinato...  a Clarice e Sue  ... e mi aveva messo una mano sullorlo della felpa e poi aveva
detto che gli sera impigliata ununghia e che non riusciva a liberarsi, era incollato, hah hah hah, e ha
tirato avanti cos per due ore di fila, e poi alla fine mi ha vomitato addosso.  A Wang-Dang Lang dice:
 Era ubriaco fradicio. Ricordo che era talmente ubriaco che sbavava, letteralmente. Gli colava la bava
dalla bocca.
 Be, Melinda, non sta a me spiegarti come tutti noi in certe situazioni si tenda un po a
comportarci in quel modo . Lang d una gomitata dintesa a Biff Diggerence, che quasi cade addosso
a Sue Shaw, che lancia un urletto e arretra verso la porta, incrociando le braccia sul petto.
 Sentite,  meglio che ve ne andiate,  dice una Clarice adesso dislocata accanto a Lenore. 
Siamo molto stanche, e oltretutto non dovreste essere qui senza che
 Ma ormai ci siamo, no?  Wang-Dang sorride. Daccapo si guarda attorno.  Sarebbe
oltremodo sconveniente chiedervi cortesemente se per caso non vi troviate una lattina di birra...? 
indicando il minifrigo di Sue Shaw, accanto al letto a castello. E poi si siede sulla sedia dello scrittoio
di Sue, tra la porta e la cassa dello stereo. Biff  ancora in piedi accanto a Sue e di fronte a Clarice e
Lenore. Sue guarda Clarice, Mindy guarda Biff, che sorride giallamente, Wang-Dang guarda laggi
Lenore, seduta sulla sedia accanto alla porta della stanza di Mindy, a guardare. Lenore si sente a
disagio, combinata com col bel vestitino di cotone viola e col filino di rossetto e coi piedi nudi,
chiedendosi cosa fare con le scarpe che tiene ancora in mano, se tirargliene una addosso a Lang, hanno
il tacco alto, ma la polizia arriva o no?
 Sentite, qui di birra non ne abbiamo, e anche se ne avessimo  incredibilmente villano
irrompere nella stanza della gente per chiedere della birra, e per giunta senza essere invitati, e
comunque io non conosco nessun Doug Dangler, e apprezzeremmo molto se vi decideste a smammare.
 Sono sicura che al piano di sotto troverete tutta la birra che volete,  dice Clarice.
E qui Biff rutta un gran rutto, un rutto di quasi incredibile decorso, chiaramente una specialit,
poi manda gi unaltra sorsata dal suo bicchiere Alohascopiamo. Lenore bofonchia involontariamente
qualcosa su quanto disgustoso fosse il suddetto rutto; tutti gli sguardi convergono su di lei. Lang
sorride di gusto:
 Ehi, piccolina. Come ci chiamiamo?
 Lenore Beadsman,  dice Lenore.
 E da dove veniamo, Lenore?
 Lenore  mia sorella,  dice Clarice, avanzando verso la porta e guardando Biff Diggerence. 
Ha quindici anni, ed  in visita, e lei  invitata, cosa che temo non vi accomuni, sicch se volete avere
la bont di lasciarmi uscire un attimo da...
Con un forbito passo da ballerino, Biff Diggerence si piazza davanti alla porta, a bloccarla col
proprio corpo.
 Hmmm,  fa Clarice. Guarda Mindy Metalman. Mindy si avvicina a Lenore, prende
laccappatoio bagnato dallo schienale della sedia, se lo drappeggia sulla felpa smanicata. Lang sorride
calorosamente. Biff guarda per un secondo Mindy, poi si volta bruscamente verso la porta e si mette a
picchiare la testa contro il battente: ripetutamente, molto forte. Wang-Dang Lang ride. Il rumore delle
zuccate si perde nellimprovviso intensificarsi del baccano da party, perch adesso la musica s fatta
pi forte, alle undici devono avere aperto le porte della sala da pranzo.
 Il problema di Biff,  grida Wang-Dang a Clarice e Mindy Metalman cercando di sovrastare il
baccano,   che la birra non va granch daccordo con il suo organismo, poich, come abbiamo
scoperto, nei momenti critici Biff  fisicamente incapace di... ehm... di svuotare lo stomaco. Come si
suol dire. Non c verso, a prescindere da quanto beva, che poi in genere  molto pi di quanto si possa
spiegare tramite le leggi fisiche conosciute.  pericoloso, vero Digger?  grida Wang-Dang al
rimbalzante Biff.  Perci, anzich vomitare, il nostro grosso amico si trova costretto a...
 ... Battere la testa contro il muro,  completa per lui Clarice con un sorrisetto stirato,
evidentemente memore di Creamer e Geralamo e degli altri della cricca, pensa Lenore. Lang annuisce
rivolgendo a Clarice un ghigno gioviale. Finalmente Biff smette di picchiare la testa contro il battente,
si volta, poggia la schiena contro la porta, faccia radiosa e fronte paonazza, occhi sullo strabico. I
tendini del collo sono incordati. Chiude gli occhi e si inarca allindietro e sospira profondamente.
 Bene, e adesso vi saremo infinitamente grati se ci permetterete di fermarci qui a riprendere
fiato, giusto un paio di minuti, prima della seconda parte dei grandi bagordi gi dabbasso,  dice Lang.
 Inoltre, Melinda-Sue, ti prometto che mi far carico di riferire a Doug la triste nonch a quanto vedo
inopportunissima notizia circa il tuo non ricordarti di lui. Ci rimarr male, te lo dico fin da adesso, in
anticipo.  una persona mite e sensibile2.
 Pare che sia una prerogativa comune, l ad Amherst,  dice Clarice. Lenore le sorride.
Frattanto Mindy si  avvicinata al posacenere per occuparsi delle spoglie della canna. Lenore
capisce che Mindy ha deciso di non lasciarsi sopraffare. Le lustre gambe di Mindy avvolte
dallaccappatoio sono adesso a pochi centimetri dalla faccia di Wang-Dang Lang, che  ancora seduto
sulla sedia, col naso allaltezza della vita di Mindy. Lang china gli occhi a guardarsi le scarpe, dalla
suola bianca,  timido, quasi, Mindy intimidisce anche lui, nota Lenore. Mindy resuscita la canna con
un grosso accendino di plastica con su scritto Quando Dio Fece LUomo Era Strafatta. Indugia,
guarda la canna. Ha preso; se la porta dietro fino al letto di Sue Shaw, dove si siede, vicino a Lang
allestremit del letto di Sue. La stanza  silenziosa, a parte il baccano del party, dabbasso. Mindy si
concentra sullo spino, poi indugia daccapo, poi guarda Lang e gli porge la canna.
 Davvero molto gentile,  dice lui, piano. Fa un breve tiro educato, sorride a Mindy.
 E comunque chi sareste voi due?  chiede Mindy. Clarice e Sue la guardano male.
Lang si blocca e sorride di gusto, sorpreso. Tende la mano.  Personalmente io sono Andrew
Sealander Wang-Dang Lang, classe 1983, da Nugget Bluff, Texas, attualmente residente presso la
confraternita 666 Psi Phi, Amherst College, Massachusetts, Usa.
 Una matricola.
 Affermativo. Lo stesso dicasi per Bernard Werner Biff Diggerence, da Shillington,
Pennsylvania . Pausa, densa di significato. Lang guarda Biff, che sembra ancora assopito, contro la
porta.
 In tutta confidenza, gentili signorine, vi confesser che io e Biff ci troviamo in missione, 
dice Wang-Dang sporgendosi con fare da cospiratore verso Mindy e Lenore.  Siamo stati inviati in
missione per quella che potremmo definire come la nostra iniziazione.
 Oh cazzo,  dice Clarice, a braccia conserte, addossata alla parete. Biff Diggerence d segni di
vita; lo si vede sottoporre i capelli di Sue Shaw a sfioramenti tramite dito salsicciottesco, e strizzarle
locchio, e schioccare umidamente un angolo di bocca, mentre Sue rabbrividisce e si prepara a
scoppiare in singhiozzi.
 Iniziazione?  dice Mindy.
 Affermativo. Il Grande Demiurgo nonch Poobah della confraternita Psi Phi in persona ci ha
inviati per...  e qui un rutto  ... appunto per una sorta di missione. Siamo in cerca di una decorazione
personale.
 Decorazione.
 Auto... grafi,  ridacchia gorgogliando Biff, e sferra un fulmineo colpo di nuca contro la
parete, a mo di sottolineatura.  Autografi?
 Dovete firmarci il culo,  dice Biff, arrivando al sodo, e sorridendo a Sue Shaw.
 Firmarvi il culo?  dice Mindy Metalman.
 Sfortunatamente affermativo,  dice Lang, scoccando a Lenore un sorriso pieno di denti
immacolati.  Ci viene richiesto...  cavando di tasca un foglio stazzonato, e sbirciandolo  ... ci viene
richiesto di assicurarci la firma di non meno di cinque tra le pi graziose ospiti del Mount Holyoke,
entro lalba di domani. Ovviamente avevamo pensato di firmarci reciprocamente il culo, visto che
siamo amici, solo che anche cos avremmo solo una firma a culo.  Si guarda attorno soffermandosi
eloquentemente su ciascuna ragazza, e a Lenore dedica una rapida strizzata docchio.  Il che significa,
stando ai miei calcoli, che ce ne occorrono almeno quattro.
Lenore nota Sue Shaw seduta l tutta silenziosa, che si guarda le scarpe di cuoio con le suole
bianche. Le mani di Biff sono immerse nella chioma rosso fuoco di Sue.
 Aspetta un attimo,  dice Clarice.  Stai dicendo che vorreste che vi firmassimo il culo?
 Cortesemente.
 Nudo?
 Be, ovviamente s,  proprio l il nocciolo di tutta
 Madonna crista addolorata che faccia tosta,  dice Clarice, guatando Lang.  E nei vostri
geniali cervelli non si  affacciato il dubbio che potremmo dirvi di no? Come per esempio faccio io
adesso? No.
 Ne avete tutto il diritto,  dice Wang-Dang Lang.  Ovviamente ci troveremmo nostro
malgrado nellimpossibilit di andarcene fino a un vostro auspicabile ripensamento . Adesso ha la
mano delicatamente poggiata sulla gamba nuda di Mindy, nota Lenore. Lenore rabbrividisce un po.
Clarice fa unimprovvisa mossa verso la porta, Biff si para davanti alla maniglia, Clarice si ferma, Biff
ricomincia a picchiare la nuca sulla porta, un paio di volte, sottolineando lo stato complessivo del
negoziato.
Clarice si blocca per un secondo, talmente furibonda da non riuscire a dire n fare niente. 
Schifosi bastardi,  esplode infine.  Bastardi dellAmherst, e pure della University of Massachusetts,
bastardi tutti quanti. Solo perch siete pi grossi, perch fisicamente occupate pi spazio, vi credete 
ma davvero vi credete?  vi credete di poter costringere quattro ragazze a fare le patetiche porcherie
che vi gira di fare perch siete sbronzi? Be, pigliatevela nel culo, e pure di sbieco.  Il suo sguardo
passa da Lang a Biff.  Venite alle nostre feste, con le vostre stupide facce ridenti da gorilla in gita, nel
giro di due minuti siete gi ubriachi fradici, ci molestate, ci trattate come se fossimo bistecche, o
stracci, e vi credete di poterci...  guardandosi attorno  ... invadere, di poterci invadere, noi, la nostra
stanza, per il semplice fatto che siete pi forti, che potete bloccare la porta e batterci su le vostre
stupide zucche imbrillantinate? Col cazzo. Col cazzo.
Lang ride.  Posso sperare che questultima esortazione non sia interamente frutto dellira? 
Ride di nuovo. Mindy ride un po, anche lei. La mano di Lang  ancora sulla sua gamba.
Ma Biff  stizzito, di colpo.  Be, col cazzo ci sarai tu, Miss Camicia da Rodeo,  dice a
Clarice, colto da repentina loquacit.  Altro che col cazzo. Col cazzo sar questa...  guardandosi
attorno  ... questa specie di gigantesca tana di troie!  Guarda Lang in cerca di sostegno; Lang sta
sussurrando qualcosa allorecchio di Mindy Metalman.
Ma Biff  incazzato di brutto.  Organizzate queste feste e ce le venite a reclamizzare fin su per
il buco del culo, con tutte le vostre frasette furbine che vorrebbero farci credere chissach:
Alohascopiamo party: veniteci, vi faremo venire, Infilate le vostre teste nelle nostre ghirlande,
Una partner per tutti al party di tutti, e bla-bla-bla. Non siete altro che delle pompinare a salve, ecco
cosa siete. E noi abbocchiamo alle vostre pubblicit, e veniamo al party, e la prima cosa che vediamo
sono i vigilantes alla porta, con tanto di pistola, e per avere una birra ci tocca farci timbrare le mani
come liceali in discoteca, e tutte le ragazze ci guardano come se fossimo dei violentatori, che tra laltro
va anche detto che la pi fica di quelle gi dabbasso sembra la sosia di Richard Nixon, mentre le fiche
vere se ne stanno tappate nella loro tana
 Vedasi le qui presenti voi stesse, ammetterete,  dice Wang-Dang Lang, con un sorriso.
Biff Diggerence piroetta e attacca a dar di fronte sulla porta, tre o quattro volte, molto forte.
Resta a guardare il battente, forze apparentemente esaurite, per il momento.
 Temo sia piuttosto andato,  dice Lang.
Lenore si alza in piedi, con tutto il suo vestitino.  Fatemi uscire, grazie.
Lang e Mindy si alzano. Sue si alza. Tutti si alzano appresso a Lenore. Lang sorride e scuote la
testa.  Allora, se voleste avere la cortesia di apporre la vostra... graziosa firmetta sul... mio... 
combattendo con la cintura dei pantaloni. Mindy distoglie lo sguardo. Biff, sempre alitando sulla porta,
si allenta anche lui la cinta. S addirittura portato la penna; Lenore la vede far capolino dalla tasca dei
pantaloni.
 No, io non ho nessuna intenzione di toccarti, figuriamoci di firmarti,  dice Lenore.
Wang-Dang Lang la guarda, lievemente perplesso.  Be, allora siamo sfortunatamente
impossibilitati a uscire.
 Il che fortunatamente mi riguarda ben poco, visto che non intendo fermarmi qui e che sto
uscendo da questa stanza,  dice Lenore.
 Io firmo,  dice piano Sue Shaw.
Clarice la guarda malissimo.  Cosa?
 Voglio che se ne vadano. Firmo . Non alza gli occhi. Si guarda la punta delle scarpe. I
pantaloni di Biff precipitano in un fruscio, con lui sempre girato verso la porta. Ha il culo grosso,
ampio, bianco, quasi completamente glabro. Un culo vulnerabile, davvero. Lenore lo osserva
spassionatamente.
 E tu, mia piccola Melinda-Sue?  chiede Lang a Mindy. Lang  in mutande.
Mindy lo guarda, ma nel senso che lo guarda proprio dritto negli occhi. Lo sguardo di Mindy
non esprime niente. Qualche secondo, poi dice:  Certo, perch no?
 Se vuoi, ma giusto perch sei tu, puoi firmarmi il davanti,  sogghigna Wang-Dang.
 Che schifo. Voglio uscire, per favore fatemi uscire,  dice Lenore. Si volta.  Tu sei una
vigliacca,  dice a Sue Shaw.  E tu hai dei piedi orrendi,  dice a Mindy Metalman.  Guardale i piedi,
Andy, prima che sia troppo tardi.  Si volta verso la porta.  Levati di mezzo, Buf o come diavolo ti
chiami.
Biff si gira,  la prima volta che Lenore vede un uomo nudo.  No.
Lenore scaglia una delle sue scarpe bianche da sera, tacco alto e fascetta in metallo, mirando
alla testa di Biff Diggerence. La scarpa manca la testa e becca la porta e con uno schiocco sordo si
pianta nel legno a pochi centimetri dalla testa di Biff. La scarpa bianca resta l. Quasi che il rumore
della scarpa contro la porta fosse lultima goccia, Sue Shaw lancia uno strillo e comincia a piangere un
po, anche se  ancora arsuccia per via del recente stonamento. Ha la penna di Biff nella mano destra.
 Fammi uscire o ti cavo un occhio con la scarpa,  dice Lenore a Biff, bilanciando la scarpa
superstite. Wang-Dang Lang ha tra le mani una mano di Mindy.
 Falla uscire, lei non centra,  dice Clarice.  Firmo io, vermi.
 Fammi uscire,  dice Lenore.
Biff si scosta finalmente dalla soglia, sempre con in mano il bicchiere Alohascopiamo. Deve
scostarsi comunque, ovviamente, per presentare il culo a Sue Shaw, l nellangolo. Fa dei passettini
buffi, per via dei pantaloni che gli bloccano le caviglie, e Lenore nota il ciondolio e sballonzolio dei
genitali man mano che Biff avanza a passo di pinguino. Lenore scatta in avanti, scalza, afferra la scarpa
piantata nella porta. Strappa, libera il tacco, si volta a guardarli. Lang  intento a baciare una cremosa
guancia di Mindy, con lo sguardo distante e ilare, ed  in mutande. Sue  in ginocchio, che firma Biff.
Clarice ha le braccia conserte. Rulla le dita sugli avambracci.
Lenore corre sulle mattonelle del corridoio, via. Fuori ci sar aria, Lenore ha una gran voglia di
uscire dalla Rumpus Hall, e ne esce, finalmente ne esce, ma solo dopo aver avuto a che fare con una
porta di corridoio, una di scale, una di corridoio, una dingresso, tutte ben chiuse dallinterno. Fuori, nel
croccante prato marzolino, alonata dai fasci di luce che spiovono dai lampioni, tra capannelli di ragazzi
in blazer blu che risalgono il vialetto rifinendosi lalito a colpi di mentine, assapora una breve epistassi.
1 Jewish American Princess: si dice di ragazze ebree ricche e viziate [N. d. T.].
2 Nell'originale: sinsitive, gioco di parole tra sensitive, sensibile e sin, peccato [N.d.T.].
Capitolo secondo
1990
 Sono coccole? Quelle che ci stiamo facendo sono coccole?
 Direi di s, credo che soddisfino i parametri delle coccole standard.
 Mera sembrato.
 ...
 Sai che hai un bacino proprio ossuto? Vedi come sporge?
 In effetti  vero, ho un bacino ossuto. Mia moglie me lo diceva, di quando in quando.
 Anchio ho un bacino piuttosto ossuto, vero? Tocca qui, senti?
 Per essere ossuto  ossuto. Ma credo che per le donne sia normale avere il bacino ossuto.
 Nel mio caso devessere anche una questione di famiglia. I miei fratelli hanno tutte due il
bacino ossuto. Il pi piccolo ha un bacino da mammut.
 ...
 Mmmm.
 ...
 Vorrei un racconto, per favore.
 Vorresti un racconto.
 Per favore.
 Oggi me n capitato uno molto interessante.
 Spara.
 Guarda che  un po angosciante.
 Fa lo stesso.
 Riguarda un tizio affetto da vanit di secondo grado.
 Vanit di secondo grado?
 Gi.
 E cosa sarebbe?
 Non sai cos la vanit di secondo grado?
 No.
 Ma pensa.
 Allora, cos?
 Dunque, una persona affetta da vanit di secondo grado  innanzitutto una persona vanitosa.
Magari vanitosa per la sua intelligenza, e in tal caso pretende che la gente si accorga di quant
intelligente. O per il suo aspetto, e allora pretende che la gente si accorga di quant attraente. Oppure,
sempre per esempio,  vanitosa per il suo senso dellumorismo, e allora pretende che la gente si
accorga di quant divertente e arguta. O per il suo talento, e pretende che la gente si accorga di quant
brava. E via di seguito. Lo sai, no, com una persona vanitosa.
 Certo.
 Una persona vanitosa si preoccupa che la gente non la percepisca come stupida, o ottusa, o
brutta, eccetera eccetera.
 Daccordo.
 Bene, una persona affetta da vanit di secondo grado  una persona vanitosa che si preoccupa
altres di sembrare totalmente priva di vanit. Che ha il terrore che gli altri scoprano che  vanitosa.
Una persona vanitosa di secondo grado  una persona che pur di risultare divertente e di buona
compagnia  capace di star sveglia tutta la notte a imparare barzellette, ma che tuttavia non ammetter
mai di star sveglia tutta la notte a imparare barzellette. O che magari si sforzer addirittura di dar
limpressione di non considerarsi affatto una persona divertente.
 ...
 Lavandosi le mani in un bagno pubblico, una persona vanitosa di secondo grado non potr
resistere alla tentazione di guardarsi allo specchio e controllarsi da capo a piedi, ma lo far fingendo di
aggiustarsi una lente a contatto o di togliersi un peluzzo dallocchio, in maniera che la gente la
percepisca come il tipo di persona che usa lo specchio non per rimirarsi bens e soltanto per faccende
che nulla hanno a che fare con la vanit.
 Ah.
 Il racconto che ti dicevo si riferisce a una persona affetta da vanit di secondo grado riguardo
al proprio aspetto esteriore. Vanitosa da morire riguardo al proprio aspetto, ossessionata dal proprio
corpo, ma altres ossessionata dal desiderio che nessuno venga a scoprire la sua ossessione. Per
esempio si sottopone a sforzi inenarrabili al semplice scopo di nascondere alla fidanzata la propria
vanit. Te lho detto che questo tizio vive con una ragazza, una ragazza strepitosamente bella nonch di
ottimo carattere?
 No.
 Ok, e lei  innamorata pazza, e anche lui  innamorato. E la loro vita in comune procede a
gonfie vele, anche se ovviamente per lui non  affatto semplice convivere sia con lossessione sia con
lossessione di nascondere lossessione.
 Cristo.
 Esatto. E un giorno, mentre si fa il bagno nella vasca, questo tizio nota qualcosa di strano
sulla gamba, una specie di foruncolo grigiastro, e allora va a farsi visitare dal medico, e il medico gli
diagnostica il primo stadio di una malattia non letale ma che potrebbe sfigurarlo, cio che in breve
tempo potrebbe compromettere in maniera irreversibile laspetto fisico di questuomo, che, tra
parentesi,  un gran belluomo.
 ...
 A meno che, gli dice il medico, non si sottoponga a una terapia complicatissima e
costosissima, per affrontare la quale dovrebbe andare fino in Svizzera e spendere tutti i suoi risparmi,
risparmi che sono conservati in un conto corrente per attingere al quale occorre la firma congiunta della
sua bella fidanzata.
 Ahi.
 ...
 In fondo, se  cos vanitoso e preoccupato per il proprio aspetto fisico...
 Gi, ma non dimenticare che questuomo  anche estremamente preoccupato di non risultare
il tipo di persona che si preoccupa del proprio aspetto fisico. Il pensiero che la fidanzata scopra che lui
 il tipo di persona capace di spendere tutti i propri risparmi e andare a sbattere fino in Svizzera pur di
salvare il proprio aspetto fisico lo atterrisce.
 Che malattia sarebbe? Lebbra?
 Una specie di lebbra, se ho capito bene. Forse non cos terribile. Nel senso che la lebbra 
letale, mentre questa malattia non  letale. Comunque il punto  un altro. Il punto  che lidea che la sua
fidanzata possa scoprire che  vanitoso lo atterrisce talmente tanto da indurlo a rimandare
continuamente la decisione di andare in Svizzera per sottoporsi alla terapia, e nel frattempo il foruncolo
continua a svilupparsi e la pelle della gamba si fa sempre pi grigia e comincia a sfaldarsi tra le
lenzuola e le ossa si gonfiano e cominciano a deformarsi, situazione che luomo cerca di mascherare
comprando un gesso ortopedico e applicandolo alla gamba e dicendo alla ragazza di essersela rotta
chiss come, solo che nel frattempo il morbo ha raggiunto anche laltra gamba, e pure lo stomaco e la
schiena, e, stando alla logica, suppongo anche i genitali; sicch il tizio non si alza pi dal letto e se ne
sta sempre nascosto sotto le lenzuola e dice alla ragazza di non sentirsi bene, e per farla completa si
sforza anche di mostrarsi piuttosto freddo e distante, nonostante le voglia un bene dellanima. E si alza
dal letto solo quando lei  al lavoro  la ragazza fa la commessa in un negozio di abbigliamento
femminile  e dunque luomo si alza dal letto solo quando lei  in negozio, e va a piazzarsi davanti allo
specchio a figura intera che c nel bagno del loro appartamento, e resta l per ore e ore, impietrito
dallorrore, a guardarsi allo specchio, e di tanto in tanto raschia via con grande delicatezza i fiocchi di
pelle che si sfaldano dal suo corpo sempre pi scempiato.
 Dio santo.
 Gi, e col passare dei giorni il morbo si aggrava sempre pi, si estende al torso, e alle braccia,
e alle mani, cosa che luomo cerca di dissimulare indossando maglioni e guanti di lana e dicendo di
avere chiss perch un gran freddo, e diventa sempre pi brusco e sgarbato e acido con la sua deliziosa
fidanzata, e non le permette di avvicinarsi, e la induce a credere di avergli fatto chiss quale torto e di
essersi comportata male, ma senza mai dirle nulla di preciso, e la fidanzata comincia a soffrire
dinsonnia e a passare le notti in bagno a piangere, e luomo la sente di l che piange, e sente anche il
proprio cuore spezzarsi, perch la ama da morire, ma non pu farci niente se ha questossessione di non
voler diventare brutto, e ovviamente se adesso le dicesse la verit e le rivelasse ogni cosa finirebbe che
lei non soltanto se lo troverebbe davanti improvvisamente brutto ma altres risalirebbe alla sua
ossessione primaria riguardo allaspetto fisico, vedi per esempio il gesso e i maglioni e i guanti di lana,
e ovviamente scoprirebbe anche lossessione di non rivelare lossessione primaria. E insomma lui si fa
sempre pi scostante, finch lei, ragazza straordinaria e profondamente innamorata di lui ma pur
sempre essere umano, finisce per stufarsi e pian piano reagisce diventando a propria volta scostante,
per autodifesa, e i rapporti tra i due si incrinano, e in fondo luomo ne risente, perch  veramente
innamorato. Nel frattempo lavanzare del morbo ovviamente non si arresta, il marciume gli  arrivato al
collo, ormai rasenta il bordo dei suoi maglioni a collo alto, e per giunta cominciano ad affiorargli sul
naso un paio di quei noduli grigiastri, messaggeri di nuovi orrori. Sicch un giorno, in quello che
luomo giudica lultimo giorno possibile per mantenere nascosta alla fidanzata la propria situazione, e
che  anche il giorno successivo a un loro tremendo e disastroso litigio che ha quasi spezzato il cuore
della ragazza, ecco che, mentre la ragazza  come al solito rinchiusa in bagno a piangere, luomo
scivola silenziosamente gi dal letto, si imbacucca fin sul naso, esce di casa e monta su un taxi per
andare dal medico.
 ...
 E il medico  comprensibilmente furibondo perch luomo non sera pi fatto vivo e lui non
sapeva che fine avesse fatto. E ovviamente il medico  molto preoccupato per il dilagare del morbo, e
esamina il corpo delluomo e fa una smorfia e dice che lo stadio raggiunto dal morbo  lultimo in cui
si possa ancora iniziare la costosa terapia svizzera aspettandosene una qualche efficacia, e aggiunge che
se rimanderanno ancora la decisione il morbo finir per fagocitare completamente e irreversibilmente
luomo, che rimarr in vita ma rester sfigurato per sempre. Il medico guarda luomo e gli dice che
adesso uscir dallo studio e lo lascer da solo a riflettere sul da farsi. Chiaramente il medico pensa che
luomo sia pazzo a non essere gi in Svizzera a curarsi. Sicch luomo resta l nello studio, da solo,
tutto imbacuccato, anche coi guanti, e gli viene una crisi tremenda, e sente il cuore che gli si spezza, ed
 incredibilmente sconvolto per via dellossessione dellossessione, e tuttavia alla fine ha
unilluminazione, che viene non troppo sottilmente simboleggiata da un raggio di sole che fende le nubi
gravide di pioggia che quel giorno gremiscono il cielo e penetra nello studio del medico e va a
illuminare luomo, e comunque questilluminazione mostra alluomo come lunica cosa veramente
importante sia la sua meravigliosa e dolce fidanzata, unitamente al loro reciproco e intenso amore, e
come tutto il resto non conti, sicch luomo decide di telefonarle e di raccontarle tutto e di farsi
raggiungere in banca per firmare insieme il modulo e ritirare tutti i suoi risparmi e cos aver modo di
volare in Svizzera quel giorno stesso, e al diavolo il terrore di raccontarle tutto, anche se sar
incredibilmente terribile.
 Uau.
 E la storia finisce con luomo seduto alla scrivania del medico, con la cornetta del telefono
stretta nella mano guantata, che ascolta il telefono squillare nel loro appartamento, e il telefono squilla
un bel po di volte, cio non un numero di volte esagerato bens il numero giusto perch uno cominci a
chiedersi se la ragazza sia ancora l, o se invece sia andata via, magari per sempre. E la storia finisce
cos, con luomo seduto e il telefono che squilla e il raggio di sole che illumina luomo seduto al
telefono nello studio del medico.
 Dio santo. Pensi di usarla?
 No. Troppo lunga. Quaranta e passa pagine. E per giunta battute male.
 ...
 Smettila.
 ...
 Ti ho detto di smetterla, Lenore. Non  affatto divertente.
 ...
 ...
 Un momento, come mai sei cos informato?
 Informato su cosa?
 Sulla vanit di secondo grado. Ti sei persino stupito che io non ne sapessi niente.
 Che vuoi che ti dica? Ti accontenti se ti dico che  perch sono un uomo di mondo?
 ...
 ...
 Ginger ale?
 No, non adesso, grazie lo stesso.
Capitolo terzo
1990
/a/
Uninfermiera gett dalla finestra lacqua rimasta nel bicchiere di un paziente, lacqua piovve a
terra e specialmente su un chicco di ghiaia alterandone il precario equilibrio e spedendolo ruzzoloni gi
dal marciapiedi e da qui attraverso la grata dun tombino nella fogna sottostante, con uno schiocco
secco che atterr uno scoiattolo intento a rosicchiare una ghianda e lo fece sfrecciare su per il tronco
dellalbero pi vicino squassando un ramoscello instabile e cogliendo di sorpresa un paio di nervosi
uccellini mattinieri, uno dei quali prima di volar via sganci a mo di zavorra un bolo di escrementi
bianco e marrone che piomb sul parabrezza dellutilitaria di tal Lenore Beadsman che proprio in quel
momento completava la manovra di parcheggio. Lenore scese dalla macchina mentre gli uccellini
volavano via, chiassosi.
Aiuole in finto marmo, con la plastica qua e l gonfia o frusta per il gran caldo del mese scorso,
fiancheggiavano la rampa di cemento liscio che collegava il parcheggio al portone dingresso della
Casa, e sfoggiavano gli ultimi fiori destate rinsecchiti e ingrigiti nei rispettivi letti di terriccio asciutto
e plastica liscia dai quali si dipartivano un paio di rampicanti marroncini che si avventuravano
timidamente su per i supporti della ringhiera che costeggiava la rampa sopra le aiuole, ringhiera la cui
vernice giallo limone risultava cedevole e appiccicosa gi di primo mattino. La rugiada brillava tenue
sulla scabra erba dagosto; la luce del sole scivol sul prato mentre Lenore percorreva la rampa.
Davanti al portone cera unanziana donna di colore, immobile, aggrappata al deambulatore, la bocca
spalancata verso il sole. Sopra il portone, lungo uno stretto timpano di plastica, enfia di caldo e
anchessa atteggiantesi a marmo, si leggeva la scritta CASA DI RIPOSO SHAKER HEIGHTS. Ai due
lati del portone, impressi nelle pareti di pietra che si inerpicavano fuori dal campo visivo per
trasformarsi nella facciata delledificio, cerano i ritratti dei Taft. Oltre il portone, nellacquario a vetri
tra ingresso e atrio, languivano tre persone in sedia a rotelle, sepolte sotto strati di coperte di lana
nonostante lafa da serra di quel mezzo mattino, e una delle tre aveva il collo talmente ritorto da avere
praticamente lorecchio attaccato alla spalla.
 Salve,  le salut Lenore mentre si affrettava verso la porta a vetri, che il sole rivelava
screziata di vecchie ditate. Lenore sapeva trattarsi di ditate dei pazienti in sedia a rotelle, per i quali la
barra metallica con su scritto spingere era troppo alta e troppo dura. Non era la prima visita di Lenore.
La Casa di Riposo Shaker Heights si sviluppava su un singolo piano, suddiviso in vari reparti ed
esteso su unarea piuttosto vasta. Dallacquario afoso Lenore sbuc nel leggermente pi fresco atrio e si
diresse verso laccettazione di un reparto specifico, col grosso ventilatore tropicale che ruotava
lentamente a picco sul bancone. Allinterno del bancone a forma di ciambella cera uninfermiera che
Lenore non conosceva, con un maglione blu scuro drappeggiato sulle spalle e fermato al petto da una
spilla metallica su cui era inciso il profilo di Lawrence Welk1. Tuttattorno, allineati contro i muri,
cerano pazienti in sedia a rotelle. Cera un brusio intenso e arcano, che saliva e scemava, punteggiato
da scoppi di riso apparentemente privi di causa e da berci di rabbia rivolti a chiss cosa.
Linfermiera alz gli occhi su Lenore che si avvicinava.
 Salve, sono Lenore Beadsman,  disse Lenore, col respiro un po affannoso.
Linfermiera la guard in silenzio per qualche secondo.  Non lo trovo molto divertente, 
disse.
 Come, scusi?  disse Lenore. Linfermiera la guard in tralice.  Capisco,  disse Lenore. 
Lei devessere nuova. In genere qui allaccettazione c Madge. Io sono Lenore Beadsman, e sono qui
per vedere unaltra Lenore Beadsman.  la mia bisnonna, e io
 Ah,  fece linfermiera, e guard qualcosa sul bancone.  Aspetti un istante, chiamo Mr
Bloemker.
 Nonna sta bene?  chiese Lenore.  Vede, il fatto  che stamattina
 Un attimo, che la faccio parlare con Mr Bloemker, pronto Mr Bloemker? Qui alla B c una
certa Lenore Beadsman per lei. Daccordo. Ecco, arriva subito, lo aspetti qui.
 Se possibile nel frattempo vorrei fare un salto da Nonna. Sta bene?
Linfermiera la guard.  Ha i capelli bagnati.
 Lo so.
 E spettinati.
 So anche questo, grazie. Vede, stamattina stavo facendo la doccia quando la padrona di casa
mi ha chiamato dal piano di sotto per dirmi che cera Mr Bloemker al telefono.
 E la padrona di casa come faceva a saperlo?
 Scusi?
 Come faceva a sapere che cera una telefonata per lei?
 Perch abbiamo il telefono in comune, cio ce lha lei al piano di
 Lei non ha un telefono suo?
 Ma guarda che roba. No, non ho un telefono mio. Scusi se insisto, ma le dispiace dirmi come
sta mia nonna? Sa, Mr Bloemker mi ha detto di venire immediatamente. Devo avvertire i miei? Dov
Lenore?
Linfermiera teneva lo sguardo fisso su un punto oltre la spalla sinistra di Lenore; la sua faccia
si era trasformata in una maschera di marmo.  Temo che non stia a me darle informazioni circa... 
abbassando gli occhi  ... Lenore Beadsman, area F. Comunque, se vuole avere la bont di attendere un
istante, possiamo
 Dov linfermiera di giorno, quella che c di solito? Dov Madge? Dov Mr Bloemker?
Mr Bloemker si materializz nei foschi recessi di un corridoio, impervio alla luce della sala
accettazione.
 Ms Beadsman!
 Mr Bloemker!
 Cavolo,  disse linfermiera; il grido di Lenore aveva suscitato nelle forme in sedia a rotelle
allineate lungo il perimetro dellaccettazione una scaturigine di sospiri e gemiti e grida prive di meta. In
una saletta lungo il corridoio si accese un televisore, e un balenio di policrome immagini da telequiz
invest una Lenore che si affrettava alla volta di Mr Bloemker.
 Mr Bloemker.
 Salve Ms Beadsman, grazie infinite per essere venuta cos in fretta e di buonora. Avr
urgenza di recarsi al lavoro, vero?
 La mia bisnonna sta bene? Perch mi ha telefonato?
 Facciamo un salto nel mio ufficio.
 Non riesco a capire perch io non possa...  Lenore si blocc.  Oh Dio santo, non mi dica
che...
 Ossignore, no, nientaffatto. La prego, mi segua Ms Beadsman. Io attenta al... Buongiorno,
Mrs Feltner . Una donna gli sfrecci accanto in sedia a rotelle.
 Chi  quellinfermiera allingresso?
 Ecco, quella porta l.
 Ma la stanza di Nonna non  da questa parte.
 Per di qua, prego.
/b/
Be, immaginatevi un po come vi sentireste se la vostra bisnonna  nella fattispecie la
fornitrice del vostro nome, la persona sotto la cui egida aveste sperimentato per la prima volta la
cioccolata, i libri, laltalena, le antinomie, il bridge contratto, i giochi di pazienza e il deserto, la
persona in presenza della quale aveste per la prima volta macchiato di sangue la vostra biancheria (a
sedici anni, quasi diciassette, grottescamente tardi a pensarci adesso, nellala est, durante i titoli di coda
di My Three Sons, sul tip-tap dei mocassini animati, con voi e Lenore a guardare, quel viscido e
urtante senso di sollievo, al tempo stesso risata e rampogna, Nonna mosse il braccio sinistro e, dun
tratto, la sua vecchia mano fu nella nuova vecchiaia di Lenore), la persona grazie alla cui generosit e
capacit di persuasione nei confronti di determinati genitori foste riusciti ad andare in Europa, due
volte, brevi ma pur sempre due volte, la vostra bisnonna, a voi sempre vicina  di colpo fosse
scomparsa e per quanto vi fosse dato sapere potesse trovarsi spappolata sul ciglio di qualche autostrada
e con una striata di copertone in mezzo alla fronte e col deambulatore spiaccicato accanto a lei, e vi
rendereste conto di come si sent Lenore Beadsman quando venne informata che sua bisnonna, con la
quale i suddetti eventi avevano avuto luogo, era scomparsa dalla Casa di Riposo Shaker Heights, a
Shaker Heights, a due passi da Cleveland, Ohio, cio vicino a dove abitava Lenore, a East Corinth.
/c/
Diario Embrionale Biuso
e Quaderno di Appunti per la Serie Fieldbinder
Richard Vigorous
62 Bombardini Building
Erieview Plaza
Cleveland, Ohio
Mancia adeguata per riconsegna sollecita e discreta.
25 agosto
Lenore, vieni al lavoro, dove io gi mi trovo, scollati immediatamente da quella doccia e vieni
subito al lavoro, non ho la minima intenzione di scendere gi a prendere il giornale se prima non arrivi
tu, c la Mandible che comincia a insospettirsi quando telefono.
/d/
Sul lato esterno di una porta, che come tutte le altre porte del luogo sembrava in legno
massiccio e invece era cava e leggera e tremava nei cardini ogniqualvolta ci fosse la finestra
dellufficio aperta e soffiasse il vento, cera scritto david bloemker, direttore. Allinterno dellufficio,
come nel resto della Casa, cera un tenue lezzo di urina.
 Mi spiace, ma credo di non capire bene quello che mi sta dicendo,  disse Lenore.
Mr Bloemker aveva malinconici e brodosi occhi marroni, e li strizz dietro le lenti tonde mentre
affondava le mani nella barba e si dava a rovistarvi freneticamente dentro.  Quello che le sto dicendo,
Ms Beadsman,  che, fatta salva ogni possibile espressione delle nostre scuse e con tutte le
assicurazioni riguardo al nostro massimo impegno per risolvere la situazione, mi trovo costretto a
comunicarle che attualmente la nostra Lenore Beadsman dellarea F risulta scomparsa.
 Mi scusi, ma scomparsa in che senso?
 Temo nel senso che non siamo in grado di determinare la sua attuale posizione.
 Non sapete dov.
 Esatto, purtroppo.
 Cio,  disse Lenore,  lei mi sta dicendo che non sapete dov allinterno della Casa?
 Ossignore, no, se si trovasse nellambito della struttura non sussisterebbe alcun motivo di
preoccupazione. No, noi abbiamo cio, quelli di noi presenti sul momento hanno setacciato lintera
struttura.
 E allora cosa,  in giro chiss dove?
 Cos sembra, con nostro estremo sconcerto . Le dita di Mr Bloemker, con le loro lunghe
unghie, si inabissarono nella barba.
 E com potuta succedere una cosa del genere?  chiese Lenore.
 Devo confessare che nessuno di noi lo sa con certezza,  spostando gli occhi e guardando
fuori dalla finestra, nel sole che filtrava tra gli alberi e investiva una macchina accanto alla finestra. Era
la macchina di Lenore, con la patacca sul parabrezza.
 Per ieri sera era ancora qui, vero?
 Al momento non siamo in grado di stabilirlo.
 Scusi, ma linfermiera che era di turno ieri sera sar pur andata a controllare, no? Lavete
interrogata?
Mr Bloemker la guard malinconicamente.  Temo che al momento sia impossibile rintracciare
linfermiera in oggetto.
 Come mai?
 Temo che nessuno sappia dov.
 Scomparsa anche lei?
Un sorriso malinconico.  Anche lei.
 Ges.
Il telefono di Mr Bloemker trill. Lenore lo osserv mentre Bloemker allungava una mano per
rispondere. Non era un Centrex, niente linee multiple. Un apparecchio elementare, linea singola,
chiamate non smistabili n smistate.  S,  stava dicendo Mr Bloemker.  Certo. Prego.
Riattacc con delicatezza, e riport lumido sguardo su Lenore. Frattanto a Lenore era venuta
unidea.  Daccordo, ma che mi dice di Mrs Yingst, la vicina di stanza?  disse.  Lei e Lenore sono
inseparabili. Mrs Yingst sapr sicuramente che fine ha fatto. Qualcuno di voi ha parlato con Mrs
Yingst?
Mr Bloemker si guard un pollice.
 Mrs Yingst ... rintracciabile, vero?
 Purtroppo non al momento, no, malauguratamente.
 Il che significa che  scomparsa anche lei.
 Temo di s . Gli occhi di Mr Bloemker luccicarono tutto il suo rincrescimento. A Lenore
parve di vedere incagliata nella barba di Mr Bloemker una scheggia di guscio duovo.
 Le dispiacerebbe spiegarmi cosa sta capitando? Non mi dir che sono scomparsi tutti quanti, e
che voi non avete idea di dove siano andati a finire? Davvero, non riesco proprio a capire la situazione.
 Nemmeno io, Ms Beadsman, con mio sommo rammarico,  e con un fremito su un versante di
faccia.  Lunica cosa che sono riuscito a determinare  che a un determinato punto nelle, diciamo,
nelle ultime sedici ore, un determinato numero di persone tra residenti e personale della struttura si
sono rese... irreperibili.
 Cio sono scomparse.
 Gi.
 E questo certo numero corrisponderebbe a quante persone?
 Al momento sembrerebbe corrispondere a ventiquattro persone.
 Ventiquattro.
 Gi.
 Di cui quanti pazienti?
 Al momento sono irreperibili venti residenti.
 Cio venti pazienti.
 Noi preferiamo chiamarli residenti, Ms Beadsman, poich come lei sa noi facciamo del nostro
meglio per offrire un ambiente in cui poter
 Certo, daccordo, quello che voglio dire  che tra questi residenti scomparsi ce ne saranno
per forza alcuni che hanno bisogno di essere nutriti con la flebo, no? E di altra roba tipo insulina,
antibiotici o medicine per il cuore, e che non sono autosufficienti per cose tipo vestirsi e lavarsi, dico
bene? Vedi appunto Lenore, per esempio, che da questestate ha seri problemi di articolazione al
braccio sinistro, e che tra laltro, come lei ben sa, gi appena mette piede fuori dalla stanza rischia di
morire di freddo, figuriamoci poi stando fuori una notte intera, cio, mi chiedo come possano
 Ms Beadsman, la prego di credermi se le dico che su questo punto lei e io siamo
perfettamente daccordo. Davvero, sono confuso e turbato quanto lei. E sconcertato.  Le guance di Mr
Bloemker cedettero allimpeto della sua offensiva tricologica e partirono a zonzo per la faccia, e di
colpo fu come se Bloemker stesse facendo le smorfie a Lenore.  Mi creda, mi trovo di fronte a una
situazione in cui mai e poi mai avrei sognato di potermi trovare, una situazione mostruosa,
sconcertante.  Si lecc le labbra.  Nonch, mi permetta di dire, una situazione la cui logica sfugge al
controllo della mia pur solida preparazione di direttore sanitario e amministrativo.
Lenore si guard una scarpa. Il telefono di Mr Bloemker torn a trillare. Mr Bloemker sollev
la cornetta e rimase in ascolto.  Prego,  disse nella cornetta.  Grazie.
Riattacc, poi un impulso oscuro lo indusse ad aggirare la scrivania come per prendere la mano
di Lenore a scopo consolatorio. Lenore lo guat, e lui si blocc.  Avete telefonato a mio padre, alla
Stonecipheco?  chiese lei.  Le ha detto che devo chiamarlo? E mia sorella Clarice, le risulta che sia
stata informata di questa storia?
Mr Bloemker scosse il capo, con la mano sempre l ad arare la barba.  Al momento non
abbiamo contattato nessun altro. Posto che lei  lunica parente di Lenore che venga a farle visita con
regolarit mi sono premurato di avvertire lei prima di chiunque altro.
 E i famigliari degli altri? Dico, se davvero si sono volatilizzati venti pazienti, qui a questora
dovrebbe esserci un manicomio.
 Le sembrer strano, ma in genere abbiamo pochissimi visitatori. E a parte lei non abbiamo
avvisato nessuno.
 Come mai?
Mr Bloemker guard per un istante il soffitto. Vi era una macchia marroncina, decisamente
sgradevole in tutto quel bianco morbido. Raggi di sole entravano dalle finestre orientali dello studio e
investivano perlopi Bloemker, facendogli scintillare doro locchio sinistro. Lo punt su Lenore.  Ho
ricevuto precise istruzioni di non farlo.
 Istruzioni? E da parte di chi?
 Da parte dei proprietari della struttura.
Lenore lo osserv stupita.  Se non ricordo male, il proprietario della struttura dovrebbe essere
la Stonecipheco.
 Esatto.
 Quindi praticamente mio padre.
 Gi.
 Scusi, ma non mi ha appena detto che mio padre non sa niente di questa faccenda?
 No, le ho appena detto che non ho ancora contattato nessuno, ecco cosa le ho appena detto. In
effetti sono io che stamattina, a casa mia, sono stato contattato nonch informato della situazione da un
certo...  frugando tra le carte sulla scrivania  ... un certo Mr Rummage, che risulterebbe lavorare per
la Stonecipheco in non so quale studio legale. Il modo in cui questo signore sia venuto a sapere del...
problema mi  del tutto ignoto.
 Karl Rummage. Lavora nello studio legale che mio padre usa per le pratiche private.
 Capisco.  Si attorcigli un paio di peli di barba attorno a un dito.  Ecco, a quanto pare non...
si desidera che la situazione venga resa nota ad altri che non siano i proprietari da parte dei proprietari.
 Le dispiace ripetere?
 Per il momento non vogliono che si sappia.
 Ah.
 ...
 E allora come mai mi ha avvisata? Voglio dire, ovviamente le sono molto grata per averlo
fatto, ma...
Un altro sorriso malinconico.  Temo che nella fattispecie la sua gratitudine non abbia alcuna
ragione di essere. Se lho avvisata  solo perch mi  stato detto di farlo.
 Ah.
 Il che ci farebbe trarre lovvia conclusione che essendo lei pur sempre una Beadsman... e
godendo tramite la Stonecipheco di un rapporto privilegiato con la propriet della struttura...
 Qui si sbaglia di grosso.
 Lei dice? Sar, comunque  evidente che nel suo caso si pu contare su una discrezione ben
diversa da quella del parente generico-medio.
 Capisco.
Bloemker fece un sospiro profondo, e con un dito bianco si sfreg locchio doro. Nellaria
intorno a lui si cre un vortice di pulviscolo. Che vortic.  Inoltre c da dire che la residente la cui
momentanea irreperibilit le sta a cuore, e cio Lenore, qui godeva di uno status tale  con la direzione,
con il personale, e soprattutto, grazie alla forza della sua personalit e delle sue innegabili qualit, con
gli altri residenti  da indurci a ritenere che, ove detta irreperibilit non dipendesse, com assai
probabile, da coercizione da parte di persona o persone esterne, non sarebbe irrealistico ipotizzare che
lindividuazione e il recupero di Lenore porterebbero quasi sicuramente al recupero degli altri assenti.
 Scusi, ma non ho capito niente.
 Qui la sua bisnonna era un po la capobanda.
 Ah.
 Immagino che lo sapesse.
 No, a dire il vero non lo sapevo.
 Strano, eppure lei  venuta in visita...  guardando un foglio sulla scrivania  ... anche pi
volte alla settimana, talora fermandosi per lunghi periodi. Di tempo.
 S, ma parlavamo di altre cose. Sicuramente non di bande da capeggiare. Ed era sempre sola,
data la canicola che c in camera sua.  Lenore si guard una scarpa.  A proposito, immagino che lei
sappia che tra i vostri... residenti c anche mia nonna. Area J, la figliastra di Lenore.
 Concarnadine.
 Esatto. Lei... ehm, lei c, vero?
 S che c,  disse Bloemker. Guard un foglio, poi guard Lenore.  Per... per quanto ne so
dovrebbe esserci. Mi scusi un istante . Sollev la cornetta. Lenore lo vide comporre un numero
interno. Tre cifre significava numero interno. Bloemker chiedeva qualcosa a qualcuno, e lo faceva con
un bisbiglio amministrativo che Lenore non riusc a interpretare.  Grazie,  sent che diceva.  S.
Le sorrise.  Controlleremo, giusto per essere sicuri al cento per cento.
Lenore aveva avuto unaltra idea.  Forse  il caso che io dia unocchiata nella stanza di Lenore,
cos, per vedere se magari noto qualcosa di strano.
 Stavo appunto per proporglielo.
 Ha problemi alla barba?
 Come? Ah, no,  solo un fatto nervoso, sa, lo stato di tensione per...  Mr Bloemker cav le
mani da dentro la barba.
 Vogliamo andare?
 Certo.
 O forse dovrei prima chiamare mio padre da qui?
 Mi spiace, ma da questo apparecchio non si prende la linea esterna.
 Lo immaginavo.
 Prego, dopo di lei.
 Grazie.
/e/
La Casa era divisa in dieci reparti, che l chiamavano aree, ciascuno a forma vagamente
pentagonale, ospitanti un numero indefinito di pazienti e disposti a cerchio, ciascuno accessibile da due
e solo due altri reparti, oppure dal centro del cerchio, costituito da un cortile cosparso di gessosa
ghiaietta bianca e di massicce piante scure, con al centro una vasca ripartita in corone concentriche di
acqua colorata, distribuita e incanalata e mantenuta inalterata tramite un complesso sistema di paratie
trasparenti e tubi, tubi che approdavano alla vasca da un perimetro costituito da dieci sculture in legno
liscio che rappresentavano animali della giungla nonch i Taft nonch gli Stonecipher Beadsman n. I, II
e III, il tutto sotto un alto soffitto di plastica trasparente che lasciava entrare la luce necessaria alle
piante ma teneva fuori la pioggia e la rugiada che avrebbero diluito i colori della vasca, ciascuno dei
dieci reparti separato tramite pareti di vetro dal cortile, il cui accesso era proibito ai residenti per via
dellinsidia della ghiaia sulla quale gambe e deambulatori sarebbero sprofondati, ruote di sedia a rotelle
si sarebbero impantanate, e gente intera sarebbe incespicata  gente con femori fragili come vetro
soffiato, stando a una definizione data un giorno da Lenore a Lenore.
Gi per un corridoio, oltre una porta, lungo il perimetro di unarea, oltre le forche caudine di
figure protese dalle rispettive sedie a rotelle, oltre una vetrata, dentro la torrida serra croccante di
ghiaia, oltre unaltra vetrata e fino a met perimetro dellarea F, Mr Bloemker condusse Lenore fino
alla stanza della sua bisnonna, e quivi giunto infil la chiave in unaltra porta di legno preteso
massiccio. La stanza era circolare e si affacciava tramite grandi finestre sul parcheggio orientale, con
un panorama in un angolo del quale ammiccava, irrorata dal sole filtrato dagli alberi smossi dal vento,
daccapo la piccola vettura rossa di Lenore. La stanza era incredibilmente calda.
 Non avete abbassato il riscaldamento?  chiese Lenore.
Mr Bloemker rimase sulla soglia.  In questa camera la propriet ha fatto installare un sistema
di riscaldamento autonomo che sfortunatamente  tanto difficile da manovrare quanto  fortunatamente
refrattario ai guasti. Peraltro ci aspettiamo che il ritorno di Lenore tra noi sia una mera questione di ore,
ovviamente.
Laria della stanza era satura di vapore, ci si sentiva sulle labbra la forma di ogni singolo
respiro, le finestre sudavano copiosamente, il movimento del sole tra gli alberi proiettava riflessi
verdastri sulle pareti bianche.
Lenore, che aveva novantadue anni, non soffriva di alcuna menomazione fisica vera e propria, a
parte una certa difficolt di articolazione della parte sinistra del corpo e lassenza assoluta di un
qualsivoglia sistema di regolazione della temperatura corporea. La sua temperatura interna dipendeva
da quella dellaria intorno al suo corpo. In pratica era diventata una specie di animale a sangue freddo. I
parenti se nerano accorti nel 1986, dopo la morte del marito, Stonecipher Beadsman, quando la sua
carnagione aveva cominciato ad assumere una ragguardevole sfumatura bluastra. La temperatura
costante nella stanza di Lenore qui alla Casa era di 36,9 gradi. Il che manteneva Nonna viva e in forma,
e al contempo restringeva il novero dei suoi visitatori a Lenore e a Clarice, anche se questultima assai
di rado, nonch a uno scarno manipolo tra altri pazienti e personale.
La stanza conteneva un letto attualmente in perfetto ordine, una scrivania e un comodino coperti
da un velo di umidit, sul comodino un bicchiere dal contenuto quasi del tutto evaporato, un com sul
quale erano allineati alcuni vasetti di omogeneizzati Stonecipheco, un paio di vagamente sinistri cavi
neri che sbucavano da una parete a testimonianza del trascorso collegamento con un apparecchio
televisivo a Nonna sgradito e pertanto rimosso, una sedia, lo sportello di un armadio a muro, una saliera
contenente sale raggrumato, e infine, su un portatelevisore in metallo nero, un cavalluccio in terracotta
portato tanto tempo prima da Lenore a Nonna dalla Spagna. Le pareti erano spoglie.
 Ok,  disse Lenore guardandosi attorno,  il deambulatore se l portato.  Apr lo sportello
dellarmadio a muro.  La valigia  qui, il che significa che di vestiti non pu essersene portati via
parecchi... n di biancheria,  aggiunse dopo aver ispezionato i cassetti del com. Lenore prese in mano
uno dei vasetti di omogeneizzati Stonecipheco, sulla cui etichetta figurava un bimbo giulivo disegnato
a inchiostro rosso. Purea di manzo.  Mangia questo schifo di roba?  chiese, voltandosi verso Mr
Bloemker, ancora immobile sulla soglia a massaggiarsi il mento e con la faccia lustra di sudore.
 Non che io sappia.
 Spero proprio di no . Lenore si avvicin alla scrivania. Cerano tre cassetti vuoti. Un cassetto
chiuso.
 Avete provato ad aprire questo cassetto?
 Non ci  stato possibile rinvenire la chiave.
 Ah . Lenore si avvicin al portatelevisore, prese il cavalluccio in terracotta, gli stacc la
testa, e dallinterno del cavalluccio cadde una chiave e vol via una minuscola foto di Lenore. La foto
era vecchia e sbiadita. La chiave schiocc sul metallo del tavolino. Bloemker si asciug la fronte con la
manica della giacca.
Lenore apr il cassetto. Dentro cerano i quaderni di Nonna, gialli, stazzonati, vecchi, e il
volume delle Ricerche filosofiche, e un pezzettino di carta bianca arricciata, che si rivel essere
letichetta strappata da un altro vasetto di omogeneizzati Stonecipheco. Polpa di pesca. Sul verso
delletichetta cera scarabocchiato qualcosa. Nel cassetto non cera nientaltro. Il che significa che nel
cassetto non cera il libro verde.
 Che strano,  disse Lenore. Si volt verso Mr Bloemker.  Nonna ha lasciato qui le Ricerche,
che per lei  una specie di reliquia, in quanto copia autografata, e ha lasciato anche i quaderni. Per
credo che un libro se lo sia portato. Qui nel cassetto cera un altro libro. Lei non ha mai visto un libro
verde, piuttosto pesante, rilegato in una specie di pelle verdastra, con un lucchettino con su una specie
di fregio?
Mr Bloemker annu. Dal suo naso pencolava una goccia di sudore.  Se non ricordo male devo
averglielo visto in mano un paio di volte. Credevo che fosse il suo diario, o qualcosa sui suoi anni a
Cambridge, un periodo di cui parlava spesso e che credo avesse per lei una grande importanza.
Lenore scosse la testa.  No, come diario usa i quaderni,  disse indicando i quaderni ingialliti
nel cassetto aperto.  Nel libro verde non so cosa ci sia, per so che se lo porta sempre appresso,
insieme alle Ricerche. Ha presente quando esce dalla stanza, che la camicia da notte le fa una specie di
rigonfiamento sul davanti? Ecco, quel rigonfiamento  il tascone che si  fatta fare per poterci mettere i
libri quando ha le mani occupate col deambulatore.  Tutto quel ricordare mise un po a disagio
Lenore.  Negli ultimi giorni usciva  uscita spesso dalla stanza?
Mr Bloemker si lavor la faccia, con relativo accompagnamento di gorgoglio umidiccio.  So
per certo che ogni pomeriggio Lenore aveva la consolidata abitudine di trascorrere un certo periodo di
tempo nellarea F. A passeggiare. Posso chiederle a quando risalga lultima visita da lei fatta a Lenore?
 A una settimana fa, mi pare.
Le sopracciglia di Mr Bloemker guizzarono allins. Sulla sua fronte si cre un fuggi fuggi di
gocce di sudore.
 Vede, mio fratello stava preparandosi a tornare al college,  disse Lenore.  E io ho dovuto
dargli un po retta, nei momenti liberi. Lho accompagnato a fare acquisti e lho aiutato a sistemare un
paio di cose e a chiarire alcune faccende con mio padre. Cerano un sacco di cose che andavano
sistemate.
 Devessere un college che apre terribilmente presto. Non siamo ancora a settembre.
 No, in effetti il college dove va lui  che poi sarebbe lAmherst College, nel Massachusetts,
ha presente?  aprir solo tra un paio di settimane, ma mio fratello voleva fare un salto a trovare nostra
madre prima dellinizio dei corsi.
 A trovare vostra madre?
 S, nostra madre  nel Wisconsin, a riposarsi, diciamo cos.
 Ah.
 A proposito, crede che dovrei chiamarla per metterla al corrente di quello che sta succedendo?
Dico, anche lei  una parente di Lenore. E comunque penso proprio che dovremmo chiamare la polizia.
Gli occhiali di Mr Bloemker gli erano scivolati fin quasi sulla punta del naso. Lui li spinse su, e
quelli scivolarono subito gi.  A questo punto devo per forza riferirle le disposizioni nonch le
informazioni comunicatemi stamattina molto presto da Mr Rummage.  Si rincalz i polsini della
camicia.  Al momento la polizia non va contattata. La propriet, per ragioni che in tutta onest devo
confessare mi rimangono affatto oscure,  dellavviso che si tratti di una faccenda interna alla struttura
e che potr essere risolta rapidamente senza alcun ricorso ad aiuti esterni. Se cos dovesse avvenire 
evidente che ci sarebbero notevoli vantaggi in termini di riduzione al minimo di ogni disagio e intralcio
allandamento della struttura stessa. Pertanto le si chiede di non informare nessuno circa i particolari di
questa situazione finch non avr parlato con suo padre. Le si chiede di contattare suo padre appena le
si presenter la prima opportunit di farlo.
 Pap  piuttosto difficile da contattare, in genere.
 Pur nondimeno.
Lenore torn a guardare il cassetto aperto della scrivania.  Mi sembra tutto cos illogico. A
proposito, e i parenti del personale al momento... irreperibile? Dico, i famigliari non trovano strana la
loro irreperibilit? Immagino che anche loro penseranno di chiamare la polizia, no? Li capisco
perfettamente, anchio sarei dellidea di chiamare la polizia.
Dun tratto gli occhiali di Mr Bloemker gli caddero dal naso, e lui li afferr, al volo, poi si
asciug la punta del naso, con le dita.  A questo punto non  chiaro se i famigliari del personale
irreperibile siano essi stessi irreperibili per normale attivit extra-Casa, ovvero se la loro irreperibilit
sia piuttosto da collegarsi a quella del personale stesso, purtuttavia permane il per certi versi fortuito
ma nondimeno inquietante fatto che...
 Cosa diavolo sta dicendo?  disse Lenore, frattanto tornata al cassetto di Nonna.
 Che non si trovano neanche i famigliari.
 Cristo.
 Cosa sta facendo?  chiese Mr Bloemker. Lenore stava osservando il disegno sul verso
delletichetta Stonecipheco posata sulla pila di quaderni nel cassetto della scrivania. Raffigurava una
persona, infilata in quello che si sarebbe detto un camice. In una mano impugnava un rasoio, nellaltra
una bomboletta di schiuma da barba. Lenore riusciva a distinguere la scritta Noxzema sulla
bomboletta. La testa della persona era unesplosione di schizzi dinchiostro.
 Stavo guardando questo,  rispose.
Mr Bloemker si avvicin. Puzzava come un pannolino da cambiare.  E sarebbe?  chiese,
sbirciando da sopra la spalla di Lenore.
 Se  quello che io credo che sia,  disse Lenore,   una specie di indovinello. Un come si
chiama. Una antinomia.
 Una antinomia?
Lenore annu.  Nonna adora le antinomie. Credo che questo tizio qui...  abbassando lo
sguardo sul disegno sul verso delletichetta  ... sia il barbiere che rade solo e tutti quelli che non si
radono da s.
Mr Bloemker la guard.  Un barbiere?
 Latroce dilemma,  disse Lenore, rivolta al pezzo di carta,   se il barbiere si rada da s o
meno. Credo che sia questo il motivo per cui la testa gli  esplosa.
 Cio a dire?
 Se lo fa non lo fa, se non lo fa lo fa.
Mr Bloemker contempl il disegno. Si carezz la barba.
 Senta, perch non usciamo?  disse Lenore.  Qui c troppo caldo. Voglio uscire.
 Come preferisce.
Lenore infil nella borsa letichetta Stonecipheco e chiuse il cassetto.  La chiave la metto qui
sulla scrivania, per credo che sia meglio non permettere a nessuno di frugare tra le cose di Nonna, a
parte la polizia, sempre che ci si decida a chiamarla, cosa che secondo me sarebbe proprio il caso di
fare.
 Non permetteremo a nessuno di frugare. E laffare l, la...
 Lantinomia?
 Esatto. La porta via con s?
 S. Posso?
 Le persone con cui ho parlato al telefono non mi ha detto nulla che indicasse altrimenti.
 Grazie.
Qualcuno buss alla porta. Un membro dello staff porse un biglietto a Mr Bloemker. Bloemker
lesse il biglietto. Il membro dello staff osserv per qualche istante il vestito e le scarpe di Lenore, poi
usc.
 Bene. Come prevedevo, la nostra Concarnadine Beadsman  ancora con noi, nellarea J, 
disse Mr Bloemker.  Prima di andar via intende magari farle una
 No, grazie,  lo interruppe Lenore.  Devo proprio andare in ufficio. A proposito, che ore
abbiamo fatto?
 Quasi mezzod.
 Oddio, arriver terribilmente in ritardo. Mi uccideranno. Speriamo che Candy mi copra senza
far storie. Senta, non ci sarebbe un telefono abilitato alle chiamate esterne? Devo avvisare che arriver
in ritardo.  una cosa importante.
 Abbiamo un telefono pubblico in ogni zona accettazione. Venga, glieli mostro.
 Gi, vero, non ci avevo pensato.
 Succede.
 Allora siamo daccordo, mi terr in contatto con lei. Appena arrivo in ufficio telefono a mio
padre e gli dico di chiamarla.
 Mi sarebbe di enorme aiuto, grazie . La camicia di Mr Bloemker, zuppa di sudore, aveva
disegnato una V scura sul dorso della sua giacca.
 Ovviamente la prego di chiamarmi in caso di novit, o comunque se scopre qualcosa. Pu
chiamarmi sia in ufficio sia dai Tissaw.
 Non mancher di farlo. Lavora ancora alla Frequent & Vigorous?
 S. Ha il numero?
 Devo averlo da qualche parte.
 Glielo d lo stesso, giusto per essere sicuri. Sa, ultimamente riceviamo un sacco di telefonate
per altri numeri . Lenore scrisse il numero su un biglietto da visita preso nella borsa e lo porse a Mr
Bloemker. Mr Bloemker guard il biglietto da visita.
 Rick Vigorous: Editore, Direttore, Amministratore, Presenza Letteraria Ubiqua, Edizioni
Frequent & Vigorous Inc.?
 Non ci badi, dietro le ho scritto il numero. Le spiace se andiamo al telefono pubblico? Sono
terribilmente in ritardo, e purtroppo restare ancora qui non serve a far tornare Lenore.
 Gi. Le apro la porta.
 Grazie.
 Si figuri.
/f/
25 agosto
Ogni volta che mi ritrovo a letto da solo e de-Lenorizzato faccio un sogno orrendo, sempre lo
stesso. Nel sogno ci sono io che cerco di stimolare il clitoride della Regina Vittoria con il manico di
una spazzola di tartaruga. Le sue voluminose sottane vorticano attorno alla sua cintola e alla mia testa.
Le sue enormi cosce lardose pesano sulle mie spalle, spalancate davanti alla mia faccia sudata. Si sente
il cozzo di chilate di gioielli ogni volta che la Regina si sistema per offrirmisi meglio. Si sentono altres
miasmi. Lo smanioso respiro della Regina romba sopra di me, inginocchiato ai piedi del trono. Passano
ore. Infine si ode la sua voce, dallalto, un tuono di biasimo e delusione: Non siamo eccitate. Una
guardia mi strappa da terra e mi scaglia in un pozzo in fondo al quale ribolle uno stuolo di ratti. Mi
sveglio con la bocca piena di peli. Chiedendo un supplemento di tempo. E quantomeno una spazzola
col manico intagliato.
/g/
Le nuove automobili ultracompatte della Mattel tipo quella di Lenore avevano il grosso
problema che dopo aver messo in moto ma prima di mettersi in moto bisognava star l a pompare il
pomello dellaria per almeno cinque minuti di riscaldamento motore, problema che in estate diventava
particolarmente scocciante perch costringeva a starsene tappati per cinque minuti in quel forno senza
un alito di aria condizionata e pompando furiosamente il pomello mentre il motore si scalmanava
facendo un baccano insopportabile. Impegnata nella suddetta attivit di pomellaggio, nel parcheggio
della Casa, Lenore osserv una formichina piluccare qualcosa dal bolo di sterco duccello spiaccicato
lungo il bordo superiore del suo parabrezza.
La formica venne spazzata via dal vento quando Lenore imbocc la Bretella Interna della I-271
e cominci a pestare sullacceleratore. Gli uffici della casa editrice Frequent & Vigorous erano situati
nella parte di Cleveland centro denominata Erieview Plaza, proprio accanto al lago Erie. Lenore
imbocc la Bretella Interna a sud-ovest di Shaker Heights, manovra propedeutica al lancio tramite
i-271 in direzione nord verso la citt vera e propria, il che significa che per un po costeggi il profilo
di East Corinth, Ohio, cittadina dove Lenore abitava e che determinava linsolita e prosperosa sagoma
della Bretella Interna della I-271.
East Corinth era stata fondata e costruita nel 1960 da Stonecipher Beadsman II, figlio di Lenore
Beadsman, nonno di Lenore Beadsman, sfortunatamente morto a sessantacinque anni nel 1975
annegando in un tino industriale nel corso di un catastrofico tentativo da parte della Stonecipheco
Alimenti per lInfanzia di sviluppare e lanciare sul mercato un prodotto che potesse competere con il
Jell-O. Stonecipher Beadsman II era stato un uomo di notevoli talenti e di ancor pi notevoli interessi.
Cinefilo accanito nonch urbanista dilettante, si era pazzamente infatuato di una stella del cinema di
nome Jayne Mansfield. La sagoma di East Corinth riproduceva il profilo di Jayne Mansfield: scendeva
da Shaker Heights con una folta aureola di intricati tornanti, lungo delicati lineamenti di villette e
piccoli edifici, un nasino di parco e una carnosa sezione di quadrivio ridente, e quindi gi per la sinuosa
curva cignea di un argine autostradale di complessi residenziali, per poi aggettare precipitosamente
verso ovest in un procace rigoglio di fabbriche e aree industriali mammonesche e prosperose,
dopodich ripiegava non meno impudicamente un paio di miglia a sud in un cespo folto di palazzine e
botteghe e pensioncine, inclusa quella dove abitava Lenore Beadsman e da cui quel mattino era partita
lungo tutta Jayne Mansfield alla volta della Casa di Riposo Shaker Heights. Le famiglie e le imprese
titolari di propriet lungo il critico perimetro occidentale dellarea erano tenute dal piano regolatore a
dipingere le rispettive strutture con tinte che fossero realistiche rispetto alla convenzione anatomica del
disegno, condizione alla quale si opponevano specialmente i proprietari di immobili nella estrema zona
occidentale accanto a Garfield Heights (dove il rigoglio industriale era pi sodo), e non stupisce il fatto
che lintera area di East Corinth fosse molto popolare fra i piloti di aerei, i quali, dovendo atterrare al
Cleveland-Hopkins Airport, tendevano a farsi assegnare sentieri di approccio che sorvolassero appunto
East Corinth, e facevano puntualmente un casino della madonna volando basso e accendendo e
spegnendo i fari e rollando e scondinzolando. Gli abitanti di East Corinth, perlopi ignari della
peculiarit urbanistica della citt in cui dimoravano, non esattamente notoria, arrancavano e guidavano
e camminavano lungo il profilo di Jayne Mansfield agitando i pugni contro la pancia degli aerei.
Lenore abitava a East Corinth da appena due anni, cio da quando era uscita dal college e in un sol
colpo aveva stabilito che non avrebbe abitato nella casa paterna e non avrebbe lavorato nellazienda
paterna. A sud, la 271 si trasformava nella 77, e la 77 proseguiva attraversando Bedford, Tallmadge,
Akron e Canton prima di penetrare nel Deserto Incommensurabile dellOhio, con le sue miglia e miglia
di sabbia nera fine come cenere, e cactus e scorpioni, e torme di pescatori, e chioschi di bibite lungo il
perimetro.
Di metodi affidabili per individuare il Bombardini Building, cio ledificio dove aveva sede la
casa editrice Frequent & Vigorous, ce nerano solo due. Unocchiata dal versante sud della Erieview
Tower, alta e rettangolare e non lontana dalla parte di Cleveland centro denominata Terminal, rivelava
come il sole, sempre tangenziale da destra o da sinistra rispetto alla posizione della torre, proiettasse
lenorme ombra scura del Bombardini Building sullarea circostante  unombra intensa e radente che
si fondeva con la base della torre in una comune pozza nera, ma che poi piegava precipitosamente di
lato dando limpressione che la parte di Cleveland centro denominata Erieview Plaza fosse uno stagno
in cui avessero piantato la Erieview Tower, e che lombra di questultima ne fosse la sommersione
rifratta. Al mattino, cio con un andamento est-ovest dellombra, il Bombardini Building si stagliava,
affettato dalla luce in un drastico bianco & nero, sul lato nord della Tower. Col montare del giorno e
laddensarsi e il poderoso avanzare e inclinare a est dellombra, e con le nubi che cominciavano a
complicare le sagome delloscurit, il Bombardini Building veniva lentamente fagocitato dal nero, in
un costante risucchio di buio interrotto solo da epilettici lampi prodotti da nubi a base daria inquinata
che curvavano i raggi del sole mentre il Bombardini Building civettava sempre pi drammaticamente
con il confine dellombra. A met pomeriggio, il Bombardini Building era avviluppato nella pi
completa oscurit, le finestre sprigionavano luce artificiale, le macchine gli sfrecciavano accanto a fari
accesi. A quel punto individuarlo diventava facile, manifestandosi il Bombardini Building non altrove
che lungo il perimetro della falciforme curva dellombra pi maestosa di tutto il Midwest.
Laltro e suddetto parametro di individuazione era lo scheletro bianco del Generale Moses
Cleaveland, collocato in eterno riposo in unaiuola sul marciapiedi di fronte al Bombardini Building e
dalla sagoma facilmente riconoscibile, nonch di non marginale interesse per i passanti e per i cani in
cerca di lampioni, cani le cui scaramucce venivano scoraggiate da unesile rete elettrificata che faceva
dunque s che il riposo del Generale fosse quasi privo di turbamenti, dove il quasi era dovuto allasta
che gli sbucava irriguardosamente dallorbita dellocchio sinistro e cui era appeso un segnale riferito al
posto-macchina delimitato con una certa grossolana evidenza di fronte al Bombardini Building, e che
recitava: SPAZIO RISERVATO A NORMAN BOMBARDINI, COL QUALE  MEGLIO EVITARE
ROGNE.
La casa editrice Frequent & Vigorous condivideva il Bombardini Building con le strutture
amministrative della Bombardini Company, azienda coinvolta in oscure imprese di ingegneria genetica
riguardo alle quali e in tutta sincerit Lenore voleva sapere il meno possibile. La Bombardini Company
occupava la maggior parte dei tre piani inferiori e una singola linea verticale di uffici sviluppantesi sul
lato est del Bombardini Building e lungo i complessivi sei piani di altezza delledificio. La Frequent &
Vigorous occupava unesigua porzione della linea verticale sviluppantesi lungo i tre piani inferiori del
lato ovest del Bombardini Building, per poi allargarsi a occupare quasi interamente i tre piani superiori.
Il centralino della Frequent & Vigorous, dove lavorava Lenore, era situato in una cabina nellangolo
occidentale del cavernoso atrio del Bombardini Building  atrio oltre lenorme parete nera di fondo del
quale, proiettata attraverso le gigantesche finestre aperte sulla parete opposta, lombra della Erieview
Tower regolarmente e addirittura percettibilmente avanzava, fagocitando la parete. Lo scorrere del
tempo era stimabile con ragionevole accuratezza tramite la posizione dellombra sulla parete nera,
tranne quando la luce bianca & nera proveniente dalla finestra sfarfallava a mo di film muto durante il
volubile momento dombra del mezzod.
Che era lora attuale. Lenore era terribilmente in ritardo. Non era riuscita a raggiungere
telefonicamente neanche Candy Mandible. Doveva esserci qualcosa che non andava nelle linee della
Casa di Riposo Shaker Heights: Lenore aveva chiamato la Frequent & Vigorous e le aveva risposto la
Autofficine Cleveland.
 Frequent & Vigorous,  stava dicendo Candy Mandible nel ricevitore del centralino. 
Frequent & Vigorous,  ripet.  No, questo non  il Centro Formaggi Enrique. Se vuole le d il
numero giusto, anche se non posso garantirle che funzioni. Si figuri.
 Candy, mi spiace da morire ma non ho potuto evitarlo, scusami, ti prego . Lenore aggir il
bancone e si infil nella cabina. Dalla finestra a picco sulle loro teste scatur una cuspide di luce, poi fu
lombra.
 Lenore, sei in ritardo di almeno tre ore.  un pochettino troppo.
 Il mio capo non abbozzerebbe. A me mi sbatterebbero fuori, se facessi il mio porco comodo
come fate voi,  sibil Judith Prietht tra una risposta e laltra, dal centralino della Bombardini
Company, cio a un metro dal loro, l nella cabina.
Lenore sistem la borsa accanto ai telefoni della Sicurezza. Poi si avvicin a Candy.  Giuro
che ho provato a telefonarti. Stamattina alle nove e mezzo Mrs Tissaw mi ha chiamato mentre facevo la
doccia, perch la Schwartz aveva risposto a una telefonata per me. M toccato andare di corsa alla
Casa di Riposo.
 Problemi?
 S.  Lenore vide aguzzarsi le orecchie di Judith Prietht.  Ne parliamo pi tardi. Quando
finisci vai a casa?
 Alle sei vado alla Associati,  disse Candy.  Avrei dovuto esserci alle dodici  ma non
importa,  aggiunse notando lespressione di Lenore.  Clint ha detto che avrebbe trovato qualcuno che
mi sostituisse. Dico, ti senti bene? Qual  delle due?
 Lenore.
 Non dirmi che...
 Non  chiaro.
 Che significa, non  chiaro?
 Col mio capo bisogna avere dei validi motivi per essere in ritardo, e bisogna sottoporli in
anticipo, e deve firmarli Mr Bombardini,  disse Judith tra trilli e cicalini.  Gi, ma il nostro  un
lavoro vero, le nostre sono telefonate vere. Bombardini Company. Bombardini Company. Un
momento.
 Stamattina  particolarmente simpatica,  disse Lenore. Candy fece un gesto come per
strozzare Judith, poi cominci a raccogliere le sue cose.
Il centralino trill. Rispose Lenore.  Frequent & Vigorous,  disse. Rimase in ascolto e guard
Candy.  Da Bambi lAntro della Disciplina?  disse.  No, noi non siamo Da Bambi lAntro della
Disciplina... Candy, hai per caso il numero di Da Bambi lAntro della Disciplina?  Candy le diede il
numero ma disse che probabilmente sarebbe stata la stessa cosa. Lenore comunic il numero e sganci.
 Da Bambi lAntro della Disciplina?  ripet.  Questo  nuovo. Perch dici che probabilmente
sar la stessa cosa?
 Non riesco a capire, non ci vedo niente di anomalo,  disse una voce scaturita da sotto il
bancone del centralino, sotto la sedia di Lenore, tra le sue gambe. Lenore guard in basso. Dalla base
del bancone sporgevano due scarponcini da lavoro. Cominciarono a sussultare; una figura and
gradualmente aggiungendosi agli scarponcini, dimenandosi per emergere. Lenore scatt indietro con
tutta la poltroncina.
 Lenore, abbiamo un problema alla linea. Vern dice che  da ieri sera che abbiamo un
problema alla linea,  disse Candy.  Lui  Peter Abbott. Lavora per la Interattiva Telecomunicazioni.
Stanno cercando di risolvere il problema.
 La Interattiva Telecomunicazioni.
 Tipo lazienda dei telefoni, solo che non  lazienda dei telefoni.
 Ah.  Lenore guard distrattamente Peter Abbott.  Salve.
 Salve salvissime,  disse Peter, strizzando furiosamente locchio a Lenore e sistemandosi il
colletto. Lenore alz gli occhi su Candy, mentre Peter giocherellava con qualcosa che gli penzolava dal
cinturone porta-attrezzi.
 Pare che Peter sia molto socievole,  disse Candy Mandible.
 Hmm.
 Be, l sotto non ci trovo niente di anomalo, non riesco a capire,  disse Peter.
 Qual  il problema?  chiese Lenore.
 Non si sa,  disse Candy.  Si sa solo che in pratica  come se non avessimo pi un nostro
numero di telefono. Dico bene?  Guard Peter Abbott.
 Be, c un problema di linea.
 Appunto, il che in questo caso significa che non abbiamo pi un numero di telefono, cio in
effetti ce labbiamo ma non  pi il nostro, e per giunta ce labbiamo in comune con mezza Cleveland,
cio con dei numeri che stanno nel nostro stesso tunnel di linea, tipo che hanno una cifra in pi o in
meno rispetto al nostro numero. Hai presente le chiamate che arrivano qui e invece sono di gente che
cerca la Autofficine Cleveland, il Big Bob Cafe, il Pennuti & Piumati, il Tele-Love? Ecco, a quanto
pare adesso abbiamo tutti lo stesso numero di telefono. Uno fa il loro numero e invece squilla qui da
noi. E ce n pure di nuovi: un negozio di formaggi, un ufficio della Goodyear, quel Da Bambi lAntro
della Disciplina, che per inciso riceve un sacco di chiamate. Adesso abbiamo tutti lo stesso numero. Da
impazzire. Ho detto bene?  chiese a Peter Abbott. Poi fin di raccogliere le sue cose e si prepar ad
andarsene, con unultima occhiata allorologio.
 Gi, un problema alla linea,  disse Peter Abbott.
 Almeno cos finalmente qualcuno vi telefona. Almeno cos avete qualcosa da fare, giusto per
cambiare un po,  disse Judith Prietht.  Bombardini Company. Bombardini Company.
 Come mai la sua linea non  incasinata?  Lenore indicava Judith.
 Tunnel diversi,  disse Peter Abbott.  A quanto pare le linee della Bombardini Company
sono in un tunnel piuttosto lontano da qui, un paio di isolati a ovest della Erieview Tower. Le loro
chiamate arrivano qui attraverso un trasduttore a matrice mista, che  una cosa decisamente complicata
e pure superata. Invece le vostre linee sono in un tunnel proprio sotto questo edificio, qui, sotto latrio
. Peter Abbott indic il pavimento.
 E allora che ci fa lei quass invece di stare gi dove ci sono le linee?  volle sapere Candy
Mandible.
 Io non sono un tecnico di tunnel. Io sono un tecnico di centralini. Io non faccio i tunnel.
Stamattina presto hanno mandato qui uno della Squadra Tunnel. Il problema  suo. Io qui dove ci siete
voi non ho trovato niente di guasto. Questo  un ventotto, vero? Non  che sono impazzito?
 Esatto, un Centrex ventotto.
 Lo so che  un Centrex, io praticamente lavoro solo sui Centrex, dei Centrex ne ho fin sopra
le palle, scusando il francesismo.
 E cosa ha detto il tizio della Squadra Tunnel?  chiese Lenore. Candy stava rispondendo a una
chiamata.
 Non lo so, perch ancora non ci ho parlato. E da qui non posso mica telefonargli, no?
 Perch, ci sono problemi anche con le telefonate in partenza?
 Ma no, scherzavo. Da qui si pu chiamare tranquillamente. Tuttal pi pu capitare di finire in
uno di quegli anelli automatici del tunnel, ma basta rifare il numero e si prende la linea. E comunque
col tizio della Squadra Tunnel devo parlarci di persona, quando torno in ufficio. Dobbiamo scrivere una
relazione di servizio.  Peter guard Lenore.  Lei  sposata?
 Oh Cristo.
 Neanche questa qui  sposata, vero?  Peter Abbott domand a Candy, accennando col capo a
Lenore. Aveva capelli non tanto biondi quanto gialli, giallo pastello. La faccia era tipo color noce. Non
il genere di abbronzatura che si prende col sole. Lenore sent puzza di Autoabbronzature Cabana.
Decise che il tizio sembrava un negativo fotografico.
Peter Abbott sospir.  Due ragazze nubili, stressate, costrette a lavorare in questa tana...
 Donne,  corresse Candy Mandible.
 Anchio sono nubile,  lo inform Judith Prietht. Judith Prietht era sulla cinquantina.
 Splendido,  disse Peter Abbott.
 Ma alla Autofficine Cleveland e a quella Bambi Nonsocosa le telefonate arrivano o no? 
chiese Lenore.  Cio, i loro telefoni squillano?
 Certe volte s e certe volte no,  disse Peter Abbott, facendo tintinnare il cinturone. Il punto 
che l da loro non si sa quando squilla, e neanche qui da voi, il che  chiaramente un problema di rete. Il
vostro numero non vi seleziona come dovrebbe allinterno della rete. In pratica succede che seleziona
un gruppo di obbiettivi ma non  in grado di distinguerli.
 Grandioso.
 Almeno cos ci sar qualcuno che vi telefona,  disse Judith Prietht.  Tanto  lo stesso, visto
che finora le uniche chiamate che vi arrivavano erano di gente che sbagliava numero. Finir che la
vostra ditta fallisce. Una casa editrice a Cleveland, cose da pazzi.
 Le sue scarpe mi piacciono un sacco,  disse Peter Abbott a Lenore.  Ne ho un paio simili.
 Rick  al corrente di questa faccenda?  chiese Lenore a Candy.
Candy trasal.  Oddio, me lero scordato. Lenore, devi chiamarlo subito.
 Perch, cos successo?
 Non lo so, cos successo. So solo che per prima cosa gli  venuta una crisi isterica perch
non ti ha trovata. E ancora erano le dieci e un minuto. Poi si  messo a chiamare ogni mezzo minuto,
per vedere se arrivavi. Chiama e fa finta di essere qualcuno che cerca te, con la voce camuffata, tipo col
fazzoletto davanti alla bocca, o parlando col naso, o facendo degli accenti incredibili, e poi fa finta di
chiamare da fuori, anche se in effetti dovrebbe saperlo che me ne accorgo benissimo che sono chiamate
interne, visto che lo sa anche lui che le lucine delle chiamate interne lampeggiano pi veloce di quelle
esterne. E non  neanche sceso a prendersi il giornale, figurati, sar l che si arrovella giocherellando
col suo berretto.
 Perch, che altro avrebbe da fare?  disse Judith Prietht, che stava scartando dalla carta oleata
un sandwich e ammiccava civettuola a Peter Abbott, il quale a sua volta si sporgeva sul bancone per
sbirciare nella scollatura di Lenore.
 Be, tanto dovevo chiamarlo comunque, anche lui,  disse Lenore.
 Oddio Lenore, scusami. Per un attimo mi sono completamente dimenticata della faccenda di
Lenore. Che cosa terribile. Sei sicura di sentirti bene?
 Credo di s. Alle sei viene Vern. Rick lo chiamo appena ho un minuto di tempo. Devo
telefonare anche a mio padre. E al suo avvocato.
 Sento aria di burrasca,  disse Peter Abbott.
 Lei stia zitto,  disse Candy Mandible. Uscendo strinse affettuosamente il braccio di Lenore. 
Sono in ritardo. Devo andare. Vieni a dormire a casa?
 Ti telefono e ti faccio sapere,  disse Lenore.
 Cosa, voi due abitate insieme?  chiese Peter Abbott.
 Complici fino in fondo,  sibil Judith Prietht.
 Be, beata la casa che vi ospita.
 Andate al diavolo tutti quanti, a parte Lenore,  disse Candy. E si incammin sul pavimento di
marmo dellatrio, verso la volubile oscurit.
 Ha un secondo lavoro?  chiese Peter Abbott.
 S.  Il centralino trill.  Frequent & Vigorous.
 Dove?
Lenore alz un dito per chiedergli di aspettare, mentre sbrigava un tizio che voleva conoscere il
prezzo di un set di gomme radiali.  Lavora alla Insaccati Associati, a East Corinth,  disse quando
ebbe riattaccato.
 Che posto orrendo... E fa la centralinista?
 Fa lassaggiatrice.
 Che cosa disgustosa.
 Qualcuno deve pur farla.
 Per fortuna quel qualcuno non sono io.
 Gi, infatti mi sembra che lei un lavoro ce labbia, vero? Tipo aggiustare i telefoni?
 Per quanto mi riguarda io ho finito. Mi terr in contatto  ammesso che ci riesca . Peter
Abbott rise e se ne and, tintinnando. Entr in una chiazza di luce instabile in mezzo allatrio, e la luce
svan portandolo con s.
Il centralino trill.
 Frequent & Vigorous,  disse Lenore.  Frequent & Vigorous.
1 Presentatore eponimo di un variet televisivo popolarissimo negli Stati Uniti, dov stato
trasmesso per quasi un trentennio, cio dal 1955 ai primi anni Ottanta [N. d. T.].
Capitolo quarto
1972
VERBALE DELLA RIUNIONE TRA LONOREVOLE RAYMOND ZUSATZ,
GOVERNATORE DELLO STATO DELLOHIO; MR JOSEPH LUNGBERG, ASSISTENTE DEL
GOVERNATORE; MR NEIL OBSTAT, ASSISTENTE DEL GOVERNATORE; E MR ED ROY
YANCEY, VICEPRESIDENTE DELLA PROGETTI DESERTICI INDUSTRIALI INC. DI DALLAS,
TEXAS; 21 GIUGNO 1972.
GOVERNATORE Signori, c qualcosa che non va.
MR OBSTAT Che significa, Capo?
GOVERNATORE Nello Stato, Neil. C qualcosa che non va nel nostro Stato.
MR LUNGBERG Ma Capo, la disoccupazione  bassa, linflazione  bassa, le tasse non le
tocchiamo da due anni, linquinamento  sotto controllo dappertutto a parte Cleveland, che poi di
Cleveland chi cavolo se ne frega  sto scherzando, Neil  e poi, Capo, la popolazione ti ama, tutti i
sondaggi ti dnno vincente, gli investimenti industriali nello Stato non sono mai stati cos alti...
GOVERNATORE Ecco, fermati qui. Il punto  proprio questo.
MR OBSTAT Cosa intendi dire, Capo?
GOVERNATORE Intendo dire che le cose vanno troppo bene. Ho un sospetto come di
fregatura.
MR LUNGBERG Di fregatura?
GOVERNATORE Ragazzi, lo Stato sta perdendo le palle. Sento puzza di spallamento. Finir
per diventare una specie di grosso centro commerciale. Troppo sviluppo. La gente si sta ammosciando.
Hanno dimenticato che questo Stato  il frutto storico della lotta delluomo contro la natura avversa.
Finita la lotta per la sopravvivenza  finita ogni tensione.
MR OBSTAT Su questo non posso darti torto, Capo.
GOVERNATORE Ci serve un po di tensione.
MR LUNGBERG e MR OBSTAT Cio?
GOVERNATORE Signori, ci serve un deserto.
MR LUNGBERG e MR OBSTAT Un deserto?
GOVERNATORE Sissignori, un deserto. Un punto di riferimento primordiale per le buone
genti dellOhio. Un luogo da temere e amare. Un luogo selvaggio. Qualcosa che ci rammenti contro
cosa abbiamo lottato e vinto. Un luogo senza centri commerciali. Un Altro per stimolare lIo dellOhio.
Cactus, scorpioni e sole implacabile. Desolazione. Un luogo dove la gente possa aggirarsi in solitudine.
Per riflettere. Lontano da ogni cosa. Dunque, signori, ci serve un deserto.
MR OBSTAT Idea geniale, Capo.
GOVERNATORE Grazie, Neil. Signori, permettetemi di presentarvi Mr Ed Roy Yancey, della
Progetti Desertici Industriali di Dallas, Texas. Sono quelli che hanno realizzato il Kuwait.
MR LUNGBERG Capperi, dicono che nel Kuwait di deserto ce ne sia un sacco.
MR YANCEY Ci puoi scommettere, Joe, e noi siamo in grado di fornirvi dellottimo deserto
anche qui nellOhio.
MR OBSTAT Come siamo a costi?
GOVERNATORE Accettabili.
MR LUNGBERG Dove andrebbe messo?
MR YANCEY Dunque, signori, il Governatore e io ne abbiamo lungamente discusso, ecco, vi
prego di dare unocchiata a questa carta topografica...
MR OBSTAT Questo  lOhio, e fin qui ci siamo.
MR YANCEY Il punto che il Governatore e io avremmo in mente si trova nella parte
meridionale del vostro grande Stato. Pi o meno... qui. Per la precisione da qui a qui. Cento miglia
quadrate.
MR OBSTAT Intorno a Caldwell?
MR YANCEY Esatto.
MR LUNGBERG Ma non ci abita un po troppa gente, da quelle parti?
GOVERNATORE Vorr dire che verr spostata. Ragioni di forza maggiore. Il deserto se ne
infischia delluomo. Rientra nel concetto complessivo.
MR LUNGBERG Non  anche parecchio vicina alla Wayne National Forest?
GOVERNATORE Smetter di esserlo.
(Mr Lungberg fischia.)
MR OBSTAT Ehi, mia madre abita vicino a Caldwell.
GOVERNATORE Colpito nel segno, eh Neil? Rientra nel concetto complessivo. Il concetto
deve colpire nel segno. Natura avversa significa violenza, Neil. E noi faremo in modo che sullo
stomaco inflaccidito di questo Stato ricominci a crescere un po di pelo. Colpir nel segno.
MR LUNGBERG Ne sei proprio convinto, vero Capo?
GOVERNATORE Mai stato cos convinto, Joe.  proprio quello che ci vuole per il nostro
Stato. Me lo sento.
MR OBSTAT Finirai sui libri di Storia, Capo. Diventerai immortale.
GOVERNATORE Grazie, Neil. Vedi, il fatto  che la trovo una cosa giusta, soprattutto adesso
che ne ho lungamente discusso con Mr Yancey. Cento miglia di nulla, cento miglia di bianca sabbia
abbacinante. Ovviamente lungo il perimetro ci metteremo un paio di laghetti, perch la gente possa
pescare...
MR LUNGBERG Perch proprio bianca, la sabbia? Perch invece non, ipotesi, della sabbia
nera?
GOVERNATORE Approfondisci, Joe.
MR LUNGBERG Be, il concetto si basa sul contrasto, sulla diversit, sullavversit della
natura selvaggia, forse addirittura, se non ho capito male, forse addirittura sullorrido, dico bene?
GOVERNATORE S, centra pure lorrido, esatto.
MR LUNGBERG Bene, lOhio  uno Stato pieno di bianco: le strade sono bianche, la gente
tende complessivamente al bianco, abbiamo un bel sole luminoso... Cento miglia di sabbia nera mi
sembrano un fior di contrasto. Riuscite a immaginare niente di pi orrido? Tra laltro il nero
assorbirebbe molto meglio il calore. Pi caldo c, pi risalta laspetto desolazione.
GOVERNATORE Mi piace. Tu che ne pensi, Ed Roy? La sabbia nera  adatta a cactus e
scorpioni?
MR YANCEY Non ci vedo alcun tipo di problema.
MR OBSTAT Che costi ha la sabbia nera?
MR YANCEY Probabilmente  un po pi cara di quella bianca. Devo parlare con i ragazzi del
reparto Sabbia. Ma penso di potermi sbilanciare dicendo che la giudico una variazione possibile
nellambito del progetto complessivo.
GOVERNATORE Perfetto.
MR LUNGBERG Quando cominciamo?
GOVERNATORE Immediatamente, Joe. La natura avversa  di per s una cosa rapida e
violenta.
MR OBSTAT Capo, consentimi di esprimerti la mia emozione. Congratulazioni, da uomo a
uomo e da cittadino a Governatore.
GOVERNATORE Grazie, Neil. Adesso per sar meglio che ti sbrighi a chiamare tua madre.
MR OBSTAT Gi, vero.
MR LUNGBERG Capo, non credi che ci vorrebbe un nome?
GOVERNATORE Un nome? Gran bella idea, Joe. Al nome non ci avevo pensato.
MR LUNGBERG Posso suggerirne uno?
GOVERNATORE Spara.
MR LUNGBERG Deserto Incommensurabile dellOhio.
GOVERNATORE Deserto Incommensurabile dellOhio.
MR LUNGBERG Esatto.
GOVERNATORE  un nome formidabile. Tanto di cappello. Hai sempre delle ottime idee,
Joe. Splendido. Comunica vastit, desolazione, grandeur, e poi spiega che  nellOhio.
MR LUNGBERG Non sar un po presuntuoso?
GOVERNATORE Nientaffatto. Rientra perfettamente nel concetto.
MR OBSTAT Complimenti anche da parte mia, Joe.
MR YANCEY Gran bel nome, Joe.
GOVERNATORE Bene, mi sembra che ci siamo, no? Concetto. Deserto. Colore. Nome. Non ci
resta che la tensione.
MR YANCEY E allora diamoci dentro.
Capitolo quinto
1990
/a/
Mettiamo che qualcuno mi avesse detto, dieci anni fa, a Scarsdale, o magari in treno mentre
andavo al lavoro, mettiamo che questo qualcuno fosse il mio vicino di casa, Rex Metalman, il
consulente societario dotato di figlia incredibilmente ancheggiante, mettiamo che ci avvenisse prima
dellaggravarsi della sua ossessione per il prato e dei conseguenti pattugliamenti notturni di tipo
paramilitare a bordo di falciaerba dotato di fari, e dei settimanali bombardamenti aerei di ddt per radere
al suolo tuttal pi una misera tana di lombrichi, e della sua assoluta intransigenza di fronte alle
ragionevoli e inizialmente garbate insistenze da parte prima di uno e poi di tutti i vicini tese a fargli
mitigare magari anche gradualmente le ostilit contro i potenziali nemici del suo prato da cui si sentiva
braccato, e altres prima che tutto ci scavasse nella nostra amicizia a base tennistica un solco largo
quanto un sacco di fertilizzante Scotts, mettiamo dunque che Rex Metalman avesse ipotizzato, allora,
che dieci anni pi tardi, cio a dire adesso, io, Rick Vigorous, mi sarei ritrovato ad abitare a Cleveland,
tra un lago biologicamente defunto nonch oltraggiosamente fetido e un deserto artificiale da un
miliardo di dollari, che mi sarei ritrovato divorziato da mia moglie e fisicamente esiliato dallo sviluppo
di mio figlio, che mi sarei ritrovato a condurre unazienda in societ con una persona invisibile ovvero,
come risulta ormai evidente, con poco pi che unentit societaria interessata a perdite finanziarie a
scopo fiscale, azienda dedita a pubblicare cose forse addirittura pi risibili del non pubblicare un
accidenti di niente, e che appollaiato in cima a questa montagna di cose incredibili ci sarebbe stato il
mio ritrovarmi innamorato, banalmente e pateticamente e furiosamente innamorato di una donna pi
giovane di me di ben diciotto, diconsi diciotto, anni, una donna che appartenesse a una delle famiglie
pi in vista di Cleveland, che abitasse in una citt di propriet del padre e che tuttavia sgobbasse come
centralinista per uno stipendio di qualcosa come quattro dollari lora, una donna la cui tenuta
consistente di vestito in cotone bianco e Converse nere modello alto fosse una costante conturbante e
refrattaria a ogni analisi, una donna che si sottoponesse a un totale di docce giornaliere che sospetterei
oscillare tra le cinque e le otto, che lavorasse nevroticamente come quei balenieri che in penuria di
balene passano il tempo a incollar conchiglie per farne souvenir, che coabitasse con un uccellino
schizofrenicamente narcisista e con unamica stronza e quasi sicuramente ninfomane, e che in me
trovasse, nascosto chiss dove, lamante ideale... mettiamo che tutto ci me lavesse pronosticato un
Rex Metalman in vena di chiacchiere, appoggiato alla staccionata che separava la sua propriet dalla
mia, lui con in mano il suo lanciafiamme e io col mio rastrello, mettiamo dunque che Rex mi avesse
pronosticato tutto ci: io quasi sicuramente gli avrei detto che le probabilit che queste sue profezie si
avverassero equivalevano allincirca a quelle che il giovane Vance Vigorous, allepoca bimbo di otto
anni eppure per certi aspetti pi uomo di me, che il giovane Vance, quel giovane Vance probabilmente
l accanto a noi in quel momento e intento a calciare su nel freddo cielo autunnale un pallone destinato
poi a tornar gi e spaccare una finestra mentre la sua risata echeggiava allinfinito tra i gracili fusti
degli alberi suburbani, che il ben piantato Vance diventasse un... un omosessuale, o qualcosa di
altrettanto improbabile o assurdo o totalmente fuori discussione.
Adesso i cieli risuonano di sogghigni meschini. Adesso che persino a me  diventato
innegabilmente chiaro che ho un figlio che fornisce allespressione frutto dei miei lombi prospettive
di senso assolutamente inedite, che mi trovo qui a fare ci che faccio quando non ho niente da fare, che
sento uno spiffero vacuo e abbasso gli occhi e mi scopro un buco nel petto e allora spio nella borsa in
poliuretano di Lenore Beadsman cercando, tra aspirine e saponette dalbergo e biglietti della lotteria e
assurdi libri che non significano niente, il bolo palpitante del mio proprio cuore, cosa dovrei dire a Rex
Metalman e a Scarsdale e alla tana di lombrichi e al passato se non che esso non esiste, che  stato
obliterato, che mai nessun pallone vol nel cielo freddo, che i miei assegni per leducazione di mio
figlio finiscono in una voragine nera, che a un certo punto, forse anche punti, un uomo pu e deve
rinascere e rinasce? Rex rimarrebbe perplesso e, come sempre in caso di perplessit, dissimulerebbe il
proprio disagio cannoneggiando una porzione di prato. Io, ormai consapevole, rimarrei, rastrello gelido
in mano pallida, immobile sotto una pioggia di terriccio ed erba e lombrichi, e scuoterei il capo di
fronte allassurdit di ci che mi circonda.
Allora, chi  questa ragazza che mi possiede, che tanto amo? Rifiuto sia di pormi domande sia
di dare risposte riguardo al chi . Cosa ?  una ragazza dalle spalle esili, dalle braccia esili, dal seno
gagliardo, una ragazza dalle lunghe gambe e dai piedi pi lunghi della media, piedi che quando
cammina puntano un po allinfuori... cinti dalle immancabili e immancabilmente nere Converse
modello alto. Ho parlato di tenuta conturbante? Macch: quelle sono scarpe che amo. Vi confesso che
una volta, in un momento di indubbiamente irresponsabile degenerazione e mentre Lenore era in bagno
a farsi la doccia, io tentai di fare lamore con una delle suddette scarpe, una All-Star 1989 modello alto,
ma, per ragioni private, non riuscii a portare a termine loperazione.
Che dire, dunque, di Lenore, dei capelli di Lenore? Sono capelli che in s e di per s sono di
tutti i colori  biondi e rossi e corvini e ramati  ma che determinano un compromesso ottico esteriore
tale da farli risultare complessivamente, e tranne per fulminei bagliori registrabili solo mediante coda
dellocchio, banalmente castani. Capelli che vengono gi lisci seguendo la dolce curva delle guance di
Lenore fin sotto il mento, dove quasi si ricongiungono, come fragili mandibole di insetto rapace. Oh, se
quei capelli sanno mordere. Di quei capelli io conosco il morso.
E gli occhi. Io non so dire il colore degli occhi di Lenore Beadsman; non posso guardarli; per
me quegli occhi sono il sole.
Sono blu. Le sue labbra sono carnose e rosse e tendono al rorido e pi che chiedere pare
pretendano, in quel loro broncio di seta liquida, desser baciate. Io le bacio spesso, lo ammetto, inutile
negarlo, ne sono un baciatore, e un bacio con Lenore , se mi  concesso indugiare un po su questo
tema, non tanto un bacio quanto una dislocazione,  rimozione e poi brusca assunzione di essenza
dallio alle labbra, sicch  non tanto il contatto di due corpi umani per fare le solite cose a colpi di
labbra quanto due insiemi di labbra in reciproca cova e in comunione di specie sin dagli albori dellera
post-Scarsdale, forti di condizione ontologica autonoma sancita dalla suddetta comunione, che
trascinano dietro e sotto di s, mentre si uniscono e diventano una cosa sola, due ormai completamente
superflui corpi terreni appesi al bacio come spossati gambi di fiori sursbocciati ovvero come mute
ormai inservibili. Un bacio con Lenore  una sequenza in cui io pattino con scarpe imburrate
sullumida pista del suo labbro inferiore, protetto dalle intemperie grazie allaggetto madido e tiepido
di quello superiore, per infine riparare tra labbro e gengiva e rimboccarmi il labbro sin sul naso come
un bimbo la coperta e da l scrutare con occhi lustri e ostili il mondo esterno a Lenore, del quale non
voglio pi far parte.
Che in ultima analisi io debba invece continuare a far parte del mondo estraneo a Lenore ed
esterno a Lenore  per me fonte di pena smisurata. Che altri possano indugiare liberamente nel
profondo dei loro cari e attingere con dolci sorsate al lago cremoso ubicato al centro dellOggetto della
Passione, quando invece io sono per sempre destinato al mero intuire la presenza di profondi recessi
mentre tuttal pi riesco a infilare il naso, anche letteralmente, nellatrio della Grande Casa dellAmore
e ivi a dimenarmi per pochi istanti e poi lasciare un mio patetico souvenir sullo zerbino, mi fa incazzare
alquanto. Eppure il fatto che queste minime frenesie, queste conversazioni sul limitare della Soglia
dellUnione, Lenore le trovi non solo piacevoli e divertenti ma in qualche modo addirittura complete,
appaganti, significative e per certi versi meravigliose, semplicemente e tuttaltro che
sorprendentemente me le fa sentire come le sente lei, dilata la mia percezione tanto di esse quanto di
me stesso, mi spedisce di gran carriera fin sulla suddetta Soglia con la migliore delle mie giacche
sportive e un fiore allocchiello, eccitato come uno scolaretto e ogni volta come fosse la prima, mi
scaglia allattacco della spelonca bardato in pelle di leopardo e avec clava gridando la mia voglia di
entrare e promettendo spaccamenti di culo a chiunque tentasse di impedirmelo.
Le prime parole ce le scambiammo, strano per quanto possa sembrare, non nel Bombardini
Building bens nello studio dello specialista i cui servizi scoprimmo di condividere, il Dottor Curtis
Jay, bravuomo ma psicanalista bizzarro e tutto sommato comincio a credere decisamente
incompetente, sul quale non intendo al momento dilungarmi poich sono furioso per la sua ultima e
completamente assurda interpretazione di un certo sogno che da qualche tempo ha cominciato a
infestare i miei sonni turbandomi non poco, un sogno a base di Regina Vittoria e destrezza manuale e
un certo numero di topi  sogno che a qualunque sensibilit dotata di un minimo di raziocinio
risulterebbe caratterizzato da profondi nessi sessuali e che invece il Dr Jay tediosamente insiste a
giudicare tuttaltro che sessualmente originato bens collegato a ci che egli definisce ansia igienista,
interpretazione che io rifiuto di sana pianta insieme allorientamento blentneriano igiene-dipendente di
Jay, e che tra laltro sospetto egli abbia per certi versi trafugato dal e insieme aggiunto al personale
pozzo di fissazioni nevrotiche di Lenore; anzi ne sono certo, visto che una delle caratteristiche positive
del Dr Jay, e sicuramente la ragione prima del mio continuare a frequentarlo nonostante le sue
innumerevoli e crescenti dimostrazioni di inettitudine,  il suo essere un professionista totalmente
sprovvisto di deontologia nonch un incorreggibile pettegolo che mi spiffera tutto ci che gli dice
Lenore. Parola per parola.
Lenore e io, dunque, ci rivolgemmo per la prima volta la parola nella sala dattesa del Dr Jay, io
che sferragliavo via dal suo studio e lei che aspettava seduta nellaltra poltrona a cremagliera, in ampio
vestito bianco e logore Converse nere, gamba a cavallo caviglia-su-ginocchio e rivista in mano. Sapevo
di averla gi vista al centralino, anzi, proprio quel giorno mi aveva personalmente consegnato il
giornale, e lidea che mi vedesse in quel posto mi metteva parecchio a disagio, ma Lenore, con una
lenorit di cui solo adesso mi rendo conto, non era affatto a disagio. Mi salut e mi chiam Mr
Vigorous, e disse che sperava che presto avremmo avuto qualcosa da pubblicare, disse che se lo sentiva
nel midollo. Disse proprio midollo. Disse che veniva dal Dr Jay principalmente per farsi aiutare a
superare sensazioni di disorientamento e vaghezza di identit e carenza di controllo su se stessa, il che
per certi versi mi risultava perfettamente comprensibile sapendola io figlia del proprietario della
Stonecipheco Alimenti per lInfanzia, una delle aziende pi importanti nonch, se mi  consentito dire
la mia opinione, scellerate di Cleveland, indiscutibilmente in grado di esercitare uninfluenza nefasta e
inesorabile su chiunque abbia anche marginalmente a che farci. Ricordo che a quel punto la sua
poltrona a cremagliera inizi il proprio cammino meccanico alla volta dello studio del Dr Jay  la cui
passione per i marchingegni inutili sarebbe, ne sono certo, di notevole interesse per i suoi colleghi  e
che quindi fummo costretti a salutarci. Mentre svaniva nella tana di Jay le guardai la nuca, poi sganciai
la cintura di sicurezza che mi legava a quel ridicolo arnese carnevalesco e mi incamminai con un cuore
tutto sommato pi leggero verso le brezze del lago marrone.
Come procedettero le cose, dopo di allora? Le vedo perlopi non come eventi isolati n
tantomeno come storia bens come rapida successione di immagini con sottofondo musicale, niente di
brioso e gagliardo sul genere Il Campione Si Prepara Per Il Grande Incontro, piuttosto una cosina
diafana e fluttuante del tipo Rick Vigorous Cova UnInfatuazione Per Qualcuno Che Ha LEt Di Suo
Figlio E Si Accinge A Fare Ripetutamente La Figura Del Coglione, sul cui movimento acquerellato
vengono a sovrapporsi le ancor pi sbiadite sfumature della spettrale scena in cui Lenore e io ci
corriamo incontro al rallentatore attraverso la pallida gelatina delle rispettive inibizioni e dei rispettivi
guai di varia natura.
Mi vedo mentre ritiro ogni mattina la mia copia del Plain Dealer dalla mano di Lenore
protesa sul bancone del centralino, mentre avvampo di vergogna e abbozzo fingendo di non vedere le
smorfie di Candy Mandible o di Ms Prietht, entrambe a me parimenti odiose. Mi vedo mentre,
sprofondato nella poltrona a cremagliera che sbuca sferragliando dallo studio del Dr Jay, mi guardo
attorno sperando di trovare Lenore, i suoi orari mai pi coincidenti coi miei. Mi vedo di notte, a letto, a
casa, intento a eseguire a due dita il Rito Liberatorio mentre sopra di me fluttuano visioni traslucide in
cui comincia a predominare una certa figura rapacecrinita e nerocalzata. Mi vedo mentre, nello studio
del Dr Jay, mi dimeno nella poltrona, ansioso di chiedergli notizie di Lenore Beadsman e di svuotargli
addosso il mio sacco emotivo, sentendomi un idiota mentre Jay si strofina con il fazzoletto profumato i
baffoni da tricheco e scaltramente interpreta il mio disagio e il mio turbamento come segni di
unimminente breccia, e mi sollecita a raddoppiare il numero di visite settimanali.
Infine mi vedo ormai completamente fuori di me, incapace di concentrarmi sulla carenza di
lavoro in azienda e incapace altres di fare un minimo di lavoro utile per quella Review che pure,
grazie a Dio, di lavoro vero ne richiederebbe. Sicch mi vedo un giorno sbirciare furtivamente come un
bimbo che spii da dietro una colonna di marmo, nellatrio del Bombardini Building, a un tiro di fauci
dallombra dellErieview Tower, in attesa che Judith Prietht risponda a uno degli svariati appelli
giornalieri della sua vescica incredibilmente piccola. Mi vedo accostare Lenore Beadsman nella
claustrofobica cabina, a Judith Prietht appena uscitane. Vedo Lenore alzare lo sguardo e sorridermi. Mi
vedo esaurire largomento clima, poi chiedere a Lenore se magari le vada di bere qualcosa, con me,
dopo lufficio. Vedo una delle rare occasioni in cui il termine sconcertato trova collocazione proficua
in una descrizione. Vedo Lenore momentaneamente sconcertata.
 Io per non bevo,  disse, dopo un istante, tornando ad abbassare lo sguardo sul libro che
stava leggendo.
Mi sentii sprofondare.  Non beve alcun tipo di liquido?  le domandai.
Lenore torn a guardarmi e sorrise dun sorriso lento. Le sue labbra roride si curvarono
delicatamente allins. Lo fecero davvero. Io resistetti allimpulso di tuffarmi nella catastrofe l e
subito, in pieno atrio.  No, in effetti qualche liquido lo bevo,  ammise lei, dopo un istante.
 Perfetto. Che tipo di liquido preferisce bere?
 Ho sempre ritenuto il ginger ale un liquido particolarmente buono,  disse, ridendo. Ridevamo
entrambi. Ebbi una violenta e dolorosa erezione, erezione che, grazie a uno dei pochi vantaggi della
mia struttura fisica, non costituiva neppure potenzialmente una fonte di imbarazzo.
 Conosco un posto meraviglioso dove servono ginger ale in piccoli bicchieri muniti di piccole
cannucce,  dissi. Mi riferivo a un bar.
 Si direbbe splendido.
 Bene.
Ci vedo in un bar, odo un pianoforte che sul momento non udii, sento me stesso soccombere a
un certo inebriamento gi a met di un leggerissimo Canadian Club con acqua distillata, e quasi
immediatamente una gran voglia di pisciare, e poi, tornato al tavolo dopo aver pisciato, daccapo una
gran voglia di pisciare. Vedo le labbra di Lenore chiudersi intorno allesile e breve cannuccia del suo
ginger ale con una delicata naturalezza che mi scaten nei muscoli delle gambe un sisma di brividi.
Eravamo fatti luno per laltra. Mi vedo apprendere tutto su Lenore, Lenore che in uno dei suoi
inestimabilmente rari momenti di scioltezza mi parlava di una vita che, per quanto mi dava di sapere, le
si era rivelata per molti aspetti non sua.
Lenore aveva una sorella e due fratelli. La sorella era sposata con un dirigente in carriera della
Stonecipheco e aveva un vago a che fare con lindustria dellabbronzatura artificiale. Un fratello era
docente universitario a Chicago e non stava bene. Un fratello era al primo anno allAmherst College,
Massachusetts. [Io, sottoscritto Rick Vigorous, ho frequentato lAmherst]. Che coincidenza, dissi,
anchio ho frequentato lAmherst. Ma pensa, disse Lenore. Le fauci dei capelli di Lenore carezzarono
la cannuccia mentre le sue labbra aspiravano ginger ale dallo snello bicchiere di vetro martellato. S,
disse, suo fratello era allAmherst, il padre era andato allAmherst, la sorella era andata al Mount
Holyoke, che distava solo pochi chilometri dallAmherst [quanto lo ricordavo bene], il nonno era
andato allAmherst, il bisnonno era andato allAmherst, la nonna e la bisnonna erano andate al Mount
Holyoke, la bisnonna poi a Cambridge, negli anni Venti, dove aveva studiato con Wittgenstein, aveva
ancora gli appunti delle sue lezioni.
Quale dei due fratelli era quello che adesso era allAmherst?
Suo fratello LaVache.
E laltro fratello a che college era andato? Come si chiamava laltro fratello? Le andava un altro
ginger ale, con la cannuccia piccola?
S grazie, si chiamava John, laltro in effetti si chiamava Stonecipher ma preferiva farsi
chiamare LaVache, che era il suo secondo nome ed era stato il cognome della madre da nubile. John, il
pi grande, pur non essendo mai andato al college aveva conseguito il dottorato di ricerca alla Chicago
University, perch quandera ancora al ginnasio era riuscito a dimostrare certe cose sino a quel
momento ritenute indimostrabili, e laveva fatto con un pastello preso dallastuccio di Lenore, su un
Bat-quaderno, e aveva sbalordito tutti quanti, e pochi anni dopo aveva conseguito il dottorato
praticamente senza mai andare alluniversit.
Cio quello che non stava bene.
Esatto.
Sperabile che non si trattasse di nulla di grave.
Invece si trattava di una cosa molto grave, purtroppo. Se ne stava rinchiuso nella sua stanza a
Chicago, non voleva vedere nessuno, a parte pochissime persone, aveva problemi a ingerire cibo. A
Lenore non andava di parlarne, in quel momento, ovviamente.
E Lenore, in che college era andata Lenore, al Mount Holyoke?
No, a Lenore il Mount Holyoke non era piaciuto granch, era andata allOberlin, un piccolo
college misto a sud di Cleveland. Anche il marito della sorella era andato allOberlin. A maggio faceva
due anni esatti che Lenore si era laureata. Sicch io ero andato allAmherst?
Gi, ero andato allAmherst, corso di laurea 69, poi, dopo una rapida specializzazione in
Inglese alla Columbia, ero andato a lavorare presso la casa editrice Hunt & Peck, in Madison Avenue, a
New York.
Una grossa casa editrice.
Gi. E, per ragioni tuttora oscure, vi avevo ottenuto risultati decisamente brillanti. Avevo fatto
guadagnare allazienda oscene quantit di denaro e avevo raggiunto vette editoriali talmente vertiginose
che il mio stipendio era diventato quasi sufficiente per camparci. Avevo sposato Veronica Peck. Mi ero
trasferito a Scarsdale, New York, a poche miglia da Manhattan. Avevamo fatto un figlio. Che adesso
aveva diciottanni.
Diciottanni?
Gi. Dopotutto avevo quarantadue anni. E avevo anche divorziato.
Sicuramente non li dimostravo, quarantadue anni.
Troppo gentile. Mi dimenavo come un ossesso sulla sedia per via di una telefonata di lavoro che
mera improvvisamente venuto in mente di dover fare.
Eccomi di ritorno. Bisognava proprio dire che facevo un sacco di telefonate, e tutte velocissime.
Poteva chiedermi chi fosse il Frequent della Frequent & Vigorous?
Non era ben chiaro. Monroe Frequent, per quel che ne sapevo, era un ricchissimo fabbricante di
stoffe nonch inventore. Aveva inventato il completo camicia-pantaloni beige. Aveva inventato
quellaffare che ronza quando si mette in moto la macchina senza aver prima agganciato le cinture. E
adesso, comprensibilmente, viveva in solitudine. Un giorno mi ero visto avvicinare da un tizio losco,
con degli occhiali da sole avvolgenti. Interessi nelleditoria. Fuori New York. Cose in grande stile.
Grossi capitali da investire. Per me inquadramento sin da subito come socio. Uno stipendio
sproporzionato rispetto agli standard di categoria. Se, comera presumibile, il nostro Frequent era
Monroe Frequent, quasi sicuramente la Frequent & Vigorous non era altro che un sistema per evadere
le tasse.
Ahi.
Infatti. Lunico vero vantaggio per me era lopportunit di fondare un quadrimestrale. Una
rivista letteraria. Condizione accettata entusiasticamente. Massima disponibilit sin dallinizio sul
fronte Frequent.
La Frequent Review?
Esatto. Lanno scorso aveva venduto bene.
Una gran bella rivista.
Troppo gentile.
E ovviamente cera anche ledizione Norslan.
S, se il pubblicare opuscoli di monosillabica propaganda che osannava le virt di un
chiaramente inefficace nonch cancerogeno pesticida da disseminare tra le corrotte burocrazie del
Terzo Mondo poteva essere considerata edizione, allora s, cera ledizione Norslan. E lei, come mai
faceva la centralinista?
Be, ovviamente aveva bisogno di soldi per comprarsi da mangiare. La sua migliore amica,
Candy Mandible, che aveva frequentato per un po anche lei lOberlin, faceva la centralinista. Eccetera.
Come mai non lavorava alla Stonecipheco per un compenso indubbiamente pi adeguato e che
pertanto le avrebbe procurato maggiori quantit di cibo?
In effetti il problema non era il cibo. Gi cos sentiva di aver poco controllo sulla propria vita.
Lavorare alla Stonecipheco, cos come abitare con suo padre e la vecchia governante a Shaker Heights,
non avrebbe fatto altro che esasperare e intensificare le sue sensazioni di impotenza e di incapacit di
focalizzazione della volont individuale. Mi sento sentire la voce del Dr Jay. Mi vedo battere sul
tamburo del mio coraggio con un bastoncino da cocktail e cercare di spingere il mio ginocchio contro
quello di Lenore sotto il tavolino di plastica, scoprendo che sotto il tavolino di plastica non cera traccia
delle sue gambe. Spazzare con la gamba larca sotto il tavolino di plastica, senza mai imbattermi in
quelle di Lenore. Provare una curiosit spasmodica riguardo a dove mai fossero finite le sue gambe.
Manifestai la mia incapacit di capire la sua sensazione di mancanza di controllo. Tutti noi in
fondo subivamo e accettavamo unesistenza della quale molti aspetti sfuggivano al nostro controllo.
Faceva parte del vivere in un mondo pieno di altre persone con altri interessi. Ero nuovamente in
procinto di pisciarmi sotto.
No, il punto non era quello. Quel tipo di generica sensazione di disorientamento non sarebbe
stato un problema. Il problema era piuttosto una sensazione ben localizzata. La sensazione che le sue
personali percezioni e azioni e volizioni sfuggissero al suo controllo.
Che significato dava alla parola controllo?
Boh.
Era una questione religiosa? Una crisi deterministica? Cera stato un mio amico...
No. Il determinismo lavrebbe accettato se fosse stata in grado di sentire in ci che la
determinava qualcosa di obbiettivo, di impersonale, se si fosse sentita il classico minuscolo ingranaggio
di un grande meccanismo. Se non si fosse sentita un po come usata.
Usata.
Gi. Come se ci che faceva e diceva e percepiva e pensava avesse una specie di... funzione che
prescindesse da lei stessa.
Funzione. Campanelli dallarme. Dr Jay, in fin dei conti. Una macchinazione?
No, non una macchinazione, sicuramente non una macchinazione, non sera saputa spiegare. A
ogni scuotersi del capo le punte dei capelli le oscillavano come pendoli sotto il mento. Sfortunatamente
mi era caduto a terra il tovagliolo. Che goffo. Le sue gambe erano l, per raccolte allindietro, sotto la
sedia, a caviglie incrociate. Campanelli dallarme o no, volevo prima toccarle una caviglia e poi correre
a pisciare.
No, lei si sentiva semplicemente  solo certe volte, eh, non sempre, in determinati e molto nitidi
momenti intuitivi  come priva di unesistenza reale, a parte quello che diceva e faceva e percepiva
eccetera, e come se queste cose, le sembrava in quei determinati momenti, non fossero realmente sotto
il suo controllo.
Hmmm.
Non potevamo affrontare un altro argomento? Tipo perch io andassi dal Dr Jay?
Oh, roba di sogni, quattro chiacchiere generiche. In sostanza nutrivo una specie di distaccato
interesse per lambiente psicanalitico. I miei problemi erano complessivamente irrisori. Non valeva
proprio la pena esaminarli. Andavo da Jay soprattutto perch mi piaceva meno di tutti i suoi [davvero
tanti] colleghi di Cleveland precedentemente sperimentati. Con lui si instaurava unatmosfera di
antagonismo che trovavo vitale. Anche Lenore? No, Lenore era finita da Jay su suggerimento di un
medico, amico di famiglia, vecchissimo amico intimo della bisnonna, un medico dal quale Lenore era
andata per un persistente problema di epistassi. Lenore trovava Jay irritante ma affascinante. Non lo
trovavo anchio affascinante? A dire il vero io ci andavo esclusivamente per farmi dei giretti sulle
poltrone a cremagliera; quelle poltrone le trovavo divertenti. Liberatorie.
Le poltrone.Lei adorava lo sferragliare della poltrona mentre avanzava sulla rotaia
avvicinandosi al Sancta Sanctorum. Una volta era andata al luna park con suo fratello e la governante, e
ricordava che il trabiccolo delle montagne russe sferragliava un po come le poltrone del Dr Jay. Certe
volte si aspettava che appena varcata la soglia dello studio di Jay la poltrona si tuffasse in una voragine
da montagne russe. [Aspetta e vedrai.] Una volta era andata alla fiera a Columbus con sua sorella
Clarice e si erano smarrite nella Casa degli Specchi e Clarice era stata scippata della borsetta da un tizio
che fino allultimo si era finto un riflesso nello specchio. Si erano spaventate da morire.
Che faceva sua madre?
Si rilassava, pi o meno, nel Wisconsin.
I suoi genitori erano divorziati?
Non esattamente. Non era il caso di andarcene? Dopotutto, lindomani mattina doveva essere
puntuale in ufficio per darmi il giornale, no? Dun tratto sera fatto tardissimo. Aveva gi mangiato? Le
andava di mangiare una cosina insieme? Il ginger ale laveva insospettatamente saziata. Aveva la
macchina in officina, problemi al pomello dellaria. Per andare in ufficio le era toccato prendere
lautobus. Bene, allora... Aveva una di quelle nuove macchine della Mattel, esatto, proprio quella delle
automobiline giocattolo. La sua era appena pi grande di unautomobilina. Comunque pi automobilina
che automobile. E cos via.
Ci vedo percorrere in macchina lassurdamente disegnata Bretella Interna della I-271 in
direzione sud, verso East Corinth bassa. Vedo Lenore seduta in macchina con le ginocchia unite e
puntate verso il mio lato, sicch ogni volta che cambio marcia gliele sfioro col dorso della mano.
Tramite le viscere vedo il disastro. Vedo me lasciare Lenore davanti a casa sua, vedo noi due
sulla veranda di una grande casa grigia che nella morbida oscurit di quella sera daprile sembrava
nera, casa che sottovoce Lenore mi disse appartenere a un medico dentista che aveva locato due stanze
a lei e alla Mandible e unaltra stanza a una ragazza che lavorava per sua sorella alla Autoabbronzature
Cabana. Lenore abitava con la Mandible. Vedo lei ringraziarmi per il ginger ale e per averla
accompagnata a casa. Vedo me sporgermi, poi la mia testa scattare in avanti oltre lo stormire del suo
colletto bianco e baciarla prima che avesse finito di ringraziarmi. Vedo lei appiopparmi un calcio, al
ginocchio, dove c il nervo del ginocchio, con una Converse rivelatasi stranamente pesante e dura.
Vedo me squittire e reggermi il ginocchio e sedermi di schianto su un gradino della veranda
subdolamente irto di chiodi. Vedo me abbaiare e reggermi con una mano il ginocchio e con laltra il
culo e fiondarmi a capofitto in una brulla aiuola di morbido terriccio primaverile. Vedo Lenore
inginocchiarsi accanto a me  le dispiaceva, non sapeva cosa lavesse fatta reagire cos, lavevo colta di
sorpresa, non se laspettava, oh cazzo cosaveva combinato. Vedo me col naso pieno di terriccio, vedo
luci accendersi nella casa grigia, in altre case. Terribilmente sensibile al dolore, fui l l per piangere.
Vedo Lenore scappar via, dentro la casa del medico dentista. Vedo la mia macchina farsi pi vicina
mentre le andavo incontro saltellando su un piede solo. Sono certo di aver sentito provenire dallalto la
voce di Candy Mandible.
Seppi di essermi innamorato di Lenore quando lindomani mattina non si present al lavoro. La
Mandible mi inform con tanto docchi che Lenore era rimasta a casa in quanto convinta desser stata
licenziata. Telefonai alla padrona di casa di Lenore, la moglie del medico dentista, una virago da cento
chili dedita allossessiva diffusione del Verbo in versione Cristiani Rinati. Le chiesi di passarmi Lenore
o, in subordine, di informarla che nessuno sera mai sognato di licenziarla. Mi pass Lenore. Chiesi
scusa a Lenore. Lenore si profess incredibilmente imbarazzata. Io mi professai incredibilmente
imbarazzato. Il suo capo, la responsabile del centralino, Walinda Peahen, in effetti voleva licenziare
Lenore in quanto non presentatasi al lavoro. Walinda odia Lenore per la sua estrazione borghese. Il
capo di Walinda sono io. La placai. Lenore torn a darmi il mio giornale, come prima.
Adesso dove sei?
Perch poi ci fu la magia di quella sera, inenarrabile magia di quando, cuore colmo e culo
guarito, uscii dal mio ufficio prima delle sei, in trance, scesi al pianterreno, vidi sullaltra sponda
dellatrio deserto e oscuro Lenore nella cabina momentaneamente de-Priethttizzata, china su un libro, il
centralino silente come al solito. Scivolai sul pavimento di marmo scuro inscurito dallombra e affiorai
nella luce bianca della lampada da tavolo posta sul bancone del centralino. Lenore alz lo sguardo e
sorrise e riabbass lo sguardo sul libro. Non stava leggendo. Dalla gigantesca finestra alta sulla cabina
scatur unesile cuspide di luce bianco-arancione di tramonto clevelandino salvata per un istante e
piegata intorno alloscurit dellErieview da una nube meno inchimichita delle altre, e piovve come
segnale di faro sulla morbida chiazza di crema proprio sotto lorecchio destro di Lenore, sulla sua gola.
Ancora in trance io mi chinai e poggiai delicatamente le labbra sul punto indicatomi dalla luce.
Limprovviso destarsi del centralino era il pulsare del mio cuore, ormai racchiuso nella borsetta di
Lenore.
E Lenore Beadsman lentamente sollev la mano destra e le fece risalire il mio collo, dove mi
avvilupp mascella e guancia in un esitante torpore, le lunghe dita dalle unghie rosicchiate tenendomi
fermo contro la sua gola, incoraggianti, la sua testa adesso china a farmi sentire sulle labbra lesile
rombo di unarteria. Io vissi, propriamente e per la prima volta da anni e anni, in quellistante. Lenore
disse Frequent & Vigorous nella cornetta che reggeva con la mano sinistra, lo sguardo affondato
nellabbordante buio. La magia di quella sera fu che la magia abbia retto. Vieni al lavoro.
/b/
 Frequent & Vigorous. Frequent & Vigorous.
 Ms Beadsman?
 S?
 Sono David Bloemker.
 Mr Bloemker!
 Ms Beadsman, lei si trova presso... la casa editrice Frequent & Vigorous, vero?
 Certo, perch me lo?
 Poco fa ho fatto il suo numero e mi ha risposto una giovane signora che mi ha proposto di
darle del denaro in cambio di mezzora di sevizie.
 Capisco. Purtroppo abbiamo dei problemi con le linee. Senta,  riuscito a?
 Purtroppo no. Anzi, adesso ci ritroviamo con un residente e un membro del personale in meno
rispetto a prima.
 Cio?
 Gli irreperibili sono diventati ventisei.
 Cavolo.
 Ms Beadsman,  riuscita a contattare suo padre?
 Ho provato, ma il numero era sempre occupato. Quand in ufficio sta sempre attaccato al
telefono. Stavo appunto per ritentare. Le prometto che la far chiamare.
 Grazie infinite. E mi consenta di esprimerle il mio rammarico.
 Ok, forza.
 Mi scusi?
 Ho una chiamata in attesa. Debbo proprio lasciarla. Mi far sentire.
 Grazie.
 Frequent & Vigorous.
 Come sei vestita?
 Cosa?
 Sei... diciamo cos pi calda del solito?
 Signore, questa  la casa editrice Frequent & Vigorous. Lei cerca Tele-Love, vero?
 Oh. Be, in effetti s. Oddio, che cosa imbarazzante.
 Non si preoccupi. Se vuole posso darle il numero di Tele-Love, anche se non le garantisco che
funzioni.
 Aspetta un secondo. Ti piace la salsiccia?
 Arrivederci.
 Click.
 Che giornata...
 Stonecipheco Alimenti per lInfanzia.
 Lufficio del presidente, per favore. Sono Lenore Beadsman.
 Un istante.
 ... Be, quantomeno non  occupato.
 Ufficio del presidente, sono Foamwhistle.
 Sigurd. Sono Lenore.
 Lenore. A cosa debbo lonore?
 Puoi passarmi mio padre?
 Impossibile.
  unemergenza.
 Non  qui.
 Merdimonio.
 Mi spiace.
 Ascolta, si tratta di unemergenza. Mi ha fatto dire di chiamarlo subito. Emergenza di tipo
famigliare.
 Guarda che dico davvero, non  qui.
 E dov?
 Al summit annuale con Gerber. Siamo in agosto, no?
 Cavolo.
 C da raddrizzare la buona vecchia curva della domanda di frutta omogeneizzata.
 Sigurd, potrebbe essere letteralmente questione di vita o di morte.
  irrintracciabile, tesoro. Conosci le regole. Sai com fatto quel Gerber.
 Quanto durer il summit?
 Non saprei. Comunque non pi di due o tre giorni.
 Dove sono?
 Non posso dirlo.
 Sigurd.
 A Corf. In qualche buio e fumoso buco a Corf. Non so altro. Se sa che te lho detto mi
ammazza. Finir frullato e disperso in mille vasetti di manzo omogeneizzato, e paradossalmente i
piccoli Foamwhistle morranno di fame.
 Quand partito?
 Ieri, dopo la partitella a tennis con Spaniard, verso le undici.
 Perch non sei partito con lui? Come far senza lassistente per preparargli i Manhattan?
 Se li preparer da solo. Non mi ha voluto. Dice che  una cosa tra loro due. Lui e Gerber.
Forse devono giocare a braccio di ferro. O prendersi a ditate nelle costole, o cantare linno
dellAmherst, o piantarsi pugnalate nella schiena. Vedere due che si accapigliano per le quote di
mercato non  un bello spettacolo.
 Cavolo, stamattina mi aveva fatto dire di chiamarlo... A proposito, per caso hai sentito la
nonna di Pap?
 Lenore? No, grazie a Dio. Sta bene?
 S. Ascolta, sono nei guai. Quando credi che torner, esattamente?
 Sul mio calendario c un enorme teschio disegnato a tre caselle da oggi. Il che pu
significare soltanto una cosa.
 Cribbio crocifritto in noce.
 Ascolta, sul serio, se posso fare qualcosa...
 Dolce Sigurd. Mi lampeggia una lucina, devo rispondere.  Fatti sentire.
 Ciao... aspetta!
 Che c?
 E Rummage? Si  portato Rummage?
 Gi, Rummage. Non saprei. Buona idea. Prova allo studio Rummage & Naw. Ce lhai il
numero?
 Scherzi? Sono piena di numeri.
 Ciao.
 Frequent & Vigorous.
/c/
Il che non significa, n vorrebbe significarlo, che le cose siano state incessantemente rosee. La
mia incapacit di essere realmente dentro di e circondato da Lenore Beadsman eccita in me il
meramente naturale desiderio reattivo di averla dentro di e contenuta da me. Sono possessivo. Voglio
possederla, qualche volta. E ovviamente questo non combina affatto con una ragazza totalmente
atterrita dallidea di non essere in possesso di se stessa.
Sono pazzamente geloso. Lenore ha una caratteristica che attira gli uomini. Non  una
caratteristica normale, o una caratteristica che possa essere spiegata. ... disse, sperando cos di
spiegarla. Vulnerabilit  ovviamente una parola sbagliata. Esuberanza non basta. Entrambe le
suddette parole significano, e perci falliscono. Lenore ha la caratteristica di una specie di gioco. Ecco.
Il che, significando quasi niente, potrebbe funzionare. Lenore ti invita tacitamente a giocare un gioco
che consiste di oscuri tentativi di scoprire le regole del gioco stesso. Che ve ne pare? Le regole del
gioco sono Lenore, e giocare significa essere giocati. Scopri le regole del mio gioco, ride lei, ridendo
con o di te. Sul gioco piovono ombre simili a picche di inferriata: la Erieview Tower, il padre di
Lenore, il Dr Jay, la bisnonna di Lenore.
Talvolta Lenore canta nella doccia, forte e bene (con tutte le docce che fa, ha voglia a far
pratica), e io mi ingobbisco sul cesso o mi appoggio al lavandino e leggo dattiloscritti battuti male e
fumo sigarette ai chiodi di garofano, abitudine questultima che ho usurpato a Lenore.
Il rapporto di Lenore con la bisnonna non  un rapporto sano. La vecchia lho vista un paio di
volte, incontri fortunatamente brevi in una stanza talmente calda da letteralmente toglierti il respiro. 
un affarino minuscolo, uccellesco e dai lineamenti affilati. Non  una vecchina vivace. Non  una di
quelle vecchie che ti fanno dire Dio la benedica.  una donna dura, una donna fredda, una donna
lagnosa e ferocemente egoista, una donna con grandi pretese intellettuali e, suppongo, con doti
commisurate. Ha molta influenza su Lenore. Lei e Lenore parlano per ore In realt Lenore sta ad
ascoltare. La cosa ha un che di sgradevole e malsano. Lenore Beadsman non mi dice mai nulla di
importante riguardo al suo rapporto con Lenore Beadsman. E nulla ne dice al Dr Jay, sempre che quel
piccolo bastardo non stia tenendosi nella manica unultima carta da giocare al momento opportuno.
 chiaro, comunque, che si tratta di una bisnonna con Opinioni. Credo che stia rovinando
Lenore, e credo che ne sia consapevole, e credo che se ne infischi. Da quel poco che sono riuscito a
capire deve aver raccontato a Lenore di essere in possesso di alcune parole dal potere tremendo. No, sul
serio. Non cose, o idee. Parole. A quanto pare quella donna  ossessionata dalle parole. Sullargomento
non ho n intendo avere le idee chiare, ma sembra che alluniversit fosse una specie di fenomeno, che
addirittura abbia vinto una borsa di studio a Cambridge, il che, effettivamente, a quei tempi e per una
donna non devesser stato facile; comunque sia, a Cambridge ha studiato lettere classiche e filosofia e
chiss cosaltro con un professore che era una specie di genio pazzoide e si chiamava Wittgenstein ed
era convinto che tutto sia parole. Sul serio. Non ti parte la macchina?  un problema di linguaggio. Sei
incapace di amare? Sono le spire del linguaggio. Hai il raffreddore? Semplice: costipazione di
sedimenti linguistici. A mio parere la cosa puzza enormemente di stronzata, ma evidentemente la
Lenore Beadsman vecchia cera cascata in pieno, e ha avuto settanta e passa anni per far macerare e
fermentare linfusione con cui adesso imbocca settimanalmente Lenore. Tormenta Lenore con non so
quale strano libro, la tormenta come un bambino eccezionalmente crudele potrebbe tormentare un
animale allettandolo con un boccone di cibo, le fa credere che il suddetto libro contenga un messaggio
importantissimo per lei, e tuttavia rifiuta al momento di dirle di cosa si tratti, o al momento di
mostrarle il libro. Parole e un libro e lidea che il mondo sia parole e la convinzione di Lenore che il
suo personale mondo sia esclusivamente di, non per n dovuto a, se stessa.
Nella stessa Casa  ospitata la figlia, di ventanni e passa pi giovane, una bella vecchia
signora, io lho vista, occhi nocciola e guance lisce color rosa in boccio, e capelli come argento liquido.
Totalmente rimbecillita dallAlzheimer, ignara di chi e dove sia, un filo di bava perennemente
penzolante da labbra carnose, belle, perfettamente conservate. Lenore la odia; entrambe le Lenore la
odiano. Non capisco perch.
I capelli della bisnonna di Lenore sono bianchi come cotone e vengono gi lisci per poi quasi
ricongiungersi sotto il mento, come mandibole di insetto.
Spesso io e Lenore ce ne restiamo a poltrire a letto, e Lenore mi chiede un racconto. Un
racconto, per favore, dice. E io le racconto quello che la gente racconta a me, quello che la gente mi
chiede di apprezzare e di consentire ad altra gente di apprezzare, quello che la gente mi spedisce alla
Frequent Review in grandi buste marroni con allegate piccola busta affrancata per la risposta e
lettera di presentazione firmata Speranzosamente Suo. Racconto storie che non sono mie, ecco in
effetti cosa faccio al momento. Con Lenore sono completamente e interamente me stesso.
Per mi intristisco. Mi manca mio figlio. Non mi manca Veronica. Veronica era bella. Lenore 
carina, e ha una caratteristica che abbiamo identificato come collegata al gioco. Veronica era bella. Ma
una bellezza come da alba glaciale, abbacinante e terribilmente remota. Era fredda e soda e morbida al
tatto, ove opportuno decorata con fini e gelidi capelli biondi, aggraziata ma non delicata, piacevole ma
non dolce. Veronica era unimpeccabile e assoluta gioia al tatto e alla vista... purch gli interessi del
toccante e vedente non entrassero in conflitto coi suoi. Tra Veronica e tutti gli altri si apriva la voragine
ruggente dellInteresse, una voragine impossibile da superare perch costituita da una sola sponda. La
sponda di Veronica. Il che equivale, da come sono arrivato a vederlo io, semplicemente a un altro modo
per dire che Veronica era incapace di amare. Quantomeno di amare me.
Fisicamente il matrimonio pass dallessere orrendo al non essere niente. Non riesco a
ripensare, figuriamoci poi a raccontare, la nostra prima notte di nozze, sterminato repertorio di ogni
genere di dissimulazioni. Da ultimo Veronica aveva finito per accettare e addirittura gradire la
situazione; le evitava lo sforzo e limbarazzo plebeo di sentirsi imbarazzata per me. Non mi risulta che
si sia mai rivolta altrove. La sua esistenza era intrinsecamente estetica, non fisica n emotiva. Veronica
sarebbe al suo meglio, ne sono convinto, come scultura in carne e ossa, immobile in un angolo
illuminato di museo, delimitata da un quadrato di cordoni in velluto rosso, esposta solo al brusio delle
voci e al fruscio delle suole sul marmo del pavimento. Adesso Veronica campa coi miei alimenti e sta
preparandosi, cos mi dicono, a sposare un anziano e simpatico signore che possiede unazienda
newyorkese specializzata in attrezzature per centrali elettriche. Va con Dio.
Mi manca mio figlio. Il che non significa che mi manchi un diciottenne esteta della Fordham
sulle cui lunghe unghie brilla una patina di smalto trasparente e che indossa pantaloni fascianti. Mi
manca mio figlio. Il mio bambino. Era un bambino magico, ne sono fermamente convinto. Speciale,
pieno di cose speciali. Un pargolo speciale e giocondo.
Il primo dei tanti rifiuti opposti da Veronica essendo stato quello relativo al cambiargli i
pannolini, in genere ero io a occuparmene. Gli cambiavo i pannolini, e lui se ne stava disteso beato a
scalciare con le sue gambotte di burro, e molto spesso, mentre io, in mezzo a nubi di talco, impugnavo
un fragrante Pamper fresco di busta per rimpiazzare malloppi fradici e quasi bollenti oppure fardelli
minacciosamente pesanti, lui puntava la mia cravatta ciondolante e la colpiva con un tenero getto di
pallida pip, e la cravatta si faceva di colpo pesante e mi tirava alla gola, e sgocciolava, e tutte due la
guardavamo e scoppiavamo a ridere, lui sdentato e io triste e insonnolito. Di quelle cravatte ne
conservo ancora qualcuna: appese ai rebbi del portacravatte, stecchite e sbiadite, le sento sbattere
contro lanta dellarmadio ogniqualvolta le brezze della memoria soffino nei luoghi oscuri del mio
appartamento.
Era un bambino con un rapporto intimo e bizzarro con il mondo che lo circondava, un bambino
silenzioso e dagli occhioni scuri, il quale, raggiunta let dellindipendenza di decisione e di
movimento, cominci a rispecchiare il mondo nel suo specialissimo specchio sfarfallante. Per me
Vance era un riflesso. Vance interpretava la Storia e gli Eventi nel suo particolare mondo di bimbo.
Ancora in giovane, giovanissima et, Vance aveva cominciato a vestirsi di scuro, annodarsi
strisce di pelle intorno alla testa, mettersi tra le labbra sigarette di gomma, e lanciarsi in improvvise,
furtive incursioni in varie stanze della casa, ansimando e mulinando le braccia, agitando i pugni
nellaria, infine tuffandosi a terra tra i mobili, avanzando carponi, ghermendo laria con lindice a
uncino. Una fulminea incursione in cucina  e il cibo per il gatto scompariva. Unovattata incursione
nel mio studio  e in una gamba della scrivania compariva uno sfregio da chiodo. Incauti plotoni di
formiche da patio finivano dritti nelle sue imboscate e venivano efficientemente obliterati tramite
bombardamento a palle da tennis mentre Veronica e io ci guardavamo lun laltro da sopra i rispettivi
gin-and-tonic. Eravamo perplessi e sgomenti, e Veronica sospettava e temeva una disfunzione motoria,
ma poi una sera a cena notammo gli occhi di Vance mentre dal telegiornale i corrispondenti ci
propinavano lennesima razione di massacri nella guerra in Indocina. Gli occhi sbarrati di Vance e il
suo respiro sordo. Mentre Kissinger lasciava Parigi in trionfo, una casa di Scarsdale si smilitarizz.
Talvolta in quegli anni trovavamo Vance da solo in una stanza, immobile in un angolo, con lo
sguardo fisso sul muro, le braccia rigidamente sollevate sulla testa e due dita dogni mano tese nel
segno della pace. Cominci a risultare evidente come, per miracolo televisivo, Vance Vigorous godesse
di uno speciale rapporto con Richard Nixon. Mentre il Watergate si trascinava in tutto il suo splendore,
vedevamo Vance guardarsi attorno con occhiate furtive, pizzicarsi la radice del naso sino a illividirla,
rifiutarsi di dar conto dei suoi movimenti o delle ragioni dei suoi comportamenti. Il mio registratore
portatile  notoriamente privo di nastro e di cavo di alimentazione, ma pur sempre registratore 
cominci a manifestarsi in posti strani: sotto il tavolo da pranzo, sotto il nostro letto, nel cassetto della
scrivania, sul sedile posteriore della macchina. Ogni volta che gli chiedevamo spiegazioni, Vance ci
guardava con uno sguardo assente, noi e il registratore. Poi faceva finta di guardare lorologio. Quando
Nixon si dimise, Vance rimase a letto per una settimana, malato non si seppe mai di che, ma con
sintomi reali. Eravamo spaventati. Gli anni seguenti lo videro: silenziosamente ma con espressione
grave perdonarci ogni torto fattogli da noi e dal mondo; piombare a terra incrociando le mani al petto a
ogni anche minimo accenno di critica; saltare allindietro dal divano del soggiorno e atterrare
aggraziatamente a pie pari, ogni volta lasciando nuove pedate sul soffitto; andare a scuola vestito col
suo completino da cerimonia e incaricare un seguace di portagli la valigetta portadocumenti che aveva
voluto regalata per Natale; andare in giro per casa bendato e calpestando disegni della bandiera
americana, previamente da lui realizzati e poi stracciati e sparsi sul pavimento. Quello era il mondo che
il monadico Vance Vigorous riceveva e rispecchiava attraverso se stesso. Io preferivo lui al mondo, di
gran lunga.
Da bambino era un ottimo atleta, produttore di gentili sussurri da palle infilate a canestro, di
solidi cozzi da metalliche mazze per mini-baseball, di grevi tonfi da autunnali palle ovali. Nelle partite
di football andava come una scheggia, correva talmente veloce e con una tale agilit e con delle finte
talmente liquide e agili da spedire a terra gli avversari prima che riuscissero anche solo a sfiorarlo.
Immaginatevelo dal mio punto di vista di padre a bordo campo, petto gonfio di orgoglio davanti a tanto
frutto di s miseri lombi. Vance riusciva ad arrivare indenne a meta partendo da met campo,
provocando tra le mammine assiepate sugli spalti strilli acuminati e applausi il cui scroscio si
infiacchiva gi a pochi metri, piccoli scrosci sferzati dal vento come brandelli di cose, come lapplauso
sordo dei miei guanti di pelle. Unico ometto tra tutti gli altri sulla testa del quale il casco non sembrasse
enorme e comicamente fuori luogo. Grazioso ragazzino biondo e dagli occhi neri che non faceva mai lo
sbruffone e aiutava gli altri a rimettersi in piedi ed era sempre pronto a dare il merito a chi spettasse,
per poi tornare a casa, silenzioso in macchina accanto a me, a giocare allostaggio nellambasciata di
Teheran.
Lultimo gesto storico lo fece a undici anni, poco prima dellinizio della scuola. Un caccia russo
aveva abbattuto un jumbo jet nel Mar del Giappone, sterminando deputati e suore e bambini,
inondando di scarpe e maniche di camicia e pagine di libro e montature docchiali le coste settentrionali
del Giappone. Vance scrutava per ore e ore sulle riviste le foto di repertorio dei passeggeri dellaereo,
foto offerte con ampio e vivido dettaglio, istantanee nel prato di casa pieno di colori, foto in posa per il
ritratto ufficiale della scolaresca, ingrandimenti di majorette in naso finto e baffoni per la festa di fine
campionato; Vance guardava gli occhi delle persone nelle foto. Dopo qualche giorno sal sul tetto di
casa e si gett di sotto. Tutto senza una parola. La nostra era una casa a un solo piano, con scantinato.
Fu un volo di quattro metri, e gli provoc una brutta slogatura a una caviglia. Vance si scus.
Lindomani torn a buttarsi di sotto e si ruppe un piede. Venne portato allospedale, dove pass di
piano in piano per poi finire nelle mani di uno specialista con studio in Central Park, specialista che
praticamente in una sola visita lo cur da qualunque fosse la sua malattia. Vance smise per sempre di
fare incursioni o di buttarsi dai tetti o di fare facce strane. Veronica fu molto contenta. Io non avevo
mai pensato che Vance avesse qualcosa di veramente grave, anche se ovviamente buttarsi dai tetti non
era roba da ridere. Ero triste.
Entrammo in una fase triste, molto triste. Vance si faceva pi grande e io mi facevo pi piccolo
e triste. Veronica si rintan ancor pi profondamente nella sua educata indifferenza. Spinto da lei, e
svogliatamente, Vance cominci a uscire con le ragazze, e non mi risulta che sia mai uscito due volte
con la stessa. Vance attese silenziosamente la pubert, e la pubert attese che Vance compisse quindici
anni; da allora, perduta Vance ogni supremazia di forza e di taglia, non ci furono mai pi pomeriggi
ventosi ai bordi del campo di football. Soltanto scorci di musica trapelati dalla porta della stanza di
Vance, e gesso colorato sui suoi polpastrelli, e cerchi neri intorno ai suoi occhi neri, e i suoi bei,
proprio bei disegni  piatti e neutri e tristi come lasfalto del nostro vialetto, morbidi e tersi e privi di
interstizi proprio come sua madre , il tutto accompagnato dal languido e persistente lezzo dolciastro
della marijuana asceso dalla stanza di mio figlio nel seminterrato. Adesso Vance  alla Fordham, dove
studia arte. Non parlo con Vance da quasi un anno. Non capisco perch.
Vance mi manca con unintensit simile a quella che dedichiamo agli assenti destinati a mai pi
tornare. Vance non esiste pi.  stato demidollato nel 1983, in uno studio medico di Park Avenue, da
un uomo che per limpresa ha preteso cento dollari. Vance , lo so per certo, un omosessuale, e
probabilmente un tossicodipendente, lambito dalle e mollemente crogiolantesi nelle brezze inodori del
gelido alito scarsdaliano della madre, dedito a realizzare sempre pi puntigliosamente i suoi perfetti ed
esanimi e piatti disegni a gessetto. Tempo fa ne ho ricevuto uno: uno sgomento me stesso immobile nel
prato, con il rastrello in mano e Veronica che mi compare incongruamente sopra una spalla recando su
un vassoio nero qualcosa da bere. La busta marrone con dentro il disegno mi era stata spedita anonima
allindirizzo della Frequent Review, e quindi aveva atteso per settimane di essere aperta.
Mi manca Lenore, qualche volta. Mi manca chiunque. Ricordo quando ero giovane e avvertivo
una sensazione e la identificavo come nostalgia di casa, e poi pensavo che era proprio strano, visto che
a casa ci vivevo. Che diavolo di conclusione trarre da tutto questo?
Mi manca e amo con tutto il mio pulsante bolo purpureo una strana ragazza nata in una famiglia
rutilante e terribile, una ragazza per molti versi rutilante e terribile, appollaiata sulla scoffa del veliero
Frequent & Vigorous a scrutare le vacue distese elettriche in cerca dellesile pennacchio duna
telefonata pertinente. In questi giorni vengo informato da Ms Peahen di come la possibilit di siffatta
telefonata sia diventata, grazie a un guasto nella rete telefonica di cui siamo parte, ancor pi remota di
quanto fosse finora.  luna in punto. Sono seduto alla scrivania, osservo il blocco dellombra
dellErieview inzuppare lentamente il mio ufficio in una liquida oscurit. Fino a met, per ora. Luna e
qualcosa. Le mie luci trasformano in liquirizia la met in ombra dellufficio, e gettano sulla met
ancora influenzata dal sole lorrore di un giallo barbagliante che preferisco non vedere. Lenore, prover
ancora una volta, e se non ti trover penser al peggio, e soccomber finalmente alle lusinghe di Moses
Cleaveland, che anche in questo preciso momento ghigna e ammicca biancastramente attirandomi sul
marciapiedi a sei piani da qui. Questa  la nostra ultima occasione.
/d/
Mentre Lenore si barcamenava nellalta marea di telefonate tralignate e si accingeva a chiamare
Karl Rummage presso lo studio Rummage & Naw, Walinda Peahen comparve nella cabina e torreggi
sul bancone del centralino.
 Ciao, Walinda,  disse Lenore. Walinda la ignor e pass a esaminare il Registro Telefonate
Pertinenti, un disperatamente gracile quaderno delle cui gi poche pagine solo due non erano intonse.
Judith Prietht aveva schiacciato il pulsante Occupato e chiacchierava sulla linea privata con unamica
sua.
 Cosa sarebbero questi messaggi per te scritti da Candy nel registro?  Walinda si volt e
abbass su Lenore uno sguardo ombrettato di verde.
 Se sono nel registro Telefonate Pertinenti si tratter di messaggi di mia pertinenza,  disse
Lenore.
 Bambola, guarda che non sto scherzando, sicch vedi di non scherzare con me. Tu dovevi
essere qui alle dieci. Qui ci sono due messaggi per te, uno alle undici e uno alle undici e mezzo.
 Ero impossibilitata a venire. Candy mi aveva garantito di coprire il mio turno.
 Quella gattamorta della Frequent & Vigorous si sta beccando una strapazzata dalla sua
capoturno,  stava dicendo Judith Prietht allamica sua allaltro capo del filo, e guardava.
 Eri dove, impossibilitata a venire? Che figura ci faccio se non so dove siete quando per me
siete qui a lavorare?
 Mi avevano chiamato urgentemente dalla Casa di Riposo dove vive mia nonna.
 A che ora  arrivata qui?  chiese Walinda a Judith Prietht.
 Figurati se te lo dico, io mica voglio mettere nei pasticci la gente,  disse Judith a Walinda.
Allamica sua allaltro capo del filo disse:  La capoturno voleva che le dicessi a che ora  arrivata la
gattamorta, ma io le ho risposto che non glielo dicevo, mica voglio mettere nei pasticci la gente.
 Sono arrivata poco dopo le dodici.
 Poco dopo le dodici. Bambola, guarda che significa pi di due ore di ritardo.
 Era unemergenza.
 Che razza di emergenza era?
Judith Prietht aveva smesso di parlare al telefono e seguiva con grande attenzione.
 Al momento non posso dirtelo, Walinda,  disse Lenore.
 Bambola, per me sei belle andata, non me ne frega niente di chi ti fai, per me sei andata.
Stavolta sei proprio andata.
Il centralino trill, lucina lampeggiante a frequenza da chiamata interna.
 Non toccare quellaffare, tu non esisti pi,  disse Walinda a Lenore. Alz la cornetta e
rispose.  Centralino...  Le sue sopracciglia si inabissarono.  Certo che c, Mr Vigorous. Resti un
attimo in linea, prego.  Pass la cornetta a Lenore, coprendola con il palmo della mano.  Non me ne
frega niente se riesci a convincere il pisellotto lass. Per me sei belle andata,  sibil.
  proprio nei casini, si direbbe, tanto per cambiare,  disse Judith allamica sua allaltro capo
del filo.
Capitolo sesto
1990
/a/
 Stasera come state a bistecche?
 Bistecche, signore? Stasera le nostre bistecche sono semplicemente superbe, se mi 
consentito dirlo. Esclusivamente eccellenti tagli di manzo, accuratamente selezionati e ancor pi
accuratamente frollati, cotti alla perfezione in base al livello di cottura da lei indicato, signore, e serviti
con la sua scelta di patate e verdure.
 Da come le descrivi si direbbero succulente.
 Lo sono, signore.
 Portamene nove.
 Mi scusi?
 Portami nove bistecche,
per favore.
 Vuole nove bistecche tutte in una volta?
 Per favore.
 E chi, se posso permettermi, si occuper di consumarle, signore?
 Vedi qualcun altro seduto qui al mio tavolo? Sar io a occuparmi di consumarle.
 E come potr mai riuscirci, signore?
 Be, vediamo un po. Per prima cosa dilaniandole con coltello e mano destra. Poi
mettendomele in bocca pezzo dopo pezzo e masticandole. Una volta che le sostanze acide presenti nella
mia saliva avranno aggredito e decomposto la sostanza fibrosa rimasta indenne allazione dei miei
denti, inghiottir. E via di seguito. Su, portami le mie bistecche!
 Signore, ma nessuno riuscirebbe a digerire nove bistecche tutte in una volta!
 Guardami. Guarda qui la mia pancia. Credi che per questa pancia esista qualcosa di
indigeribile? Macch. Vieni qua no, vieni qua sul serio, gira intorno al tavolo e guarda bene la mia
pancia. Aspetta che mi alzo la camicia... ecco. Vedi quanta pancia riesco a prendere con una mano? Mi
 perfino impossibile star seduto vicino al tavolo. In vita tua hai mai visto niente di cos assolutamente
rivoltante?
 Ho visto pance ben pi grosse di questa, signore.
 Lo dici per cortesia, dici cos perch vuoi guadagnarti la mancia. Lavrai, la tua mancia, ma
prima dovrai portarmi nove bistecche, il cui livello di perfezione di cottura sia quello cosiddetto
medio/alsangue, cio fibra rosa ma soda. E non scordarti i panini al burro.
 Mi scusi, signore, ma questordinazione va al di l del mio campo di esperienze professionali.
Non ho mai servito simultaneamente nove porzioni a un singolo avventore.  una responsabilit che
non mi sento di assumere. Dico, e se le venisse unernia? Se, Dio ce ne scansi, le venisse un embolo?
 Ma allora non mi hai guardato bene! Non lo vedi coshai davanti? Stammi bene a sentire,
giovanotto. Io sono un grottesco, famelico, obeso, ingordo, golosissimo maiale.  chiaro? La mia
natura  pi suina che umana. Nel mio stomaco c spazio, spazio fisico, per te tuttintero quanto sei.
Mi senti? Davanti a te tu vedi un verro. Un cibomane dalla capienza illimitata. Io bramo e anelo e
pretendo carne.
 Forse non mangia da molto tempo?  per questo?
 Ascolta, stai cominciando a seccarmi. E se mi secco guarda che sono capacissimo di
rintontirti a colpi di pancia. Tieni presente, tra laltro, che sono decisamente facoltoso. Vedi quel
palazzo l di fronte, quello con le finestre illuminate, l nellombra? Ecco, quel palazzo  mio. Perci
sappi che potrei comprarmi questo ristorante e gettarti sul lastrico. Potrei altres, e forse lo far,
comprarmi questisolato tutto intero, inclusa lallusivamente snella succursale della Weight Watchers
qui accanto, hai presente? Esatto, proprio quella, con il portone e le finestre deliberatamente disposte a
formare una ridente e smunta faccina ammiccante. Bene, il mio potere finanziario  tale da consentirmi
di acquistare quel posto e riempirlo di bistecche, di belle bistecche di carne rossa, che mangerei tutte in
una volta dalla prima allultima. Se cos decidessi di fare, una volta entrato l dentro con tutte le mie
bistecche sbarrerei il portone con un osso spolpato, e cos impedirei di entrare a quei rachitici e
macilenti salmodianti apostati della causa delladipe. E avrebbero un bel bussare e spingere, ch losso
terrebbe duro. N, magrolini come sono, riuscirebbero a buttar gi la porta. Allora si accalcherebbero
davanti alla finestra, con tanto docchi sgranati e bocca spalancata, mentre io mi sollazzerei
schiantando col mio rinnovato peso la bilancia situata nel sacrario illuminato in fondo al corridoio
principale. Le molle schizzerebbero via sotto il mio fardello. Che delizia di pensieri. Potrei avere la
lista dei vini?
 Quelli consigliati dalla Weight Watchers?
 Sta in guardia, garon, perch hai davanti a te qualcosa di estremamente pericoloso. Gli
esseri umani agiscono nel proprio interesse. Non cos i suini enormi e fuori di senno. Vedi, mesi fa mia
moglie mi giur che se in un determinato lasso di tempo io non avessi perso peso lei mi avrebbe
piantato. Io di peso non ne ho perso affatto, anzi, ne ho trovato dellaltro, e lei mi ha piantato. Quod
demonstrandum erat. E la Worcester, mi raccomando la Worcester.
 Forse, signore, con un po pi di tempo...
 Di tempo non ce n pi. Il tempo non esiste. Lho mangiato.  qui dentro, vedi? Senti questo
sciabordio?  il tempo, che sciaborda. Corri, corri a prendere il mio vassoio di grassi, la mia mandria di
nove capi, ch altrimenti ti avviluppo in un mento e ti scaglio contro il muro!
 Le chiamo il matre, signore? Giusto per un rapido consulto?
 Chiamalo, se proprio ci tieni. Ma avvertilo di non avvicinarsi troppo al tavolo. Finirebbe
ingurgitato prima davere il tempo anche solo di guaire. Stasera manger. Manger spropositatamente,
e in solitudine. Giacch ormai la mia solitudine  spropositata. Manger, e da ogni mio poro
zampilleranno succhi , e se qualcuno mi si far troppo vicino, ringhier e gli pianter una forchetta
nella pancia  cos, vedi?
 Signore, la prego!
 Corri e salvati la vita. Portami qualcosa che mi plachi. Stasera crescer e crescer, e con
lorrore della mia gelatinosa presenza colmer lassenza che mi circonda. Yin e Yang. In crescita
costante. Corri!
 Vado subito, signore!
 E almeno un paio di filoncini, nellattesa, ehi, dico a te! Ma che razza di locale  questo?
/b/
 Insisto, voglio che tu me lo dica.
 Non potresti aspettare nove decimi di secondo, giusto il tempo per farmi decidere come
dirtelo?
 Che centra adesso il decidere? Tu hai una cosa da dirmi, io sono qui, dimmi la cosa, voil. 
chiaro che si tratta di qualcosa che ti preoccupa.
 Ascolta, ti ho detto che te la dico, Ok? Non star l a tormentarti. Il problema  che la cosa che
devo dirti , a, incredibilmente pazzesca, e io stessa non  che ce labbia proprio...
Perfetto, e allora concentriamo i nostri rispettivi poteri di comprensione sulla suddetta cosa. In
fondo di chi  il potere di comprensione e persuasione che per amor tuo  riuscito a placare una
potenzialmente disastrosamente incazzata Walinda?
 ...e, b, qualcosa che mi  stato detto di non dire a nessuno, sicch devo cercare di dirtela in un
modo che comprometta il meno possibile la mia promessa di non dirla a nessuno, e che rischi il meno
possibile di nuocere alla persona cui tale cosa si riferisce.
 Chiaro come il sole. Chiaro come questo bicchiere dacqua, Lenore.
 Lascia stare il bicchiere dacqua. Senti, mi hai portata qui perch hai detto che fanno delle
bistecche straordinarie e che stavi morendo di fame, no? E allora perch non proviamo a concentrarci
un attimo sullargomento cena, visto che quella che il cameriere ti sta servendo ha tutta laria di essere
la tua agognata bistecca?
 ...
 Ha un ottimo aspetto, grazie. Rick, ti va di scegliere il vino?
 S.
 Bianco o rosso?
 ...
 Bianco o rosso?
 ...
 Ok, allora ci penso io, ci porti del rosso della casa, grazie... Lo sai che certe volte ti comporti
proprio come un bambino viziato?
 Lenore, il fatto  che io ti amo. Lo sai. Ogni fibra del mio essere ama ogni fibra del tuo essere.
Il pensiero di ignorare cose che ti riguardano e che ti angustiano mi fa lacrimar sangue col dorso degli
occhi.
 Gran bella immagine. Ecco, bravo, assaggia la tua bistecca. Dicevi di avere una fame che ti
saresti mangiato un cavallo.  ...
 Colpisce nel segno?
 Il mio segno vacilla sotto limpeto del colpo. E adesso consentimi di insistere affinch tu me
lo dica.
 ...
 Ha forse a che fare con il tuo tentativo di chiamare quel Rummage mentre io cercavo di
dissuadere Walinda dallimpormi di scegliere tra te e lei, tra laltro lei essendo stata assunta da
Frequent in persona? Se vuoi posso provare a chiamare Rummage da qui.
 Non c. Rummage non c.
 ...
 A quanto pare  allestero, con mio padre.
 A fare cosa?
 Non posso dirtelo.
  lo stesso non posso dirtelo di prima o un altro?
 Un altro.
 Allora sono profondamente umiliato e offeso.
 Ascolta, non potremmo fare che ti prometto di dirtelo pi tardi, che non te lo dico adesso, che
ci rifletto un po, e che mi mangio in santa pace la mia insalata? Eh? Possiamo fare cos? Stasera vengo
a dormire da te, cosa che mi far un immenso piacere anche se ho promesso a Candy che sarei tornata a
casa, e cos parliamo. Ho un gran bisogno dei tuoi consigli. Davvero, Rick. Solo che prima mi serve un
attimo di tempo per cercare di capire cosa mi sta succedendo, Ok?
 Devessere una cosa assai grave, e deve avere a che fare con la Casa di Riposo, e comunque
non ci sono morti di mezzo.
 Finisci la bistecca.
 Vorrei soltanto
 Rick, chi  quello l?
 L dove?
 L in fondo, quello a quel tavolo l, seduto da solo.  Non sai chi  quello?
 No.
 Quello  Norman Bombardini. Il nostro padrone di casa nonch coinquilino al Bombardini
Building, famoso e famigerato padrone della Bombardini Company.
  proprio grosso.
 In effetti s,  proprio grosso.
 Forse  pi appropriato dire gigantesco. Perch ringhia e digrigna i denti a quel modo?
 Dio santo. Per quanto ne so, e il poco che so  interamente frutto delle confidenze di
Warshaver al circolo, Norman sta passando un brutto momento. Ha problemi di salute. Ha problemi di
moglie.
 Mi sembra decisamente sovrappeso.
 Eppure  da anni che cerca di dimagrire, pi o meno.  un tipo interessante. Warshaver
sospetta che la sua azienda sia sullorlo di un vero e proprio
 Oddio.
 Che c?
 Guarda cosa gli sta portando il cameriere.
 Buon Dio.
  impossibile che una sola persona riesca a mangiare tutta quella roba.
Povero Norman.
  veramente disgustoso. Poteva almeno aspettare che il cameriere le appoggiasse sul tavolo.
 Devessere proprio affamato.
 Nessuno pu essere cos affamato. Ehi, ha cercato di mordere il cameriere! Sbaglio o quello
era un tentato morso?
 Devessere uno scherzo della luce.
 Sta combinando un vero macello.
 Non lavevo mai visto in questo stato.
 Sta schizzando sugo su tutti i vicini di tavolo. Guarda, quella signora s dovuta riparare la
testa col tovagliolo!
 Sei sicura che sia un tovagliolo? Le dona parecchio.
 Rick, ti pare il momento di scherzare? Guarda, stanno andando via.
 Be, tanto erano gi arrivati al dolce.
 Adesso basta,  uno spettacolo rivoltante, non voglio pi guardare.
 Saggia decisione.
 ...
 Per non posso fare a meno di ascoltare, no?
 Sfortunatamente no.
 Dio santo, guarda l, ha gi fatto fuori quasi tutte le bistecche. Nel giro di due minuti ha
spazzato via una montagna di bistecche.
 Be, qualcuna  finita sul pavimento.
 Sento che mi verr da vomitare.
 Che strano, questa faccenda mi ha quasi fatto dimenticare la tua attuale mancanza di fiducia
nei miei confronti. Povero Norman,  proprio combinato male.
 Scusa, com possibile che io non labbia mai visto? La sua macchina no, quella la vedo
sempre, nel parcheggio riservato.
 Credo che ci sia unincompatibilit di dimensioni tra lui e il portone principale. Si  fatto fare
un ingresso speciale sul lato est. E anche un ascensore speciale. Cavi rinforzati.
 Uau.
 ...
 Ha gi finito tutta quella roba? Eh?
 Finito non so, sicuramente ha rallentato parecchio. Per credo che gli manchi qualcosa. Vedi
come si guarda attorno?
 Dio santo, Rick, hai visto come ha ridotto il pavimento?
 Il dolce. Ecco cosa gli manca. Guarda, sta arrivando il cameriere.
 Be, che quelluomo riesca a sopravvivere a un pasto simile  contrario a ogni legge fisica.
 Ascolta, Lenore. Credo che dovremmo andare al suo tavolo e vedere se possiamo fare
qualcosa.
 Stai scherzando? Quellindividuo devessere fuori di s. Secondo me non era affatto uno
scherzo della luce, secondo me ha davvero tentato di mordere il cameriere. Infatti, vedi che adesso il
cameriere gli lancia i piatti sul tavolo e si tiene a distanza di sicurezza?
 Gi, comunque devessere quasi sazio. I dolci se li sta pappando a un ritmo semiumano.
 Tu invece hai ancora mezza bistecca nel piatto.
 Per me pu restarci. Mi sento sazio per procura.
 E ora cosa vorresti fare? Sei ammattito? Dimmi che stai scherzando.
 Di, vieni.
 Rick, credimi, stiamo facendo uno sbaglio enorme.
 Macch, rilassati.
 E secondo te come facciamo ad arrivare al suo tavolo?
 Procedendo a zigzag. Seguimi. Attenta al
 Lho visto.
 Norman?
 Chi  l?
 Sono Rick Vigorous, Norman.
 Hai scelto il momento sbagliato, Vigorous. La bestia  al truogolo, come puoi ben vedere.
 Certo, solo che, trovandoci casualmente seduti a quel tavolo, l in fondo, superati i contorni,
vedi?
 ...
 ... Abbiamo pensato che forse era il caso di fare un salto qui al tuo tavolo per vedere se magari
ci fosse qualche problemuccio, e comunque volevo presentarti la mia gentile accompagnatrice, lavora
anche lei al Building, non so se la conosci.
 No, non credo di conoscerla.
 Norman Bombardini, ti presento Ms Lenore Beadsman, Lenore, ti presento Mr Bombardini.
 Piacere di conoscerla.
 Beadsman. Per caso parente di Stonecipher Beadsman?
 Lenore  la figlia di Mr Beadsman.
 Figlia, eh? Interessante. Stonecipheco Alimenti per lInfanzia. Una buona linea di prodotti,
bench un po leggerini per i miei gusti...
 Be, Norman, sono appunto alimenti per bambini, come dice il nome stesso.
 ... ma ogni acqua leva la proverbiale sete. Prego, accomodatevi pure.
 Possiamo?
 Ummm...
 Possiamo.
 Per i piatti non preoccupatevi, potete metterli dove vi pare. Ms Beadsman, qualcosa mi dice
che non le conviene sedersi su quella sedia.
 Infatti, credo anchio.
 Eccone una sgombra.
 ...
 Allora, Norman.
 Volete assaggiare uno di questi deliziosi clair?
 No grazie, Norman.
 Be, fa lo stesso, visto che comunque non ve li avrei fatti assaggiare. Sono miei. Li ho pagati e
sono miei.
 Nessuno intendeva metterlo in dubbio.
 Rivendicazione espressa con notevole chiarezza, Mr Bombardini.
 Ms Beadsman, spero che lei non sia sardonica. Lei non  una di quelle ragazze sardoniche,
vero? Mia moglie  sardonica. O meglio era sardonica. O piuttosto era mia moglie. La gente sardonica
mi rende incontrollabilmente famelico, il che costituisce una non trascurabile minaccia per il sardonico
di turno.
 Lenore  relativamente non-sardonica, puoi star tranquillo.
 Grazie, Rick.
 Allora, Norman. Come vanno le cose?
 Le cose sono enormi e grottesche e rivoltanti, Vigorous; credo che lo si veda abbastanza
chiaramente.
 Analisi molto perspicace.
 Attenta, Ms Beadsman. Questa era unuscita sardonica.
 Norman, non ho potuto fare a meno di notare che stai mangiando molto pi di quanto sia
naturale. O sano.
 Sopravviver, Vigorous.
 Sicch debbo presumere che ci sia qualcosa che non va.
 Sagace come al solito.
 ...
 Vuoi sapere la storia? Sar ben felice di raccontartela. Credo di avere immagazzinato energia
sufficiente per resistere sino alla fine del racconto. Non dura molto. Sono mostruosamente grasso. Sono
un ingordo. Mia moglie non ne poteva pi, era disgustata. Mi ha dato sei mesi per perdere cinquanta
chili. Mi sono iscritto alla Weight Watchers... vedi laggi, in fondo alla strada, quellinsegna cos gaia?
Bene, oggi pomeriggio cera il rito solenne della pesata del sesto mese. Sei mesi durante i quali sapevo
di aver messo su almeno altri trentacinque chili. Pensa, quando sono salito sulla bilancia mi  caduto
dal risvolto dei pantaloni uno Snicker sfuso, che ovviamente ha ritenuto opportuno ruzzolarsene fin sui
piedi di mia moglie. Quella bilancia l in fondo alla strada  un arnese davvero ingegnoso. Allinizio
del ciclo ci registrano il peso che devi raggiungere, poi alla fine ti pesi e, se lhai raggiunto o se
addirittura sei andato sotto, la bilancia ti festeggia con una specie di marcia trionfale con fischietti e
trombe eccetera. Addirittura pare che dalla parte superiore sbuchino delle bandierine meccaniche che si
mettono a sventolare avanti e indietro. Se invece, come nel mio caso, lobbiettivo non  stato raggiunto,
allora il malcapitato viene investito da una strombazzata di scherno a base di tuba e pernacchie
elettroniche. Al suono dileggiante delle quali mia moglie ha sdegnosamente abbandonato sia i locali sia
il sottoscritto filandosela sottobraccio a uno snello grossista di yogurt, al cui annientamento,
ovviamente solo finanziario, ho test deciso di dedicarmi anima e corpo domattina appena avr messo
piede in ufficio. Ms Beadsman, accanto alla sua sedia, l per terra, c un clair superstite. Posso
chiederle di raccoglierlo con questo piatto e passarmelo, possibilmente senza eccessivi spargimenti di
cioccolata?
 ...
 Perfetto.
 Norman, io ti so persona di grande intelligenza. Sono convinto che questo momentaneo
screzio con tua moglie non costituisca una valida ragione per avventarti in maniera cos autodistruttiva
sul cibo. E per cosa, poi? Per esser stato battuto dalla bilancia della Weight Watchers? Ma al diavolo la
Weight Watchers!
 No, Vigorous; ti sbagli, come di consueto. Oggi pomeriggio ho capito che la Weight Watchers
 e con essa tutte le aziende dietetiche, i libri dietetici, i guru dietetici, e tutti i culti dietetici in generale
 sono cose quasi inconcepibilmente profonde e serie, che si ispirano a una visione universale con la
quale mi trovo in assoluta sintonia.
 Visione universale? Norman, io vorrei farti
 La vedo interessata, Ms Beadsman. Sono riuscito a interessarla?
 In un certo senso.
 Non  mica un gioco da ragazzi riuscire a interessare una ragazza sardonica e coi capelli lisci.
 ...
 Yin e Yang, Vigorous. Yin e Yang. LIo e lAltro.
 ...
 La Weight Watchers adotta come assioma descrittivo linoppugnabile fatto che luniverso di
ciascuno di noi sia profondamente e nettamente e compiutamente diviso in, per esempio nel mio caso,
me da un lato e tutto il resto dallaltro. LIo e lAltro, Vigorous. Ecco cosa caratterizza esaustivamente
lintero universo per ciascuno di noi.
 Mi sembra pacifico, Norman.
 Bene, ma dobbiamo aggiungere che non solo ciascuno dei nostri universi ha questa
caratteristica, ma che noi tutti, per natura e senza eccezione, siamo consapevoli del fatto che esso
universo sia cos diviso, in Io da un lato e Altro dallaltro. Esaustivamente diviso.  parte della nostra
consapevolezza.
 Non ci piove.
 Come assioma prescrittivo, poi, c laltrettanto indubbiamente vero e inoppugnabile fatto che
ciascuno di noi dovrebbe desiderare che il proprio universo fosse il pi pieno possibile, e che la base
della Grande Paura sia la paura di un universo personale vuoto e rimbombante, dove uno rischi di
ritrovarsi con da un lato lIo e dallaltro vasti spazi deserti dove gli Altri non abbiano avuto accesso. Un
universo non-pieno. Solitudine, Vigorous. La Weight Watchers vede se stessa come condottiero nella
grande guerra contro la solitudine. Non vi sembra una cosa nobile? Scusate un attimo. Ehi, cameriere!
Guardi che se mi porta un paio di cioccolatini non mi offendo. Faccia pure, giusto una manciata.
Dicevamo. Solitudine. Equilibrio. Pi i nostri personali universi sono vuoti e peggio stiamo. Su questo
dovremmo essere tutti daccordo, no? Qualcuno di voi non  daccordo?
 ...
 Bene, adesso la questione  che la Weight Watchers percepisce il problema come necessit
per ciascuno di noi di circondarsi di quanto pi Altro possibile, in maniera che il rapporto tra Io e Altro
sia di minimo Io e massimo Altro. Si tratta di un valido  bench non esclusivo, come ho avuto modo
di scoprire oggi pomeriggio  modo di affrontare il problema. Capisci dove voglio arrivare, Rick?
 Be, non proprio esattamente dove tu voglia
 Mi accorgo improvvisamente che non potrebbe fregarmene di meno. Un universo pieno, Ms
Beadsman e amico Vigorous. Ciascuno di noi ha bisogno di un universo pieno. La Weight Watchers e i
suoi accoliti ci spingono a sistematicamente ridurre la componente Io delluniverso in maniera che il
grande Altro venga fisicamente attratto dallormai pi fisicamente attraente Io e si precipiti a colmare il
vuoto prodotto dallintervenuta diminuzione di Io. Idea sicuramente non peregrina, ma che altrettanto
sicuramente costituisce solo met dello spettro di valide soluzioni al problema delluniverso pieno.
Comincia finalmente a delinearsi la meta del mio andare?  esattamente come nellingegneria genetica,
Vigorous. La soluzione non  mai una sola.
 Temo di
 Un universo autonomamente pieno, Vigorous. Un universo autonomamente pieno, Ms
Beadsman.
 Che ci faccio con questi cioccolatini?
 Lasci stare, mi passi direttamente il vassoio, grazie. Anzich diminuire lIo per allettare
lAltro a riempire il nostro universo,  evidente che possiamo optare per riempire di Io luniverso.
 Vorresti dire...
 Esatto. Intendo svilupparmi allinfinito e raggiungere dimensioni incommensurabili.
 Non avevo forse parlato di grosso sbaglio? Avrei forse dovuto alludere a rotelle non tutte in
perfetto ordine?
 Lenore, ti prego. Norman, amico mio, stammi a sentire. Daccordo per quanto riguarda la
visione delluniverso, ma svilupparsi allinfinito  unaltra cosa. Svilupparsi allinfinito  impossibile.
 Ti risulta che qualcuno ci abbia mai provato?
 Non che io sappia, ma...
 E allora fammi il santo piacere di non parlare di impossibile fino a quando non ci avr provato
io. Daltronde non c neppure stato qualcuno che sia ancora riuscito a imburrarsi la vita...
 Cosa?
 Niente. Da non verbalizzare. Un lapsus.
 ...
 Sicch stasera inizia il Progetto Yang Totale. Comincer a crescere e crescere e crescere. Il
che ovviamente significa che alla fine nelluniverso non ci sar pi spazio per nessun altro, cio temo
neanche per voi, cosa per la quale vi anticipo le mie scuse ma anche il mio pi spassionato cazzacci
vostri.
 Mi creda,  stato un vero piacere, spero che presto avremo modo di bissarlo. Ora per sar
meglio andare, anche perch mi sembra di vedere laggi una mosca che attenta alla mia insalata.
 Quellinsalata ha un aspetto proprio appetitoso.
 Gi, peccato che sfortunatamente sia mia e non faccia parte del suo universo, almeno per ora.
Allora, Rick, vogliamo deciderci a guadare questo schifo fino al nostro...
 Credimi, Norman, sarei ingiusto se non ti dicessi chiaro e tondo che sono in ansia per te in
generale e per le tue estremizzazioni emotive in particolare, soprattutto alla luce di ci che mi hai
raccontato della tua giornata odierna.
 Non preoccuparti per le mie estremizzazioni, da adesso in poi ci saranno esclusivamente
intremizzazioni. Spero solo di riuscire ad annientare finanziariamente quel grossista di yogurt prima
che tra lui e me si esaurisca ogni differenza significativa. Penso che i cioccolatini col ripieno di menta
siano particolarmente buoni. Se volete posso concedervene uno a testa.
 ...
 Sono proprio buoni. Ovviamente il mio approccio al problema Yin/Yang ha altres il
vantaggio di rendere non solo superfluo ma addirittura dannoso il ricorso alle diete. A me
personalmente le diete provocano una specie di incontrollabile furore nei confronti di tutto. Quando
sono a dieta mi viene voglia di uccidere chiunque mi capiti a tiro.
 Cos invece potr limitarsi ad annettersene lo spazio.
 Lei non  affatto scema, vero? Proprio come suo padre. Suo padre  un tipo sveglio.
Ovviamente potrei anche lasciar vuoti determinati angoli di universo, per eventuali ospiti che frattanto
dovessero destare in me sentimenti di affetto e benevolenza.
 Vorr dire che appena si comincer a star troppo stretti mi permetter di fare un salto a
trovarla.
 Norman, amico mio, sappi comunque che qualora ti venisse voglia non dico, per ovvie
ragioni, di levarti un peso dallo stomaco ma almeno di fare quattro chiacchiere, io sar sempre a tua
disposizione. Sappilo, per te Rick Vigorous ci sar sempre.
  la tua virt somma, Vigorous. Il tuo risultato migliore. Esserci.
 Quantomeno temporaneamente.
 Lenore, ti prego.
 Ms Beadsman, lei comincia a piacermi, ma forse  solo linevitabile impressione positiva che
si ricava quando il termine di paragone sia il nostro amico Vigorous. Ha mai fatto sesso con qualcuno
prossimo a raggiungere dimensioni incommensurabili?
 Bene, credo proprio che sia arrivato il momento di congedarci... Rick?
 Arrivo. Norman?
 Addio, Vigorous. Goditi lIo, finch puoi.
 Credo che per tornare ci converr seguire pi o meno lo stesso...
 Nessun problema.
 Allora, finiamo di mangiare?
 Scherzi? Andiamocene immediatamente. Per facciamo cos: tu mi accompagni a casa, io mi
faccio una doccia veloce, mi metto qualcosa di pulito e cerco di convincere Candy a portarmi a casa
tua, e poi domattina mi di un passaggio a casa. Stasera non ho proprio nessuna voglia di
raggomitolarmi nella mia automobilina.
 Daccordo. Ovviamente c ancora in sospeso la faccenda della cosa importante che non hai
voluto dirmi.
 Ci risiamo.
 Vorr dire che telefoner al centralino e vedr se Vern Raring ne sa qualcosa.
 Provaci, magari invece di Vern ti risponde quellEnrique dei formaggi.
 Gi. Me lero dimenticato. Problemi di linea. Walinda era fuori di s. Per te devessere stata
usna giornata atroce, data altres la preoccupazione per la faccenda che non mi vuoi dire.
 Latrocit di questa giornata  stata incommensurabile.
 Aggettivo particolarmente appropriato.
 Non fare lo spiritoso. Quelluomo  stato la ciliegina sulla torta.
 Guarda, sta cercando di alzarsi.
 Quel povero cameriere non lo invidio affatto.
 Chiss che conto!
 Di sicuro non metter mai la macchina nel suo parcheggio riservato.
 Ecco, aspetta un attimo che apro.
 ...
Capitolo settimo
1990
/a/
Lenore Beadsman disponeva delle seguenti cose. Una di due stanze quadrate ed entrambe con
pavimento in legno lucido e camino inattivo, al terzo piano di unenorme casa grigia appartenente a un
medico dentista di Cleveland, a East Corinth. Tre ampie finestre, due delle quali affacciate a ovest,
talmente pulite da sembrare perennemente aperte, ma in realt quasi perennemente chiuse tranne una,
in quanto unica munita di schermo antizanzare, e attraverso le quali sul finire del giorno penetravano
ostinate folate di tipico tramonto clevelandino, cio color zucca. Un panorama sullestremo versante
destro del quale la fitta trama di geometrico paesaggio suburbano e cielo indistinto era crivellata dalle
distanti e slanciate guglie di Cleveland. Tre davanzali, che in effetti erano veri e propri aggetti, tanto
generosamente sporgenti dal basso parapetto delle finestre da poter tranquillamente essere usati come
sedili, uso che in effetti ne veniva fatto nonostante qua e l sbucassero teste di chiodo e schegge
verticali di vernice, insidie neutralizzate coprendo il davanzale in uso con un cuscino di velluto nero,
anchesso di propriet di Lenore.
Una cassettiera di Mooradian, contenente indumenti e con su, sorretta da un supporto
triangolare di cartone incollato al retro, una foto che ritraeva Lenore e sua sorella e i suoi due fratelli e
sua bisnonna Lenore Beadsman e suo bisnonno Stonecipher Beadsman in gruppo intorno al grosso
mappamondo in legno di un finto studio domestico ricreato allinterno di un vero studio fotografico,
scattata nel 1977, con Lenore undicenne e temporaneamente priva di incisivi. Appoggiata alla suddetta
fotografia, una fotografia della madre di Lenore in abito da sposa di puro lino pieno di trine, in piedi
accanto a unampia finestra satura di velata luce primaverile, con lo sguardo abbassato sulle mani
occupate a sistemare oggetti di natura nuziale. Ai piedi delle due foto, un fazzoletto di cotone sistemato
a mo di centrino, con ricamata in un angolo la scritta Campionati di Bridge Contratto, Des Moines,
Iowa, 1971.
Quattro cassetti, di cui tre contenenti mutandine e calze e via di seguito, e il quarto contenente
saponi. Un letto, attualmente disfatto, con una vecchia spalliera in lustro legno dacero e un cuscino
infilato in una federa con su ricamato un leone, cuscino che Lenore possedeva da molto tempo. Luso
di una scansia nel frigo della cucina al piano di sotto, doverano ammassate bottiglie di acqua tonica e
ginger ale, un paio di carote annerite e mosce, qualche limone. Luso di uno scomparto di freezer,
contenente sacchetti di plastica pieni di verdure singole surgelate e verdure miste surgelate, cibi su cui
insisteva gran parte dellalimentazione di Lenore.
Una chaise longue foderata di finto velluto nero, reclinabile talmente tanto che si poteva quasi
toccare il pavimento con la testa. Un poggiapiedi con ripiano in paglia intrecciata. Un piccolo tavolino
in legno nero, inadeguato alluso di scrivania cui veniva assoggettato, e comunque attualmente spoglio.
Una sedia in legno nero abbinata al tavolino, irritante in quanto azzoppata a una gamba. Un ancor pi
irritante lampadario monolampada che sprigionava unabbacinante luce bianca. Due lampade da tavolo
a basso wattaggio, con la base dipinta a scene floreali, lampade che dopo il tramonto proiettavano sulle
pareti bianco-crema della stanza un certo numero di ombre mantido-religiose di Lenore e Candy
Mandible.
Undici scatoloni, contenenti libri delluniversit, perlopi scatoloni della Stonecipheco, quindi
con stampati sui lati disegni a inchiostro rosso raffiguranti un bimbo giulivo, chiusi e sigillati mediante
garza adesiva da distorsioni estorta allallenatore del college col pretesto di una misteriosa algia alla
caviglia il giorno prima della laurea e ormai quasi completamente ingiallita, impilati ai lati delle
finestre occidentali e fungenti da base rispettivamente per un mangianastri, un contenitore di nastri, una
fucsia depressa e sterile causa carenza dacqua nellafa agostana. Un pompa-popcorn che pompava
popcorn tramite aria rovente. Una scatola di kleenex. Una spazzola in finta tartaruga. Un vecchio
deambulatore, appoggiato in un angolo, con due parabole dalluminio unite da doppia sbarra di
sostegno in mogano con manopole in stoffa morbida e il nome YINGST inciso sul legno proprio sopra
un pezzo di nastro adesivo da cui penzolava una foto di scena di Gary, lo specialmente giocondo
ballerino di Lawrence Welk. Mezzo uso del bagno in fondo al corridoio, ossia mezzo uso di: un
lavandino, unarmadietto, una vasca con doccia, una tenda da doccia stampata a profili di pappagallini
gialli e incrostata di sapone.
Una gabbia per volatili, su trespolo di ferro situato nellangolo nord della stanza. Sotto di essa
un tappeto di carta da giornale, cosparso di semi e becchime. Un sacco pieno di becchime, appoggiato
alla parete sulla destra del tappeto di carta da giornale. Luccellino nella gabbia, un maschio di corelia
color limone fluorescente chiaro, con una cresta mohicana di piume rosa digradanti e due enormi
zampe uncinate e squamose e occhi talmente neri da sembrare vuoti; uccellino chiamato Vlad
lImpalatore, che trascorreva la maggior parte della propria esistenza sibilando e rimirandosi nel
piccolo specchio appeso alla volta della gabbia di ferro tramite catenella formata da graffette della
Frequent & Vigorous e reso talmente sudicio e opaco dagli sputi di Vlad lImpalatore stesso che Vlad
lImpalatore stesso non poteva rimirarvi nullaltro che una vaga chiazza giallastra baluginante dietro
una cortina di nebbia, specchio che ormai Lenore aveva definitivamente rinunciato a pulire, visto che
comunque nel giro di mezzora era destinato a tornare come prima, cio ricoperto di scaracchi
disseccati; uccellino che molto di rado e in cambio di spropositate razioni di semi si riusciva a far
smettere di sibilare e piuttosto a emettere un suo caratteristico Che carino dalla sonorit straniata e
quasi ultraterrena; uccellino che spesso letteralmente mordeva la mano che lo nutriva, per poi rimettersi
a fare il cubista di fronte al proprio informe riflesso, sempre pi torcendosi e dimenandosi per riuscire a
ottenere un miglior punto di vista su se stesso. Un aspirapolvere portatile Black & Decker, per aspirare
dal pavimento semi e piume e caccole di guano cadute dalla gabbia.
Alcuni effetti personali, nel bagno. Un armadio, pieno di abiti bianchi. Un portascarpe,
rigurgitante Converse nere modello alto. Uno scaffale, sopra il tavolino/scrivania, con un certo numero
di libri in spagnolo. Sempre sullo scaffale, un odioso orologio-sveglia che a ogni scoccare di minuto
notificava tramite cicalino lo scoccare di un minuto, e un cavalluccio di terracotta con testa asportabile,
contenente la chiave di riserva di Lenore. Alle finestre occidentali, due tapparelle rotte che
precipitavano sulla testa di chiunque si provasse ad abbassarle. Una esile rete di crepe nella parte alta
dei vetri delle finestre, provocata dalle vibrazioni dei vetri a ogni passaggio di aeroplano in fase di
atterraggio.
Un manuale intitolato Il mio uccello esotico. Alle spalle della gabbia di Vlad lImpalatore, una
porzione di parete da cui Vlad lImpalatore si dilettava a raschiar via lintonaco ogni sera appena
terminato il numero allo specchio, porzione da cui ormai trapelavano i mattoni e riguardo alla quale
Mrs Tissaw aveva avuto da ridire e promesso di fare i conti.
Scesa dalla macchina di Rick, Lenore corse su per le scale e entr in camera e si tolse il vestito.
Dalla stanza di Candy provenivano musica e fumo di sigaretta al garofano. La stanza di Lenore era
satura di triste e rovente tramonto arancione. Artigliato alla sbarra superiore della gabbia, Vlad
lImpalatore dondolava a testa in gi, cercando di snidare un minimo di riflesso nellestrema fascia
bassa dello specchio lercio.
 Ciao, Vlad lImpalatore,  disse Lenore, in reggiseno e mutande e scarpe.
 Ciao,  disse Vlad lImpalatore.
Lenore guard luccello.  Coshai detto?
 Devo fare quello che  giusto per me come persona,  disse Vlad lImpalatore, rimettendosi
dritto e guardando Lenore.
 Porca vacca.
 Anche le donne hanno bisogno del loro spazio.
 Candy!  Lenore corse ad aprire la porta della stanza di Candy Mandible. Candy stava
producendosi in mezze spaccate, sul pavimento, con indosso un costumino argenteo e in bocca una
sigaretta al garofano.
 Cristo santo, tesoro,  da un pezzo che ti aspetto. Che ti  successo?  Candy si alz in piedi e
and a spegnere lo stereo.
 Vieni di l, presto, devi sentire cosa sta dicendo Vlad lImpalatore,  disse Lenore
afferrandola per una mano e trascinandola nellaltra stanza.
 Sai che stai proprio bene seminuda e con le scarpe?  disse Candy.  Com andata a finire
con quellemergenza misteriosa? Come stanno Lenore e Concarnadine?
 Sei proprio un tesoro, ma questo  il tipo di discussione che non ci porter da nessuna parte, 
disse Vlad lImpalatore, scrutando stolidamente quello che avrebbe potuto essere il suo riflesso.  I
miei sentimenti nei tuoi confronti sono profondi. Non ho mai detto il contrario.
 Che diavolo gli  preso?  Lenore domand a Candy.
 Ehi, ma sta dicendo esattamente quello che stavo dicendo io,  disse Candy, guardando Vlad
lImpalatore.
 Cosa?  disse Vlad lImpalatore.
 Prima ero venuta qui a provare il discorso che far stasera a Clint, perch ho deciso che
stasera lo pianto. Sicch ero venuta qui a fare le prove del discorso di piantamento.
 Ciao, Vlad lImpalatore,  disse Vlad lImpalatore.  Ecco qua il tuo mangiarino-specialino.
 Com possibile che di colpo si sia messo a parlare?  chiese Lenore.  Fino a stamattina
sapeva dire solo Che carino, e per farglielo dire bisognava dargli ogni volta tonnellate di semi.
 Clinty, il mondo  pieno di ragazze carine, solo che tu prendi tutto cos maledettamente sul
serio,  disse Vlad lImpalatore.
 Clinty?  disse Lenore.
 Clint Roxbee-Cox, il vicepresidente della Insaccati Associati. Hai presente quel tizio con la
Mercedes e gli occhiali, quello con la parlata finto-british?
 Clint, Clint, Clint,  cinguett Vlad lImpalatore.
 Sta zitto,  disse Candy Mandible.
 La rabbia  una cosa naturale,  disse Vlad lImpalatore.  La rabbia  una cosa naturale, non
devi trattenerla.
 Non aveva mai parlato cos,  disse Lenore.
Adesso la luce arancione sul pavimento lustro era solcata da lame nerastre. Il sole cominciava a
inabissarsi dietro Cleveland centro.
 Cose da pazzi. Sono rientrata a casa tipo alle sei e mezzo, e quellaffare l sibilava come al
solito. Poi sono andata a correre, sono tornata, mi sono messa a provare il discorsetto per Clint, sono
andata di l a fare stretching, e a quel punto sei arrivata tu,  disse Candy, scuotendo la cenere della
sigaretta nella gabbia di Vlad lImpalatore.
 Lo so che mi soddisfi, Clinty, chi ha mai detto il contrario?  disse Vlad lImpalatore.
 Gli hai dato da mangiare?  Lenore chiese a Candy.
 Figurati. Ho ancora il segno dellultima volta che mi ha morso il dito,  disse Candy.  Poi
non hai detto che era compito tuo?
 E allora come mai ha la ciotolina piena?
 Anche le donne hanno bisogno del loro spazio.
 Sar ancora il becchime di stamattina,  disse Candy.  Bello, questo reggiseno.  nuovo?
Vlad lImpalatore si mise a beccare i semi; la cresta mohicana si rizz, irsuta, e poi ricadde.
 Questa  proprio la giornata pi strampalata della mia vita,  disse Lenore mentre si slacciava
le scarpe.  Rick e io abbiamo cenato con Bombardini, hai presente? Quello della famosa e famigerata
Bombardini Company.
 Hai conosciuto Norman Bombardini?  disse Candy.
 Io non capisco cosa vuoi dire quando parli di amore. Dimmi cosa significa per te questa
parola,  disse Vlad lImpalatore.
 Mi sa tanto che dovrai comprargli un bavaglio da becco  disse Candy.
 Quel tizio ha deciso di mangiare fino a strozzarsi, perch la moglie lha piantato. E gi pesa
mezza tonnellata. A un certo punto ha raccolto da terra due clair che erano caduti dal vassoio e si 
mangiato anche quelli . Lenore prese dallattaccapanni laccappatoio e si slacci il reggiseno in pieno
sole e and in bagno. Candy la segu nel corridoio.
 Non puoi costringermi a mantenere promesse che non ho mai fatto!  grid alle loro schiene
Vlad lImpalatore.
/b/
Lenore apr la doccia mentre Candy Mandible si appoggiava al lavandino e si accendeva una
sigaretta al garofano.
 Non riesco a capire,  disse Candy.  Qualcuno deve averli visti per forza, venti pazienti che
se la svignavano dalla Casa. Perch non hanno cercato di fermarli? Cos, pensavano che andassero a
sgranchirsi le gambe?
 Casomai a sgranchirsi le ruote, dato il tipo di pazienti.
 Appunto.
 Voglio sperare che il fatto che mio padre fosse al corrente della cosa significhi che Lenore sta
bene. Voglio sperare che mio padre si sia portato Lenore a Corf per quel suo incontro con laltro
pezzo grosso degli omogeneizzati. Solo che a Nonna non glien mai fregato niente dellazienda. Solo
che Pap e Nonna si odiano, pi o meno. Solo che Nonna se non la tieni a una temperatura costante di
trentasette gradi diventa cianotica. Solo che insieme a lei se la sono squagliata altre venticinque
persone. Un po troppe per una gita a Corf. E allora spero proprio che Pap li abbia portati tutti quanti
in qualche altro posto. Solo che ero convinta che manco sapesse pi dov la Casa di Riposo. Anche se
 sua. Quella  roba di cui si occupa lo studio Rummage & Naw . Per un istante la doccia scrosci
sulla tendina a pappagalli.  Non so, forse conviene aspettare che torni Pap. Mica posso prendere il
primo aereo per Corf. Sono in bolletta. E poi, a Corf dove?
 I soldi puoi sempre farteli prestare da Rick. Con tutti i soldi che ha.
 A Rick non glielho ancora detto. E lui si  offeso . Lenore chiuse lacqua e sbuc dalla
tendina.
 Credo che stamattina Rick sia andato un po fuori di testa, col fatto che non ti trovava .
Candy gett la sigaretta nel water. La brace sfrigol per un secondo. Candy cominci a lavarsi i denti.
 A cena era normale. A parte il fatto che vuole sempre sapere dove sono. Invece quello che 
andato fuori di testa e non ha assolutamente laria di volerci rientrare  quel Norman Bombardini.
Parlava di svilupparsi allinfinito e di imburrarsi la vita.
 Di che?
 Questo accappatoio puzza come uno stuoino bagnato,  disse Lenore annusandosi
laccappatoio.  Sa di muffa.
 Forse Lenore  a casa di qualche tuo parente,  disse Candy.
 E poi che diavolo gli  preso a Vlad lImpalatore?  Forse Lenore  a casa di qualche tuo
parente.
 Cosa? S. Potrebbe anche essere. Per non certo da John, che in pratica  inaccessibile, e idem
LaVache, che stando a Pap non ha telefono. E poi perch mai Nonna andrebbe a sbattere fino ad
Amherst? No. Per potrebbe essere da Clarice. Ma se fosse da Clarice una delle due avrebbe telefonato
per non farmi stare in pensiero.
 Forse hanno telefonato ma gli ha risposto la Autofficine Cleveland.
 Gi, ci mancava anche questa. Oggi in ufficio  stata una giornata atroce. Quel Peter con la
faccia da negativo non  pi tornato, e non si  fatto vedere nemmeno il tizio dei tunnel . Lenore tent
di eliminare il vapore che appannava lo specchio. Candy asciug la schiena di Lenore con un
asciugamano e si sfil il costumino argentato e si piazz sotto la doccia. Lenore sporse un braccio oltre
la tendina di plastica e Candy le diede il sapone e Lenore insapon delicatamente la schiena di Candy,
come piaceva a Candy.  E al centralino continuavano ad arrivare chiamate per altri numeri, e la Prietht
si scompisciava.
 Io quella l finisce che la ammazzo. Davvero, prima o poi la ammazzo. Da negativo?
 E Walinda era fuori di s perch ero arrivata in ritardo. Voleva licenziarmi. Continuava a dire
Vedi di non scherzare con me.
 Quando dice Vedi di non scherzare con me significa che  incazzata sul serio,  disse
Candy, uscendo dalla doccia. Nel bagno il vapore era cos fitto che Lenore riusciva a malapena a
vedere la porta, per aprirla. Apr la porta. Una folata di aria fredda entr e svent il vapore. Lenore
cominci a lavarsi i denti.
 Dovrei radermi le gambe,  disse.  Quando ci passo su la mano raspano.
 E allora raditele.
 E poi, Candy, ma che diavolo gli  preso a Vlad lImpalatore? Secondo me  malato. Rick
dice che la tizia del negozio gli ha detto che in genere i maschi di corelia non parlano quasi per niente.
Forse sta per morire, e questa parlantina improvvisa  tipo lultima sventagliata di fuochi artificiali, alla
fine, quando i fuochi artificiali stanno per finire.
 Clinty, il sesso va alla grande, lo sai che va alla grande, te lho detto un sacco di volte che in
questo senso mi riempi in tutti i sensi, ma il sesso  solo una questione di un paio dore al giorno, non
puoi lasciargli le redini della tua vita,  grid una rasposa voce duccello in fondo al corridoio.
 A me quel piccolo figlio di puttana mi sembra in perfetta forma,  disse Candy Mandible
percorrendo nuda il corridoio, seguita da Lenore in accappatoio.  Se queste porcate le sente Mrs
Tissaw ci pianta un casino assurdo. Forse dovremmo insegnargli i salmi.
Candy entr in camera sua e Lenore nella propria. Nella stanza di Lenore adesso era bello. Il
pavimento e la fascia inferiore delle pareti erano dun nero liquido, e nellarancione del tramonto sul
soffitto e sulla fascia superiore delle pareti sguazzavano ombre dalbero.
 Il sesso  una questione di un paio dore al giorno?  grid Lenore a Candy.
 Clint, Clint, Clint, mangiarino-specialino,  cantilen Vlad lImpalatore rivolto al proprio
presunto riflesso.
 Il signore  il mio pastore. Nulla mi mancher,  gli disse Lenore avvicinandosi alla gabbia. 
E Ges pianse.
Vlad lImpalatore chin di lato il capino e la guard.
 Lenore, Clint  una roba speciale, devo proprio confessartelo.  super. Mi rivolta come un
calzino.  un cavallo, un cammello, un brontosauro,  disse Candy affacciandosi alla soglia e
illustrando a gesti.  Ce lha lungo cos.
 Be, gi, ummm,  disse Lenore.
 Come un calzino! Lungo cos!  strill Vlad lImpalatore.
 Merdimonio,  disse Lenore.
 Ma  cos possessivo,  prosegu Candy . Continua a chiedermi di sposarlo, e a imbestialirsi
perch gli rido in faccia.  convinto che farmi venire gli dia diritto al mio cuore. Dimmi tu se  normale
che uno cos virile si comporti in maniera cos puerile. Comunque sono gi abbondantemente
sintonizzata sul presidente dellazienda, Mr Associati . Candy si era issata in punta di piedi per
raccogliere sulle guance gli ultimi scampoli di tramonto arancione. Davvero una bella figliola, tutta
curve e ovali e burrosit, e folta chioma scura che adesso sembrava ancor pi scura in quanto umida.
Era come se un manto di cioccolata le coprisse il petto e la schiena. Pass un aereo, basso, scuotendo
per un istante i vetri nellintelaiatura delle finestre.
 E adesso concediamoci una serata memorabile, che ci renda memorabili per sempre,  disse
Vlad lImpalatore al proprio tentato riflesso.
Lenore si infil un vestito pulito.  Quando dovrebbe cominciare questa serata memorabile?
Candy abbass lo sguardo sulla sveglia, che proprio in quellistante cical il compiersi di un
altro minuto.  Da un momento allaltro. Vado a cena a casa sua, dove suppongo che ci accoppieremo
come bestie per ore e ore e ore.
 Che cosa romantica,  disse Lenore.  E Ges pianse, Vlad lImpalatore. Le colpe dei padri.
Nulla mi mancher.
 E Ges mi mancher.
 Bravo uccellino.
 Sto ancora aspettando la tua relazione su Rick, dal punto di vista accoppiativo,  grid Candy
rientrando in camera sua.  Dico, ormai  da mesi, no? E se  davvero speciale come dici tu... pretendo
un resoconto anatomicamente dettagliato. Altrimenti mi costringerai a indagare di persona.
 Be, gi, ummm . Lenore si infil un paio di calzettoni puliti.
 Guarda che scherzavo. E comunque, scusa, non siamo amiche? Descriverlo te lo fa toccare
con mano. Il maschio. Davvero. Dimensioni e pendenza e segni particolari. Te lo rende pi intimo .
Candy rientr nella stanza di Lenore sfoggiando un vestito di cotone viola chiaro che per molto tempo
era appartenuto a Lenore, e che, standole perfettamente troppo stretto, aderiva in maniera suggestiva
alla non insignificante curva dei suoi fianchi. Si accovacci davanti alla finestra in ombra e si diede il
mascara, fissando il proprio riflesso nel nero rettangolo inferiore del vetro. Fuori, i grilli cominciavano
a frinire.
 Farmi venire. Me come persona,  disse Vlad lImpalatore.  Ma quando arriva quella
stronza?
 Scusami, lho detto perch ero in pensiero per te.
 Ti spiace darmi un passaggio a casa di Rick? Ho lasciato la macchina al Building.  Lenore
fin di allacciarsi le scarpe e si spazzol via dai capelli ogni anche minima traccia di onda.  Forse  il
caso di non mettergli altro becchime, che dici? Mi sa che  meglio non farlo mangiare troppo.
 Certo che ti d un passaggio. Senti, quella fucsia vuoi annaffiarla s o no?
 Per il momento no, sto facendo un esperimento.
 Le polpe dei padri!  strill Vlad lImpalatore.  Chi ha preso il libro?
 Quale libro?  Lenore chiese a Candy.
 E lo chiedi a me? Guarda che s fatto tardi. Andiamo?
 S. Buonanotte, Vlad lImpalatore.
 Amore non significa niente. Per me  una parola priva di senso.
 Forse potremmo portarlo a Gente Come Noi.
 Magari a Uccelli Come Noi.
 Grazie ancora per il vestito. Ma ti avverto: rischia di finire a brandelli.
 Le prime notti di nozze dovrebbero essere come le tue notti di piantamento.
 Le donne hanno bisogno di spazio, di spazio!
/c/
 Non ti affligge lidea che il tuo non dirmi mai che mi ami possa affliggermi?
 In effetti s, qualche volta.
 Be, non affliggerti. Io lo so che in fondo tu mi ami. In fondo lo so. E io amo te, furiosamente
e completamente  questo lo sai, vero?
 S.
 E tu ami me.
 ...
 Nessun problema. Lo so che mi ami. Quindi non affliggerti, ti prego.
 ...
 Grazie per avermi raccontato la faccenda di tua Nonna. Scusami per averti rotto le palle per
tutta la cena. Scusami altres per Norman.
 Be, la voglia di raccontartela ce lavevo. Solo che anche adesso che te lho raccontata
continua a sembrarmi irraccontabile. Per raccontare servono fatti, servono cose. Qui invece non ci sono
cose, c solo una serie di deliri.
 Comunque sia. Senti, e ti affligge anche il fatto che sia scomparso il libro?
 ...
 Lenore, in effetti quel libro  un problema. Ma secondo me  un problema tuo. Jay non tha
forse detto che stai attribuendo a unentit esterna una capacit di ferirti e di aiutarti e di possedere
significato che in realt pu provenire solo da dentro di te? E che la tua vita  dentro di te e non in un
vecchio libro che fa un bozzo nella vestaglia di unanziana signora?
 Come fai a sapere cosa mi ha detto Jay?
 So cosa ti direi io al suo posto.
 ...
 Se proprio vuoi affliggerti fallo pensando che tua Nonna ricomparir con una bella
abbronzatura mediterranea e con una banalissima spiegazione da parte di tuo padre. Tutto qua.
 Rick, lo sai che mi riempi? Tu mi rivolti come un calzino.
 Cosa?
 Mi rivolti come un calzino. Quando tu e io... hai capito. Quello che abbiamo appena finito di
fare.
 Ti riempio?
 S.
 Be, grazie.
 Un racconto, per favore.
 Un racconto?
 Per favore. Non ne hai?
 Altroch.
 Bene.
 Oggi ho anche cominciato un diario, pensa. Pi che altro appunti. Pensieri alla rinfusa. Lo
desideravo fin da ragazzo.
 Splendido. Me lo farai leggere, un giorno?
 No di certo. Il diario  quasi per definizione qualcosa che non si fa leggere a nessuno.
 Be, allora penso che mi accontenter di un racconto, grazie.
 Oggi ne ho letto uno piuttosto interessante.
 Bene.
 Triste, per, anche questo. Lo sai da dove arrivano tutti i racconti tristi che leggo? Ho
scoperto che arrivano sempre da gente giovane. Quasi esclusivamente studenti di college. Sto
cominciando a sospettare che nella giovent americana ci sia qualcosa che non va. Prima di tutto c
una quantit imbarazzante di giovani che sono interessati a scrivere narrativa. Decisamente
imbarazzante. Interessati non  il termine giusto, in effetti. La gente semplicemente... interessata non
scrive il tipo di cose che mi arrivano al giornale. Sono sempre storie tristi, tristissime. Che fine hanno
fatto le storie allegre, Lenore? O quantomeno quelle con una morale? Darei non so cosa per ricevere
una di quelle belle storie salingeriane con-lezioncina-moraledove-meno-te-laspetti che ricevevo a
vagonate quando lavoravo alla Hunt & Peck. I ragazzi di oggi mi preoccupano. Invece di bere birra e
andare al cinema e perdere la verginit e spiare nei bagni delle ragazze e dimenarsi al suono di ritmi
sguaiati se ne stanno l a inventare lunghe storie tristi e contorte. E poi ce ne fosse uno che batta a
macchina in maniera decente. Perch non cercano di divertirsi e di imparare come si batte a macchina?
Sono veramente preoccupato. Sul serio.
 Di, sentiamo il racconto.
 Un uomo e una donna si incontrano e si innamorano durante una seduta di terapia di gruppo.
Lui  un belluomo, un tipo molto virile, e fondamentalmente sarebbe anche una persona simpatica,
solo che  soggetto a incontrollabili accessi di rabbia. Certe volte si fa prendere da unagitazione
emotiva irrazionale e incontrollabile, e si infuria senza motivo. Lei  una bella donna, ed 
incredibilmente dolce e comprensiva, per soffre di terribili episodi di depressione che riesce ad
attenuare solo con massicce dosi di cibo e di sonno, sicch si abbuffa continuamente di Fritos e di
Hostess Cupcakes, e dorme troppo e pesa parecchio, anche se continua a essere bella lo stesso.
 Ti spiace spostare un po il braccio?
 I due si conoscono durante una seduta di terapia di gruppo e si innamorano follemente, e ogni
settimana si guardano con aria sognante da un lato allaltro del locale dove lo psicologo, che fa il
simpatico e si veste con dei terribili poncho di flanella, conduce le sedute di terapia di gruppo. Tieni
presente che lo psicologo  molto importante, poich, come scopriamo grazie al narratore onnisciente,
in realt e nonostante questo suo atteggiamento cordiale e comprensivo  il vero cattivo della storia.
Veniamo a sapere che quando ancora era al college lo psicologo ha avuto un esaurimento nervoso che
gli ha fatto fallire lesame di ammissione alla Harvard Graduate School, e che quindi gli  toccato
ripiegare sulla Nyu, ma che a New York si  trovato malissimo e ha avuto altri esaurimenti nervosi,
insomma il risultato  che adesso odia le citt e ogni tipo di insediamento sociale collettivo, un odio
patologico, ed  convinto che alla base dei problemi della gente che viene a fare terapia da lui ci siano
la societ e la collettivit allargata, e cerca in ogni modo e con notevole scaltrezza di convincere tutti i
suoi pazienti ad abbandonare la citt e a trasferirsi in una serie di baite sperdute nei boschi nel cuore
dello Stato dove si svolge la storia, che non ricordo quale sia ma che potrebbe essere il New Jersey,
baite che per una strana coincidenza sono di propriet dello psicologo stesso, il quale le vende ai
pazienti ricavandoci un bel po di soldi.
 ...
 E luomo e la donna si innamorano perdutamente, e cominciano a uscire insieme, e gli scatti
di rabbia delluomo cominciano miracolosamente ad attenuarsi, e la depressione della donna comincia
anchessa ad attenuarsi e la donna smette di dormire troppo e anche di mangiare schifezze, e
dimagrisce e diventa cos incredibilmente bella da farti venire lacquolina agli occhi, e cos decidono di
sposarsi e vanno a dirlo allo psicologo, il quale si dichiara felice per loro e con loro, ma aggiunge che
secondo lui lattenuarsi dei loro rispettivi problemi non  altro che un momentaneo effetto della novit
del loro amore, e che se davvero vogliono guarire definitivamente e quindi dedicarsi solo e per sempre
al loro comune e reciproco amore gli conviene andar via dalla citt, che se non ricordo male devessere
Newark, e trasferirsi in una baita sperduta nei boschi e lontana da tutto ci che abbia a che fare con la
societ, e mostra loro un opuscolo di baite-sperdute-nei-boschi, e a questo punto e merc una virata di
surrealismo descrittivo che non m sembrata granch scopriamo improvvisamente che le pupille dello
psicologo sono in realt due verdi e minuscoli simboli di dollaro.
 Ges.
 Gi, e comunque dopo un anno di terapia di gruppo luomo e la donna sono quasi totalmente
sotto linfluenza dello psicologo, e inoltre data limponenza dellamore che provano luno per laltro
sono anche comprensibilmente indifesi e malleabili dal punto di vista emotivo, sicch seguono il
consiglio dello psicologo e si comprano una baita sperduta nei boschi a ore e ore di macchina da
qualsiasi cosa, e luomo chiude col suo lavoro di architetto, lavoro che negli intervalli tra le varie crisi
di rabbia luomo aveva sempre svolto brillantemente e con grandi soddisfazioni, e la donna chiude col
suo lavoro di stilista di abbigliamento per donne robuste, e si sposano e si trasferiscono nella baita e
vivono in perfetta solitudine e, stando a quanto non troppo velatamente lascia intendere lautore,
passano il tempo a far sesso alla grande, nella baita e nei boschi e tra gli alberi, e per guadagnarsi da
vivere cominciano a scrivere romanzi a quattro mani sul trionfo della pura e gagliarda emozione umana
sulle nefaste tensioni prodotte dalla societ collettiva contemporanea. E quasi immediatamente, grazie a
tutto questincredibile bench emotivamente innocente far sesso, mettono al mondo un figlio, e al
momento delle doglie fanno appena in tempo a raggiungere il minuscolo e lontanissimo ospedale, a
bordo del loro fuoristrada Jeep a quattro ruote motrici, anchesso sia detto per inciso vendutogli dallo
psicologo, ma nondimeno arrivano in tempo e tutto va a meraviglia e il neonato  sano, e sulla via del
ritorno dal minuscolo ospedale sperduto nei boschi, anche se ancora lontanissimi dalla loro baita ancor
pi sperduta nei boschi, padre e madre e neonato si fermano a far visita a una ex suora che abita in una
baita situata in una grande vallata accanto alla strada statale e che altruisticamente passa la vita ad
accudire ritardati mentali talmente ritardati da esser stati rifiutati persino dagli istituti per ritardati, e
luomo e la donna e la ex suora cullano a turno il bambino sulle rispettive ginocchia e parlano di come
lamore riesca sempre a trionfare su qualsiasi cosa in generale e in particolare sulle nefaste tensioni da
societ collettiva, il tutto in alquanto lunghi ma decisamente coinvolgenti passaggi di dialogo.
 Fin qui si direbbe uno schianto.
 Aspetta. Sicch tornano nella baita sperduta nei boschi, e per qualche anno tutto va alla
grande, incredibilmente alla grande. Ma a un certo punto, come piccole crepe in una bella scultura,
poco a poco, i loro vecchi problemi emotivi cominciano quasi impercettibilmente a riaffiorare. Talvolta
luomo si lascia prendere da irragionevoli scatti di rabbia per futili motivi, il che talvolta
immalinconisce la donna, che quand malinconica torna talvolta a spiluccare i suoi amati Fritos e
finisce per metter su qualche chilo. Come se non bastasse, il figlio, che a questo punto va per i sei anni,
comincia a manifestare un terribile problema clinico per cui ogni volta che piange  cosa che
ovviamente gli capita spesso, visto che i bambini della sua et non fanno altro che sbattere e cadere e
farsi male  per cui ogni volta che piange gli viene una specie di crisi epilettica: sbava, strabuzza gli
occhi, la lingua gli si ribalta nel palato e rischia di soffocarlo, le gambe e le braccia vanno per conto
loro, insomma una cosa spaventosa, e ovviamente i genitori sono terribilmente preoccupati, anche se
pensano e sperano che sia una cosa passeggera, e nondimeno sono terrorizzati perch amano il loro
bambino con tutto il cuore. E per giunta la donna  nuovamente incinta. Sicch tutti questi piccoli e
inquietanti segnali cominciano ad accumularsi finch, qualche mese dopo, ritroviamo tutti e tre uomo
donna e figlio nel minuscolo ospedale sperduto nei boschi, dove sono venuti perch la donna deve
partorire, e mentre la donna partorisce vediamo che in un corridoio dellospedale il figlio scivola sul
linoleum bagnato e cade a terra e batte la testa e ovviamente scoppia a piangere, e immediatamente
comincia a dimenarsi per la solita crisi convulsiva, e frattanto sta nascendo laltro figlio, una
femminuccia, e quando il garbato vecchio medico di campagna le d come si fa di solito uno schiaffo
sul sedere per farla respirare lei ovviamente comincia a piangere, e immediatamente pure lei ha una sua
specialissima crisi epilettica in miniatura, sicch tutte due i bambini hanno una crisi, simultaneamente,
e di colpo il tranquillo ospedale sperduto nei boschi diventa una gabbia di matti. Ma il garbato vecchio
medico di campagna riprende quasi subito il controllo della situazione e esamina seduta stante i due
bambini e diagnostica per entrambi unassai rara patologia nervosa per cui qualsiasi anche minimo
accesso di pianto provoca crisi epilettiche che mettono a repentaglio la tenuta del cuore e del cervello
facendoli gonfiare e sanguinare, e dice che a ogni loro nuovo accesso di pianto, accessi
prevedibilmente frequenti visto che appunto si tratta di bambini, le crisi si faranno sempre pi intense
fino a metterli addirittura in pericolo di vita  soprattutto il pi grande, nel quale lo stato patologico  in
fase pi avanzata e grave  a meno che non vengano sottoposti a un trattamento che gli impedisca di
piangere.
 Uau.
 Ed ecco che il garbato vecchio medico di campagna consegna alluomo e alla donna un
centinaio di piccole fiale di una certa medicina antipianto molto rara e di difficile preparazione, scorta
necessariamente ingente per via della scomodit e della lunghezza del viaggio dalla loro baita sperduta
nei boschi sino al minuscolo ospedale sperduto nei boschi, e promette loro che finch ai due bambini
verr somministrata una fiala di medicinale ogniqualvolta siano o sembrino sul punto di piangere, cos
stroncando sul nascere il pianto e prevenendo le crisi epilettiche, la loro incolumit sar garantita, e
ovviamente i genitori sono s ancora preoccupatissimi ma anche abbastanza sollevati nellapprendere
che quantomeno si tratta di una patologia curabile, e tuttavia la tensione del momento fa sempre pi
riaffiorare i loro vecchi problemi emotivi, sicch ecco che funestamente luomo ricomincia con i furori
irragionevoli, stavolta diretti contro luniverso da lui ritenuto colpevole di avergli dato due figli che
hanno crisi epilettiche ogni volta che piangono, nonch responsabile dellinevitabilmente esorbitante
prezzo che gli tocca pagare per la rara e di difficile preparazione medicina antipianto, e che altrettanto
funestamente la donna ricomincia con gli sbadigli e poi pretende una sosta in una minuscola bottega
sperduta nei boschi dove indugia a fare incetta di praticamente qualsiasi tipo di schifezza commestibile
trovi esposta sugli scaffali, il che chiaramente fa incazzare come una bestia luomo anche perch la
donna ha gi messo su un bel po di chili di troppo, pur rimanendo ancora molto graziosa, e la di lui
incazzatura rende lei ancor pi triste e assonnata e affamata, e cos via in quello che vediamo avere
tutto il potenziale per trasformarsi in un tragico circolo vizioso.
 Vuoi un po del mio ginger ale?
 Grazie.
 ...
 E quindi fanno ritorno alla baita, e le cose ricominciano pi o meno come prima, solo che la
donna mangia molto e dorme molto e mette su pancia a vista docchio, e luomo si sente scoppiare di
rabbia per il prezzo esorbitante della medicina antipianto e nondimeno si sforza di trattenersi e di essere
estremamente gentile con i due figli per evitare quanto pi possibile che gli venga da piangere. Ma
ovviamente nel frattempo il suo vecchio problema emotivo  tuttaltro che scomparso, e la tensione
della forzata gentilezza nei confronti dei figli non fa che acutizzarlo, sicch sempre pi spesso luomo 
costretto a scapparsene nel folto dei boschi per potersi sfogare liberamente urlando e tempestando di
pugni gli alberi, e sia pure involontariamente diventa crudele nei confronti della dolce e triste donna, e
quand notte fonda e i bambini dormono dallaltro lato della baita lui inveisce contro di lei
accusandola di essere ingrassata come una balena, e ovviamente il suo inveire rende sempre pi
malinconica e assonnata e affamata la donna, e ben presto il suo peso torna a valori preinnamoramento,
pi qualche chilo. E le cose vanno avanti cos per circa un anno, con qua e l laffacciarsi nei bambini
di veramente terrificanti potenziali crisi epilettiche da pianto, specialmente nel pi grande, evitate di
misura grazie alla tempestiva somministrazione della medicina speciale.
 Devo ammettere che  proprio avvincente.
 Ed eccoci alla catastrofica notte che rappresenta il climax del racconto, simboleggiato da un
incredibile nubifragio che si abbatte sul bosco, con il vento che ulula e boli di pioggia gelatinosa che
martellano il tetto della baita, mentre i quattro sono seduti a tavola, e la donna sbadiglia davanti al
piatto dove troneggia una montagna di Hostess Cupcakes alta sin quasi al soffitto, e luomo, teso
allinverosimile,  incredibilmente incazzato e ha la faccia paonazza per lo sforzo di trattenere la
propria furia, e il figlio pi grande, che a questo punto va per i sette anni, si lagna un po perch non gli
va di mangiare i piselli che la donna, troppo intorpidita per il sonno e dal cibo, non si  curata n di
scongelare n di cuocere, e le proteste del figlio, come se non bastasse il resto, infuriano luomo al
punto di fargli involontariamente scappare un ceffone tremendo, ma proprio del tutto
involontariamente, e il bambino vola gi dalla sedia e cade a terra, e cadendo urta un tavolino sul quale
sono conservate, come su un altare, religiosamente accatastate su un cuscino di velluto rosso, tutte le
preziose fialette della rara e di difficile preparazione medicina antipianto, e tutte le fialette finiscono in
frantumi, e la medicina evapora allistante, e ovviamente il bambino scoppia a piangere per il ceffone
tremendo e immediatamente viene colto da una crisi epilettica particolarmente violenta, e tutto questo
tragico trambusto fa scoppiare a piangere anche la figlia, che anche lei viene subito colta da una delle
sue crisi epilettiche in miniatura, sicch di colpo marito e moglie si ritrovano con tutte due i figli in
preda a crisi epilettiche da pianto, senza pi nessuna medicina che possa scongiurare il danno cerebrale
e cardiaco e il rischio di morte provocati dalle crisi. E marito e moglie non sanno dove sbattere la testa,
e i figli invece la sbattono qua e l in preda alle rispettive crisi epilettiche, finch la moglie riesce
finalmente a calmare almeno in parte la bambina cullandola e coccolandola e facendosela saltare sulle
ginocchia, ma laltro figlio  messo male sul serio.
 Ges.
 Sicch i due genitori sono terribilmente angosciati, e decidono che lunica cosa da fare  che
lui carichi sulla Jeep il figlio grande e cerchi di raggiungere quanto pi in fretta  possibile il minuscolo
ospedale sperduto nei boschi, mentre la donna telefoner allospedale per chiedere di predisporre subito
una scorta demergenza di medicina antipianto, e rester l a badare che la piccola, che al momento 
pi o meno sedata in braccio alla mamma ma che non sopporta di andare in macchina e pertanto se la
mettessero sulla Jeep non farebbe che piangere per tutta la strada fino al minuscolo ospedale sperduto
nei boschi, non si rimetta a piangere e a contorcersi, fino al ritorno del padre con la medicina e col se
Dio vuole frattanto scampato figlio maggiore. Sicch luomo prende in braccio il figlio maggiore in
piena crisi epilettica ed esce nella martellante pioggia gelatinosa e monta sulla Jeep e si avvia, e la
donna cerca di telefonare al minuscolo ospedale sperduto nei boschi ma non ci riesce perch, come ci
spiega il narratore, le linee telefoniche dellospedale sono state danneggiate da un fulmine, e allora la
donna decide di telefonare in citt al loro vecchio psicologo, ricordandosi di come al momento di
vendergli la baita egli si fosse raccomandato di non esitare a chiamarlo in caso di necessit, e riesce a
pescarlo al numero del suo attico in citt e lo prega di correre subito al minuscolo ospedale sperduto nei
boschi e di farsi dare qualche fiala di medicina antipianto per la piccola e di portargliela
immediatamente alla baita. E lo psicologo, dopo aver faticato un po a individuare la donna, della quale
si era completamente dimenticato, accetta lincombenza sia pure malvolentieri e nonostante il diluvio
di pioggia gelatinosa, e promette di non perdere tempo, ma appena riattacca ecco che gli si presenta in
casa un paziente che lo psicologo sta tentando di convincere a comprarsi una baita e andarsene a vivere
lontano dalla citt, sicch lo psicologo si ferma a mostrare al paziente un opuscolo e cerca di
convincerlo a comprarsi una baita, e daccapo ci viene fastidiosamente rammentato come al centro degli
occhi dello psicologo ci siano verdi e minuscoli simboli di dollaro.
 Un vero bastardo, comunque.
 Puoi ben dirlo. Nel frattempo luomo sta guidando come un pazzo verso il minuscolo
ospedale sperduto nei boschi, con il figlio che ha smesso di contorcersi ed  precipitato in una sorta di
ebetudine autistica e comunque  ancora messo male sul serio, ma, bench luomo guidi veramente
come un pazzo, la Jeep procede lentissimamente per via del buio e della pioggia gelatinosa e del fango
dei sentieri sperduti nei boschi, e luomo  incredibilmente furibondo con luniverso per avergli messo
la famiglia in quei casini ed  sul punto di esplodere, ma con un enorme sforzo di volont riesce a
trattenersi e continua a guidare, e finalmente abbandona i fangosi sentieri sperduti nei boschi e imbocca
la strada statale, dove almeno pu adottare unandatura pi sostenuta. Nel frattempo la donna  sempre
l nella baita ad aspettare lo psicologo con la medicina antipianto, ed  talmente triste e abbattuta e
depressa per quello che  successo che non fa altro che sbadigliare, ha un sonno incredibile, e col
passare del tempo il sonno si fa sempre pi incalzante,  tardi, e il martellare della pioggia gelatinosa
sul tetto della baita concilia il sonno, e la bambina viene colta ripetutamente da brevi ma acuti attacchi
convulsivi ogni volta che piange, e la donna capisce che lunico modo che ha per evitarle di piangere 
stringerla allenorme seno cosparso di briciole di Fritos; ogni volta che se la stacca dal seno la bambina
attacca a piangere e le viene una crisi epilettica. Sicch vediamo la donna barcollare in giro per la baita
stringendosi al petto la figlia e lottando contro la tentazione di cedere al sonno. Lazione procede con
rapidi cambi di scena, con lo psicologo che finalmente riesce a concludere laffare e monta in
macchina, una macchina incredibilmente costosa e veloce, ovviamente pagata coi ricavi delle baite, e in
un baleno raggiunge il minuscolo ospedale sperduto nei boschi e parla con il garbato vecchio medico di
campagna, e dopo una breve attesa durante la quale il garbato vecchio medico di campagna
praticamente si massacra per riuscire a preparare in quattro e quattrotto la medicina antipianto, lo
psicologo si ritrova in mano le fialette, e dice che per il pagamento ci penser luomo, si rimette in
macchina e sfreccia a velocit incredibile sulla strada statale verso la lontana baita sperduta nei boschi,
e un beffardo e sinistro scherzo del destino gli fa incrociare la Jeep, ovviamente puntata nella direzione
opposta, Jeep che per  ferma nel buio sul ciglio della strada con una ruota a terra che in pieno diluvio
luomo sta cercando di sostituire, ovviamente sacramentando, mentre il figlio  sempre autisticamente
accasciato sul sedile anteriore, e lincredibilmente veloce macchina dello psicologo solleva un enorme
spruzzo dacqua che investe in pieno luomo che sta cercando di sostituire la ruota, e gli fa cadere di
mano il cric, e il cric va a colpire qualcosa di piccolo ma vitale nel semiasse della Jeep, e lo danneggia
seriamente, cosa di cui luomo non pu accorgersi perch, incazzatosi come una bestia per lo spruzzo
provocato dalla macchina dello psicologo, si  piazzato in mezzo alla carreggiata e salta come un
ossesso urlando improperi e facendo gestacci allindirizzo della macchina ormai lontana.
 Dio mio.
 Frattanto nella baita la donna sta quasi per svenire,  terribilmente triste e preoccupata e
assonnata, ma non pu mollare la bambina che altrimenti scoppierebbe a piangere e le verrebbe un
attacco. Con uno sforzo di volont eroico e toccante la donna resiste al sonno finch pu, in attesa dello
psicologo, ma alla fine le riesce semplicemente impossibile resistere anche solo un istante di pi, e
cos, come unico possibile compromesso con le circostanze, si sdraia sul letto, sempre stringendosi al
petto la figlia per evitarle di piangere eccetera.
 Oh no.
 E si addormenta e rotola addosso alla bimba e la spiaccica e la uccide.
 Oddio.
 E si sveglia, e vede cos successo, e per il dolore piomba in un irreversibile sonno comatoso.
 Ok, penso che basti.
 E dopo una decina di minuti arriva lo psicologo, e entra nella baita, sempre col suo poncho, e
vede cos successo, e telefona alla polizia per denunciare laccaduto. E lunica polizia disponibile in
quella regione sperduta  la stradale, e lo psicologo fornisce al centralinista della stradale la descrizione
delluomo e della Jeep, Jeep che ovviamente ben conosce e che quando ha schizzato non ha
riconosciuto solo perch andava troppo veloce per vederla, e dice al centralinista di mandare le
autopattuglie in cerca della Jeep e in caso la trovino di portare di corsa luomo e suo figlio nel
minuscolo ospedale sperduto nei boschi, e nel frattempo anche di far venire qualcuno nella baita per
dare unocchiata alla bimba spiaccicata e alla madre comatosa. E il centralinista trasmette via radio alle
autopattuglie tutte le informazioni fornitegli dallo psicologo, e unautopattuglia che si trova in zona
sfreccia sulla statale verso la baita, e sulla statale individua la Jeep, fa una fulminea inversione a U e
inchioda dietro alla Jeep, e lagente dellautopattuglia smonta e sotto il diluvio di pioggia gelatinosa si
avvicina alla Jeep e si offre di dare alluomo e al figlio un passaggio fino al minuscolo ospedale
sperduto nei boschi, e luomo accetta, e mentre prepara il figlio per trasportarlo dalla Jeep
allautopattuglia chiede allagente se ad avvisare la polizia sia stata la moglie, e lagente dice di no e
quindi sciaguratamente riferisce alluomo ci che gli hanno detto esser successo gi alla baita, e con il
commento sonoro di un immane scoppio di tuono luomo reagisce alla notizia sbarellando del tutto in
preda a una rabbia incontrollabile, e involontariamente si mette a mulinare le braccia, e con un gomito,
accidentalmente, colpisce il bambino accasciato nel sedile accanto al suo, lo becca sul naso, e il
bambino si mette a gridare e daccapo a piangere e crolla sul pavimento della Jeep e viene preso da un
attacco di convulsioni, e la sua testa dapprima urta la leva del cambio automatico togliendola dalla
posizione di sosta e poi finisce incastrata tra piantone del volante e acceleratore, e lacceleratore si
abbassa, e la Jeep si mette in movimento, con lagente incastrato e appeso e a rimorchio poich sera
infilato nel finestrino cercando di calmare luomo fuori di s, e la Jeep costeggia il ciglio della statale,
sotto il quale si apre una vallata profonda, in realt un burrone bello e buono, e luomo  talmente
furioso che non si preoccupa di quantomeno girare il volante per evitare che la macchina finisca fuori
strada e nel burrone, e lagente cerca allora di afferrarlo lui il volante, ma la botta improvvisa e brusca
che d al volante schianta definitivamente quel piccolo ma vitale qualcosa rottosi poco prima nel
semiasse per via dellimpatto del cric volato di mano alluomo, e la sterzata fallisce miseramente, e la
Jeep con dentro luomo e il ragazzo e con accanto lagente finisce fuori strada e gi nel burrone e dopo
un volo di decine di metri piomba sulla baita in cui la ex suora, come ricorderai, accudisce gli
incredibilmente ritardati, piomba sulla baita e esplode in una palla di fuoco, e tutti quanti muoiono
duna morte atroce.
 Porca merda.
 Gi.
 ...
 Una storia sconvolgente partorita dalla sconvolta piccola mente di uno studente di college. E
non finiva qui, cera ancora unaltra ventina di pagine, con lo psicologo che al cospetto della mole
immensa eppure affascinante della donna rannicchiata struggentemente in posizione fetale e ormai
irreversibilmente comatosa rimuginava sulla tragedia attribuendola a tensioni da societ collettiva
troppo radicate e venefiche per essere neutralizzate persino dalla fuga nel profondo dei boschi, e
successivamente cercava tramite maneggi giuridici di impadronirsi dei beni residui dei famigliari
defunti della donna in coma.
 Madre di Dio.
 Esatto.
 Pensi di usarla?
 Stai scherzando?  spaventosamente lunga. Per metterla nella rivista dovrei fare un numero
doppio. Ed  assurdamente triste.
 ...
 Nonch battuta malissimo. Altra cosa che mi d ai nervi. Ma come, per inventare e elaborare
una storia cos incredibilmente contorta quellinfelice di uno studente ci mette chiss quanti mesi, e poi
la batte coi piedi? Penso proprio che gli scriver una lettera di rifiuto consigliandogli di imparare a
battere a macchina, nonch di andare a dimenarsi al suono di ritmi sguaiati.
 A me  piaciuta. Lho trovata avvincente.
 Gi, solo che tu non hai una sensibilit letteraria, Lenore.
 Be, grazie mille. Non-sardonica e non-letteraria.
 Non intendevo dire questo.
 ...
 Vieni. Di, vieni qua.
 Va a giocare al letterato.
 E su, Lenore, per lamor del cielo!
 ...
/d/
 Frequent & Vigorous.
 Fnuf fnuf.
 Frequent & Vigorous.
 Che?
 Centralino. Frequent & Vigorous.
 Lenore.
 Sforza una scala simile. Centralino. Mangiarino-specialino.
 Lenore! Stai parlando nel sonno! Stai vaneggiando!
 Cosa?
 Stai dicendo cose senza senso.
 Fnuf.
 Cos va meglio.
/e/
 Porca vacca!
 Fnuf fnuf.
 Col cazzo!
 Fnuf. Cosa?
 Rick, io non possiedo nessun deambulatore.
 Che?
 Io non possiedo nessun deambulatore. Nella fattispecie non possiedo il deambulatore di Mrs
Yingst, con annessa foto del ballerino di Lawrence Welk. E allora cosa ci faceva in camera mia?
 Ma di che deambulatore parli?
 E cosa voleva dire Vlad lImpalatore con mangiarino-specialino, e con chi ha preso il libro?
 Che? Lenore, quellanimale va ammazzato. Se me lo lasci te lammazzo io.
 A Corf non c nessuno, altroch. Mi stanno prendendo in giro.
 Fnuf.
 Cristo.
...
.
...
FINE Parte 1.